Reclutamento docenti, condivisione della posizione di Pittoni: nuovi concorsi soltanto dove le graduatorie sono esaurite
Riteniamo che la proposta di limitare i nuovi bandi alle classi di concorso e agli ambiti territoriali nei quali le graduatorie utilizzabili risultino esaurite costituisca un orientamento pienamente condivisibile
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime piena condivisione della posizione assunta da Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e già presidente della Commissione Cultura del Senato, in merito alla necessità di rivedere l'attuale sistema di reclutamento del personale docente, superando il ricorso generalizzato a nuove procedure concorsuali e privilegiando una programmazione delle assunzioni fondata sulle effettive esigenze delle istituzioni scolastiche e sulla disponibilità delle graduatorie vigenti.
Riteniamo che la proposta di limitare i nuovi bandi alle classi di concorso e agli ambiti territoriali nei quali le graduatorie utilizzabili risultino esaurite costituisca un orientamento pienamente condivisibile, poiché introduce un criterio di maggiore coerenza tra le procedure di selezione e le concrete necessità di copertura dei posti. La successione di concorsi a intervalli ravvicinati, soprattutto in presenza di candidati già selezionati e ancora in attesa di assunzione, solleva infatti interrogativi sull'efficacia di un sistema che continua ad avviare nuove procedure senza aver necessariamente completato l'utilizzazione degli strumenti di reclutamento già disponibili.
Il quadro normativo, progressivamente ridefinito dagli interventi legislativi degli ultimi anni, richiede oggi una riflessione sulle modalità attraverso le quali vengono programmate le assunzioni. Il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, come modificato dal decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2022, n. 79, ha disciplinato il sistema di formazione iniziale e di accesso ai ruoli dei docenti della scuola secondaria nell'ambito della riforma collegata al Piano nazionale di ripresa e resilienza. La previsione di procedure concorsuali con cadenza annuale si inserisce in tale percorso, ma la sua applicazione deve essere considerata anche alla luce della consistenza delle graduatorie e delle possibilità effettive di immissione in ruolo.
A nostro avviso, la regolarità delle selezioni non può rappresentare un obiettivo autonomo rispetto alla finalità per la quale vengono organizzate. L'efficienza del reclutamento dipende dalla capacità di individuare e assumere il personale necessario, utilizzando correttamente le graduatorie secondo la rispettiva disciplina e ricorrendo a nuove procedure quando quelle disponibili non consentano di soddisfare il fabbisogno. In assenza di tale raccordo, il rischio è quello di rendere sempre più articolato il sistema senza conseguire un corrispondente miglioramento nella copertura stabile degli organici. La posizione espressa da Pittoni appare particolarmente significativa anche in relazione agli impegni assunti dall'Italia con le istituzioni europee. La cadenza annuale dei concorsi è stata indicata tra le misure finalizzate a favorire il reclutamento a tempo indeterminato e a contrastare il ricorso abusivo ai contratti a termine nel settore scolastico. Tale circostanza rende necessario affrontare l'eventuale revisione della disciplina attraverso un confronto con la Commissione europea, volto a individuare modalità alternative che assicurino il perseguimento degli obiettivi di stabilizzazione del personale senza imporre l'attivazione indiscriminata di ulteriori selezioni. Condividiamo pertanto l'opportunità di promuovere una rimodulazione del sistema che consenta di concentrare i nuovi concorsi esclusivamente nelle situazioni di effettiva necessità, nel rispetto degli obblighi applicabili e delle disposizioni che regolano l'accesso ai ruoli. Una simile impostazione permetterebbe di attribuire maggiore rilevanza alla programmazione territoriale, considerando le differenze esistenti tra le classi di concorso e la concreta disponibilità di candidati già inseriti nelle graduatorie utilizzabili per le assunzioni.
Non può essere trascurato, inoltre, l'impegno amministrativo richiesto dall'organizzazione delle procedure concorsuali. La predisposizione delle prove, la costituzione delle commissioni, la valutazione dei candidati e la formazione delle graduatorie comportano attività complesse che coinvolgono gli uffici scolastici e richiedono risorse organizzative significative. Una più attenta individuazione delle situazioni nelle quali bandire nuovi concorsi consentirebbe di evitare sovrapposizioni non necessarie e di favorire una gestione più ordinata delle operazioni di reclutamento. Particolare attenzione merita anche la posizione dei docenti che hanno già superato le procedure selettive previste dalla normativa. Pur nella diversità dei regimi giuridici applicabili alle singole graduatorie, appare opportuno che la programmazione delle nuove selezioni tenga conto delle possibilità di utilizzazione di quelle ancora efficaci. La prevedibilità delle procedure e la chiarezza delle prospettive di assunzione rappresentano elementi essenziali per assicurare continuità amministrativa e limitare le incertezze derivanti dalla successione di discipline e meccanismi di reclutamento differenti. In tale prospettiva, riteniamo necessario che il Ministero dell'Istruzione e del Merito disponga di un quadro costantemente aggiornato delle graduatorie concorsuali, dei posti vacanti e disponibili e delle possibilità di assunzione nei diversi territori. Una ricognizione puntuale consentirebbe di individuare con maggiore precisione le esigenze non soddisfabili attraverso gli strumenti vigenti e di orientare le eventuali modifiche normative verso un sistema più aderente alla realtà degli organici scolastici. La proposta sostenuta da Pittoni non deve dunque essere interpretata come una riduzione delle opportunità di accesso all'insegnamento, ma come l'esigenza di rendere il reclutamento maggiormente coerente con la sua funzione. L'attivazione di nuove selezioni dovrebbe rispondere a necessità accertate, evitando che la frequenza dei bandi finisca per prevalere sulla concreta capacità dell'amministrazione di procedere alle assunzioni. La distinzione tra disponibilità dei posti e necessità di nuovi candidati assume, sotto questo profilo, un'importanza decisiva per una corretta programmazione. Il Coordinamento auspica pertanto che l'indirizzo prospettato possa tradursi in un'iniziativa normativa accompagnata dalle necessarie interlocuzioni istituzionali, affinché sia possibile superare la rigidità della cadenza annuale e adottare procedure mirate, nel rispetto degli impegni europei e delle regole che disciplinano l'utilizzazione delle graduatorie.
Ribadiamo la nostra piena adesione alla posizione di Mario Pittoni, nella convinzione che una gestione efficace del reclutamento debba partire dalla conoscenza delle risorse professionali già selezionate e dalle effettive necessità delle scuole. La continuità delle assunzioni e la stabilità degli organici non si assicurano attraverso la moltiplicazione delle procedure, ma mediante una programmazione capace di collegare le disponibilità autorizzate agli strumenti di reclutamento concretamente utilizzabili. È in questa direzione che riteniamo debba orientarsi una revisione della disciplina, affinché il sistema possa rispondere con maggiore tempestività, chiarezza e coerenza alle esigenze della scuola italiana. Prof. Romano Pesavento Presidente CNDDU