Lucca Film Festival 2026, il cinema incontra i diritti umani
Il Coordinamento Docenti Diritti Umani per il quinto anno nella Giuria Stampa e Comunicazione. Premiati i film che raccontano l'umanità.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha rinnovato la propria presenza al Lucca Film Festival 2026 (26 settembre – 4 ottobre), partecipando per il quinto anno consecutivo all'interno della Giuria Stampa e Comunicazione per il Concorso Lungometraggi.
Il Lucca Film Festival, nato dall'autorevole guida e dall'autentica passione del presidente Nicola Borrelli, rappresenta un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale della città.
Per un'intera settimana l'Auditorium San Micheletto, il Teatro San Girolamo, le sedi della Scuola IMT Alti Studi Lucca e sale storiche, come il Cinema Centrale, cuore delle proiezioni in gara, e il Cinema Astra, si sono riempite dell'entusiasmo di appassionati, studenti e giurie.
Il festival ha trasformato Lucca in un vivace palcoscenico di caratura internazionale, grazie anche alla straordinaria energia di Lucca Effetto Cinema, che ha animato piazze e vie del centro storico in una grande festa collettiva.
La kermesse ha accolto maestri e stelle del cinema mondiale, costellando il programma di momenti indimenticabili: dalla consegna dei prestigiosi Premi alla Carriera a figure iconiche come Nanni Moretti, celebre per la sua regia incisiva e dissacrante, Liliana Cavani, che negli incontri con il pubblico ha ripercorso la sua profonda produzione cinematografica legata a San Francesco, e l'artista e regista statunitense Julian Schnabel, simbolo di una creatività visionaria.
A completare un parterre d'eccezione la presenza della Giuria Ufficiale del Concorso Lungometraggi, curato da Stefano Giorgi e Mattia Fiorino, composta da Michele Riondino, dal regista lituano Šarūnas Bartas e dalla costumista Premio Oscar Franca Squarciapino.
A coronare la manifestazione è stato poi l'arrivo di Pierfrancesco Favino, accolto con straordinario calore dal pubblico nella serata conclusiva per l'anteprima del film Dio ride di Giovanni Veronesi, all'interno di una cornice cittadina impreziosita da mostre ed eventi diffusi.
La presenza ormai quinquennale del CNDDU risponde alla volontà di osservare da vicino il modo in cui il cinema contemporaneo descrive la complessità e le fragilità del nostro tempo.
Nato come un'adesione autentica e discreta, il contributo al festival si è trasformato in un prezioso laboratorio di ricerca sociale e culturale. L'obiettivo è verificare se la settima arte, in un mondo così complesso e disorientato, riesca a farsi portavoce attiva della tutela della persona sostenendo attraverso il linguaggio cinematografico i diritti fondamentali.
In un contesto globale spesso segnato da violenza e aggressività, il linguaggio audiovisivo conserva la capacità di scavare nella realtà per far emergere inaspettati giacimenti di umanità, poesia e autentica bellezza. Questo sguardo attento sull'uomo si è riflesso nelle valutazioni della Giuria Stampa e Comunicazione del Concorso Lungometraggi, coordinato sul campo con instancabile dedizione da Mattia Fiorino.
Insieme alle altre giurie nella serata di sabato 3 ottobre sono stati premiati i film vincitori.
La Giuria Ufficiale (composta da Šarūnas Bartas, Michele Riondino e Franca Squarciapino) ha assegnato il premio miglior lungometraggio a Master del regista bangladese Rezwan Shahriar Sumit, opera potente sulle tensioni sociali del Bangladesh contemporaneo; una Menzione Speciale è stata attribuita al film Panda.
La Giuria Stampa e Comunicazione (composta da Rossella Manco, Laura Menesini, Francesco Urbano e Sebastian Krüger) ha conferito il Premio "Marcello Petrozziello" a Snake Milkers and the Miserable Lady dell'iraniano Vahid Alvandifar, una produzione pervasa da un'intensa filosofia pirandelliana, capace di intrecciare ironia grottesca e un'acuta indagine sulla condizione umana.
La Giuria Studenti ha premiato Ha-Chan, Shake Your Booty! di Josef Kubota Wladyka, vivace film musicale in cui la vicenda di una giovane ballerina diventa un intimo omaggio alla figura materna e al desiderio universale di riscatto.
La Giuria Popolare ha incoronato Salvation del regista turco Emin Alper, opera già blasonata alla Berlinale, che ha conquistato il pubblico grazie a un racconto incisivo e capace di toccare le corde della solidarietà.
I lungometraggi in concorso hanno regalato al festival un respiro internazionale, dimostrando che la narrazione cinematografica non conosce confini quando sceglie di raccontare l'animo umano e la vita.
Come ricordava il maestro Ettore Scola, «il cinema è un gioco, ma è un gioco che serve a capire la vita, a difendere l'uomo e a non lasciarlo solo».
È con questa consapevolezza che il CNDDU rinnova il proprio impegno a Lucca, continuando a cercare sul grande schermo quella luce che aiuta a comprendere il presente e a difendere, sempre, la dignità dell'uomo.
prof.ssa Rossella Manco- Segreteria Nazionale CNDDU