Riscatto laurea a 900 euro, Anief prepara l’emendamento

Il sindacato punta al Decreto Scuola e rilancia pensione a 60 anni e tutele contro il burnout del personale.

15 ottobre 2026 19:47
Riscatto laurea a 900 euro, Anief prepara l’emendamento -
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Un riscatto agevolato della laurea, con un costo non superiore a 900 euro per ogni anno di corso universitario, destinato ai dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca. È la proposta che Anief intende portare in Parlamento con un emendamento al Decreto Scuola n. 170/2026, atteso all’esame del Senato dall’inizio di novembre.

L’intervento dovrebbe essere presentato entro il 20 ottobre, termine previsto per gli emendamenti al provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri il 30 settembre. Il testo passerà quindi alla Commissione Cultura del Senato, mentre l’approdo nell’Aula di Palazzo Madama è previsto dal 3 novembre.

Secondo il presidente nazionale Marcello Pacifico, l’attuale sistema impone costi eccessivi: il riconoscimento degli anni universitari può superare i 60-70 mila euro. Per Anief, il riscatto dovrebbe essere gratuito; la soglia dei 900 euro rappresenterebbe comunque un primo passo per equiparare il personale della Conoscenza agli ufficiali militari e riconoscere il valore previdenziale del percorso di studi.

La proposta si inserisce in una piattaforma più ampia sulle pensioni. Il sindacato chiede di destinare 10 dei 40 miliardi di risparmi indicati nel bilancio Inps alla tutela dei lavoratori, consentendo al personale scolastico colpito da burnout di lasciare il servizio dopo i 60 anni senza tagli o penalizzazioni. Anief sollecita inoltre la separazione della spesa sociale da quella previdenziale e il riconoscimento dello stress lavoro-correlato nella contrattazione integrativa del contratto 2025-2027.

A sostegno della richiesta, il sindacato richiama anche un recente studio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, secondo cui gli ambienti professionali dell’insegnamento presentano caratteristiche diverse da uffici, strutture sanitarie, servizi e contesti industriali. Per Anief, questi elementi rafforzano la necessità di riconoscere il lavoro scolastico come usurante e di prevedere forme di uscita anticipata.

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