La scuola ai privati. La dichiarazione del Ministro non sorprende, lo aveva già scritto

La scuola ai privati. Qualcuno è rimasto sorpreso. Il Ministro però è coerente. Lo aveva già scritto in La scuola dei talenti (2024)

14 febbraio 2026 20:37
La scuola ai privati. La dichiarazione del Ministro non sorprende, lo aveva già scritto -
Condividi

La scuola ai privati. L'annuncio che conferma un suo scritto

La scuola ai privati. E' il Ministro ad annunciarlo (Convegno Ance). "Penso a un privato che gestisce tutti i servizi della scuola per un periodo lungo, tipo 20 anni, con un contributo del pubblico che sia minoritario. G. Valditara giustifica la sua posizione con quanto segue: "nei Paesi Ocse la media di investimenti privati è pari al 2%, in Italia allo 0,5%. Quindi questo sta già a significare come noi dobbiamo andare sempre di più verso un coinvolgimento dei privati nel finanziamento della scuola pubblica". E ancora: “Ho voluto fortemente una direzione generale presso il ministero per il trasferimento tecnologico che è finalizzata a mettere in contatto le esigenze della scuola con le esigenze del privato"

Le reazioni

Immediate le reazioni all'idea di aziendalizzare la scuola. A titolo d'esempio G. Fracassi (segretaria Flc-Cgil) ha dichiarato:"quanto affermato dal ministro è gravissimo. Gli andrebbe ricordato che scuola e sanità non sono servizi come altri. Non stiamo parlando di autostrade, parcheggi o impianti sportivi. Sono diritti costituzionali e la loro funzione non è produrre profitto, ma garantire l’uguaglianza. l’idea che un soggetto privato possa ‘gestire tutti i servizi della scuola per 20 anni’ con un contributo pubblico minoritario viene presentata come pragmatica, moderna, efficiente ma in realtà è una proposta che rischia di scardinare il fondamento stesso dello Stato sociale"

Nulla di nuovo, il Ministro lo aveva già scritto in "La scuola dei talenti"

Corretta la reazione alla proposta di Valditara. Occorre, però aggiungere che il Ministro è coerente con il suo pensiero, non condiviso, però da noi. Non sorprende chi conosce i suoi libri: "La scuola dei talenti" (2024) , e "La rivoluzione del buon senso. Per un paese normale"(2025). Importante però non dimenticare il lavoro che probabilmente ha favorito la sua nomina di Ministro e che rappresenta il suo manifesto programmatico (scritto con A. Amadori) , espressione del leghismo (prefazione M. Salvini) "È l’Italia che vogliamo. Il manifesto della Lega per governare il Paese"(2022).

Nel nostro caso ci interessa il primo lavoro. Con "La scuola dei talenti" la dichiarazione risulta, ovviamente più sintetica, resa necessaria dal contesto (convegno) e dalla prevedibile maturazione dell'idea, dovuta alla sua esperienza di Ministro. Ecco cosa ha scritto "Abbiamo così pensato da una parte a una fondazione per la scuola italiana, che raccolga contributi volontari da imprese e cittadini, che potranno essere fiscalmente deducibili ovvero detraibili, e verranno poi destinati a supportare il sistema scolastico; dall’altra abbiamo deciso di creare una direzione al Ministero che dovrà favorire l’incontro fra le richieste di investimenti delle scuole e le necessità formative delle imprese. Questa direzione avrà altresì il compito di incentivare anche la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico in specie dalle scuole tecniche, professionali e dagli Its verso il mondo produttivo. Anche dal trasferimento tecnologico si potranno ricavare fondi ulteriori”

Una quota dei finanziamenti privati alle scuole sarà destinata a un fondo perequativo ministeriale a vantaggio di quelle istituzioni scolastiche che per localizzazione territoriale o tipologia di offerta formativa non potrebbero contare su adeguati trasferimenti privati" (pag. 147).

Segui Voce della Scuola