Il merito si misura nei conti: cosa chiedono i dirigenti scolastici

DIRIGENTISCUOLA scrive a Meloni e Giorgetti: i 14 milioni del decreto-legge 170 non chiudono il divario retributivo dei dirigenti scolastici. Servono risorse strutturali nella prossima legge di bilancio

06 ottobre 2026 07:17
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Il sindacato dei Dirigenti Scolastici DirigentiScuola, ha inviato una lettera formale alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Giancarlo Giorgetti e Giuseppe Valditara. Il sindacato chiede un intervento strutturale sul trattamento economico dei dirigenti scolastici, a venticinque anni dall’introduzione della dirigenza scolastica. Lo Stato ha ampliato i compiti di chi guida gli istituti; il riconoscimento retributivo, invece, non ha seguito lo stesso percorso.

I dirigenti scolastici coordinano comunità educative, gestiscono patrimoni, sicurezza, risorse del PNRR e la contrattazione integrativa. Operano spesso senza un vice dirigente e rispondono in prima persona delle scelte assunte. Pertanto il sindacato segnala un divario persistente rispetto alla dirigenza amministrativa del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La richiesta non riguarda un premio una tantum, ma una retribuzione proporzionata alla funzione, in linea con il principio costituzionale di adeguatezza del compenso alla qualità e alla quantità del lavoro.

I 14 milioni del decreto-legge 170

I dati richiamati nella missiva confrontano la componente variabile e la retribuzione di risultato. Un dirigente amministrativo del Ministero percepisce premi di risultato vicini ai 23.000 euro; un capo d’istituto si attesta intorno ai 6.000 euro. Di conseguenza il Governo non può presentare il decreto-legge 170 come chiusura del contenzioso retributivo.

Dei 14 milioni stanziati, 9 milioni evitano un arretramento e coprono la scadenza di fondi straordinari già previsti. I restanti 5 milioni riguardano solo il 2026 e accompagnano la chiusura del PNRR. Quindi lo stanziamento tampona una scadenza e un’annualità, ma non realizza una perequazione stabile. Il nucleo del divario resta aperto e torna sul tavolo della prossima legge di bilancio.

Cosa serve nella legge di bilancio

Il presidente Attilio Fratta chiede risorse stabili e congrue, non annunci privi di copertura pluriennale. Il sindacato distingue la funzione dirigenziale nelle scuole da un inquadramento di rango inferiore e chiede che lo Stato allinei doveri e trattamento. Se il Governo non fornirà risposte verificabili in bilancio, DIRIGENTISCUOLA riprenderà lo stato di agitazione.

Per chi lavora nella scuola la posta è concreta. Una perequazione strutturale incide sulla tenuta degli organici di diritto, sulla disponibilità a accettare reggenze e sulla continuità della guida degli istituti. Inoltre chiarisce, in sede di contrattazione, quale parte del trattamento è certa e quale resta legata a fondi temporanei. Le parti sociali e il Ministero possono ora confrontare i numeri del decreto-legge 170 con il fabbisogno pluriennale e indicare, nella legge di bilancio, la voce e l’importo che chiudono il divario.

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