GIORNATA MONDIALE DEL DOCENTE - Missionarie, colte, sottopagate, stressate, precarizzate dallo Stato

Oggi per il sindacato Anief il pensiero va soprattutto alle oltre 700mila donne insegnanti che lavorano con dedizione nelle scuole italiane

A cura di Redazione Redazione
06 ottobre 2026 10:25
GIORNATA MONDIALE DEL DOCENTE - Missionarie, colte, sottopagate, stressate, precarizzate dallo Stato -
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“Missionarie, colte, sottopagate, stressate, precarizzate dallo Stato: nella giornata mondiale degli insegnanti, che si celebra oggi, il pensiero va soprattutto alle oltre 700mila donne docenti che lavorano con dedizione in tutte le scuole italiane, ovviamente senza nulla togliere ai colleghi uomini”. A dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato autonomo Anief.

I DOCENTI IN ITALIA

Anief ricorda che in Italia almeno un docente su quattro è precario (250mila), gli over 60 soffrono in alta percentuale di burnout (230mila), gli insegnanti risultano sottopagati rispetto ad altri lavoratori del pubblico impiego (con gap negativo annuo  di 10mila euro) e anche del privato, sono “immobilizzati” (con gratuiti blocchi per i trasferimenti di sede di servizio), gli negano i buoni pasto mentre in altri comparti (come le Funzioni centrali) vengono assegnati anche quando i lavoratori sono in smart working, non hanno indennità di trasferta, neanche quando lavorano fuori sede, non gli riconoscono gli anni di formazione per la pensione e non hanno possibilità di attuare forme di carriera verticale e orizzontale.

Malgrado tutto questo, il docente italiano per arrivare alla cattedra rimane iper-selezionato attraverso i concorsi, deve svolgere più master e plurime verifiche in ingresso, pur essendo già titolato, visto che l’80% è in possesso del titolo di formazione accademica. Nonostante tutto, i docenti continuano a essere un punto di riferimento insostituibile per milioni di studenti, anche quando vengono sottovalutati o criticati. Durante la pandemia hanno garantito la continuità didattica, reinventando la scuola a distanza, senza strumenti né supporto adeguato.

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