PEI, nuove regole: meno burocrazia e più continuità a scuola

Il decreto cambia la gestione del PEI e delle ore di sostegno. Associazioni e scuole chiedono garanzie sugli aggiornamenti.

26 settembre 2026 16:30
PEI, nuove regole: meno burocrazia e più continuità a scuola -
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Una semplificazione destinata a incidere sull’organizzazione del sostegno scolastico e, allo stesso tempo, ad aprire un confronto sul significato educativo del PEI. È questo il punto centrale della misura annunciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara dopo il Consiglio dei ministri del 24 settembre 2026. Il provvedimento, inserito nel decreto-legge per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, mira a evitare la ridefinizione integrale del Piano educativo individualizzato a ogni nuovo anno, rendendone l’impianto più stabile nel corso dello stesso ciclo di studi.

Che cos’è il PEI

Il Piano educativo individualizzato è il documento che definisce il percorso scolastico dell’alunno con disabilità: descrive obiettivi educativi e didattici, interventi, modalità di verifica, strumenti, sostegni e risorse necessari per favorire partecipazione, apprendimento e autonomia. Viene elaborato dal Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione (GLO), con il coinvolgimento della scuola, della famiglia, delle figure professionali che seguono l’alunno e, quando previsto, dello stesso studente. Il modello nazionale vigente deriva dal decreto interministeriale n. 182 del 2020, successivamente modificato dal decreto n. 153 del 2023.

Cosa prevede la nuova misura

Secondo il comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri, il PEI dovrà indicare le ore di sostegno necessarie alla classe secondo un calendario che consenta di determinare l’organico prima dell’inizio dell’anno scolastico. Il piano sarà aggiornato, ai fini delle ore di sostegno, nei passaggi tra i diversi gradi di istruzione, così da favorire la continuità delle risorse. Le dichiarazioni ministeriali e le successive ricostruzioni precisano inoltre che il PEI adottato all’inizio di un ciclo non dovrebbe essere riscritto integralmente ogni anno, ma aggiornato quando emergano elementi nuovi, variazioni dei bisogni o cambiamenti rilevanti nel percorso educativo.

La misura viene presentata dal Ministero come una semplificazione: l’obiettivo è ridurre gli adempimenti ripetitivi per famiglie e personale scolastico, rendere più tempestiva la quantificazione del fabbisogno e accelerare l’assegnazione dei docenti di sostegno. Non significa, tuttavia, che il percorso dell’alunno possa essere lasciato senza osservazione. Ogni cambiamento significativo nelle condizioni di funzionamento, negli obiettivi, nelle strategie didattiche o nelle risorse necessarie dovrà trovare riscontro nel piano.

Che cosa potrebbe cambiare per scuole e famiglie

·        Maggiore continuità documentale: il PEI manterrebbe la propria struttura nel corso del ciclo, evitando di ripartire ogni anno da zero.

·        Aggiornamenti mirati: le modifiche riguarderebbero gli aspetti interessati da nuovi bisogni, progressi, criticità o variazioni del contesto.

·        Programmazione anticipata del sostegno: tempi più chiari dovrebbero permettere di definire prima dell’avvio delle lezioni il fabbisogno di personale.

·        Responsabilità del GLO: la qualità del monitoraggio collegiale resterebbe decisiva per individuare tempestivamente gli elementi che richiedono un aggiornamento.

Le preoccupazioni delle associazioni

La riforma ha suscitato perplessità nel mondo associativo. In una presa di posizione del 25 settembre, Anffas ha contestato il mancato coinvolgimento preventivo dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica e della Consulta delle associazioni. Il timore è che la riduzione degli adempimenti venga interpretata come una riduzione della verifica educativa, mentre bisogni, relazioni, autonomie e condizioni di contesto possono cambiare anche in assenza di nuove certificazioni cliniche.

Il nodo, dunque, non è soltanto la frequenza con cui viene compilato il documento, ma il modo in cui viene garantita la sua natura dinamica. Una semplificazione efficace dovrebbe eliminare duplicazioni formali senza indebolire la partecipazione della famiglia, il lavoro collegiale del GLO e la valutazione periodica dell’efficacia degli interventi. Per questo associazioni e addetti ai lavori chiedono criteri chiari su quali siano gli “elementi nuovi”, su chi debba rilevarli e sui tempi entro cui aggiornare il piano.

Un provvedimento da seguire nell’iter parlamentare

Al momento dell’annuncio, il riferimento certo è il decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri e la relativa comunicazione istituzionale. Per valutare con precisione la portata della riforma sarà necessario esaminare il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, gli eventuali atti applicativi e le modifiche introdotte durante la conversione parlamentare. Dovrà essere chiarito, in particolare, come la nuova disciplina si coordinerà con le verifiche del PEI, con il ruolo del GLO e con le scadenze previste dalla normativa vigente.

Semplificare senza ridurre le garanzie

La sfida sarà trasformare la semplificazione amministrativa in un vantaggio concreto per gli alunni. Un PEI più stabile può favorire continuità e programmazione, purché resti uno strumento vivo, costruito intorno alla persona e capace di adattarsi alla sua evoluzione. La riduzione della burocrazia, quindi, potrà essere valutata positivamente solo se accompagnata da monitoraggio effettivo, confronto con le famiglie, responsabilità collegiale e risorse assegnate in tempi adeguati.

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