Inglese, parlare conta più di voti e certificati

Una ricerca Novakid rivela che un genitore su due mette al primo posto la sicurezza dei figli nella conversazione

06 ottobre 2026 19:40
Inglese, parlare conta più di voti e certificati -
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Studiare inglese per anni e poi bloccarsi davanti a una domanda semplice: è il paradosso vissuto da molti studenti. Secondo Novakid, ecosistema digitale dedicato all’apprendimento linguistico dei bambini, per superarlo occorre portare la lingua fuori dai libri e trasformarla in uno strumento di comunicazione quotidiana.

Il problema non è la qualità dell’insegnamento scolastico, ma lo spazio limitato riservato alla conversazione. Regole, esercizi e verifiche restano importanti; tuttavia, una lingua diventa davvero propria quando la si ascolta, la si usa e si impara a non temere gli errori.

Anche le famiglie chiedono un cambio di passo. Da una ricerca Novakid condotta nei principali mercati in cui opera, Italia compresa, emerge che circa un genitore su due considera prioritaria la capacità dei figli di parlare inglese con sicurezza, prima ancora di voti e certificazioni.

Da qui il modello proposto dalla piattaforma: fin dalla prima lezione i bambini conversano con insegnanti madrelingua e vengono incoraggiati a esprimersi in modo spontaneo. L’errore non è una colpa da sanzionare, ma una tappa naturale dell’apprendimento.

«Abbiamo giocato, fatto amicizia, sbagliato e continuato a parlare. È questo l’ambiente che ogni bambino dovrebbe sperimentare imparando una seconda lingua», afferma Max Azarov, CEO e cofondatore di Novakid.

La fiducia prima della perfezione

L’obiettivo non è soltanto conoscere più parole o superare una verifica, ma riuscire a usare l’inglese nelle situazioni reali: durante un viaggio, in una nuova amicizia, a scuola e, un domani, nel lavoro.

«Non si tratta di puntare il dito contro la scuola, ma di offrire ai bambini un’altra possibilità per imparare la lingua usandola», precisa Azarov. In questa prospettiva, la fiducia viene prima della perfezione: parlare, anche in modo imperfetto, è il passaggio necessario per diventare più fluidi.

L’offerta Novakid comprende lezioni individuali e di gruppo, laboratori con docenti certificati e strumenti basati sull’intelligenza artificiale, tra cui Pandy, NovaPals e Open World, pensati per rendere la pratica più frequente e coinvolgente.

La tecnologia adatta il ritmo delle attività alle esigenze di ciascun bambino, monitora i progressi secondo gli standard del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER) e costruisce percorsi personalizzati.

I risultati dichiarati dall’azienda indicano che il 96% degli studenti migliora il proprio inglese entro sei mesi e che il 75% registra progressi già nel primo mese.

La vera prova, quindi, non si svolge soltanto in classe. È la capacità di trovare le parole quando servono, comunicare senza paura e trasformare ciò che si è studiato in una competenza viva.

Un ecosistema presente in oltre 50 Paesi

Fondata nel 2017, Novakid è una startup di Serie B con sede centrale a Londra. Ha raccolto 41,5 milioni di dollari e raggiunto oltre un milione di famiglie in più di 50 Paesi. La sua proposta integra lo studio scolastico con occasioni concrete di conversazione, puntando su un principio semplice: una lingua non si impara soltanto studiandola, ma soprattutto usandola.

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