Gli italiani fanno sempre meno figli, a scuola i prof di materia in caduta libera mentre crescono le iscrizioni di alunni con disabilità

Il sondaggio della testata specializzata ‘La Tecnica della Scuola’

A cura di Redazione Redazione
13 ottobre 2026 18:31
Gli italiani fanno sempre meno figli, a scuola i prof di materia in caduta libera mentre crescono le iscrizioni di alunni con disabilità -
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Gli italiani fanno sempre meno figli, a scuola i prof di materia in caduta libera mentre crescono le iscrizioni di alunni con disabilità e di conseguenza il numero dei docenti di sostegno: per 6 addetti ai lavori su 10 l’unica soluzione potrebbe essere “meno alunni per classe”

Sempre meno nati e alunni, a crescere nei prossimi anni saranno solo gli studenti con disabilità e quindi gli insegnanti di sostegno: sarà quindi inevitabile il ridimensionamento degli organici dei docenti di disciplina? Secondo la Fondazione Agnelli, entro il 2040 potrebbero sparire 95mila classi e 166mila docenti. Il sondaggio della testata specializzata ‘La Tecnica della Scuola’, compilato da più di 500 lettori, in larga parte docenti, indica una direzione piuttosto chiara e condivisa: occorre ridurre la soglia minima di iscritti per creare una classe.

IL SONDAGGIO

La misura che raccoglie più consensi tra gli insegnanti è la riduzione del numero di alunni per classe, scelta da circa sei partecipanti su dieci. Seguono, con quote più contenute e simili tra loro, l’idea di rendere tutti i docenti in grado di operare sul sostegno, il vincolo decennale per i docenti specializzati, al posto dell’attuale quinquennio, e l’allargamento della possibilità di insegnare più discipline. Anche tra i genitori la riduzione degli alunni per classe resta la preferenza prevalente, mentre le altre opzioni raccolgono adesioni più sparse.

LE RISPOSTE APERTE

Nelle risposte aperte, tra i temi più ricorrenti figurano le politiche per la natalità e il sostegno economico alle famiglie, il rafforzamento delle compresenze e una formazione più solida per chi accede al sostegno. Alcuni segnalano anche la necessità di corsi di alfabetizzazione per gli alunni stranieri appena arrivati. Molti chiedono controlli più stringenti sulle certificazioni, in particolare quelle rilasciate da centri privati. C’è poi chi propone la cattedra mista, in parte su materia e in parte su sostegno, e chi invoca strutture dedicate per i casi più gravi, ipotesi su cui il dibattito resta aperto.

Un docente sostiene che ridurre gli alunni per classe “è l’unica soluzione valida perché non scarica le carenze del sistema sulle spalle dei lavoratori”. Per un collega “il problema non è tanto l’organizzazione scolastica ma lo stato di malessere generale creato dai costi della vita”. C’è chi chiede “una ricerca seria” per capire l’aumento degli alunni con disabilità e chi ricorda che “avere una 104 non significa automaticamente dover avere il sostegno”.

Un genitore invita a “mettere le famiglie nelle condizioni di potersi occupare dei figli senza dover scegliere tra lavoro e maternità”, mentre un altro docente auspica di “ridare prestigio alla professione del docente”.

LE PAROLE DI VALDITARA

Proprio oggi, 13 ottobre, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nel corso della presentazione del Rapporto annuale OCSE Education at a Glance a Viale Trastevere, ha parlato delle ‘classi pollaio’ ridimensionando il problema: “Un dato di particolare importanza evidenzia che nel 2024 le classi italiane contavano mediamente 18 alunni nella scuola primaria e 20 nella secondaria di primo grado, rispetto ai 21 e 23 alunni della media OCSE. Rispetto al 2015 la numerosità media delle classi si è ridotta di un’unità in entrambi i gradi di scuola, configurando una condizione favorevole per la personalizzazione della didattica e degli apprendimenti”.

I DATI DELLA FONDAZIONE AGNELLI: LA PREVISIONE

Secondo le elaborazioni della Fondazione Agnelli, entro il 2040 gli studenti potrebbero diminuire di quasi 2 milioni, circa il 21% in meno rispetto a oggi. A parità di regole organizzative, questo comporterebbe anche circa 95mila classi e 166mila docenti in meno.

Il fenomeno sarà più marcato nel Mezzogiorno e nelle aree interne, dove il calo degli iscritti potrebbe rendere sempre più difficile mantenere aperti i piccoli plessi.

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA: LA RELAZIONE TECNICA DEL DECRETO SCUOLA

Nel frattempo, però, cresce la presenza degli alunni con disabilità. Secondo la relazione tecnica sul decreto legge 170, il cosiddetto Decreto Scuola, nell’anno scolastico 2024/25 erano quasi 377mila, il 5% in più rispetto all’anno precedente, arrivando al 4,8% del totale degli iscritti. Se questa tendenza dovesse proseguire, tra quindici anni la quota potrebbe arrivare al 10%. In questo scenario, i docenti di sostegno, oggi oltre un quarto del totale, potrebbero raggiungere nel 2040 un numero analogo a quello degli insegnanti di posto comune, nel frattempo in caduta libera.

Una serie di articoli e di approfondimenti relativi ai problemi legati al calo demografico e all’aumento di alunni con disabilità possono essere consultati su TecnicadellaScuola.it.

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