Sappiamo ancora leggere ad alta voce?

Ma c'è una competenza fondamentale della quale si parla sorprendentemente poco: la capacità di leggere bene ad alta voce

A cura di Redazione Redazione
18 agosto 2026 10:11
Sappiamo ancora leggere ad alta voce? -
Condividi

In Italia discutiamo continuamente di comprensione del testo, competenze linguistiche, difficoltà degli studenti, risultati scolastici e innovazione didattica

Ma c'è una competenza fondamentale della quale si parla sorprendentemente poco: la capacità di leggere bene ad alta voce.

Non significa soltanto pronunciare correttamente le parole.

Significa comprendere il testo, rispettare la punteggiatura, riconoscere pause e ritmo, utilizzare l'intonazione, interpretare ciò che l'autore ha scritto e riuscire a comunicarlo a chi ascolta.

Vorrei sottoporvi non una teoria, ma un esempio concreto.

Ho registrato la novella “La levata del sole” di Luigi Pirandello, con la mia voce e con sottotitoli:



Vi chiedo semplicemente di ascoltarla.

Sono un insegnante italiano in pensione e ho dedicato gran parte della mia vita all'insegnamento della lingua italiana. Vivo da molti anni in Germania e ho avuto modo di osservare quanto la lettura ad alta voce e l'educazione alla comunicazione orale possano essere esercitate in modo sistematico.

Da questa esperienza nasce una proposta concreta.

Perché non organizzare una gara nazionale di lettura ad alta voce?

Si potrebbe pubblicare ogni giorno un breve testo scelto appositamente per essere letto dagli studenti.

Ogni studente potrebbe registrare la propria lettura e partecipare.

Le scuole potrebbero organizzare selezioni interne e le migliori letture potrebbero accedere alle fasi successive fino a una finale nazionale.

Non sarebbe una gara di velocità.

Si potrebbero valutare comprensione, pronuncia, pause, ritmo, intonazione, chiarezza ed espressività.

L'idea è molto semplice:

un testo, uno studente, una voce.

La gara avrebbe anche un effetto didattico immediato: per leggere bene, lo studente deve prima comprendere il testo, rileggerlo e interpretarlo.

E la proposta potrebbe essere sostenuta anche dalla stampa: una testata potrebbe pubblicare quotidianamente il testo da leggere, creando un appuntamento seguito dalle scuole.

In questo modo la lettura ad alta voce non sarebbe soltanto un'attività occasionale, ma diventerebbe un esercizio quotidiano e una sfida nazionale.

Mentre la scuola si confronta con tecnologie sempre più sofisticate e con l'intelligenza artificiale, forse vale la pena ricordare che esiste ancora uno strumento didattico potentissimo che non richiede alcuna tecnologia:

un testo e la voce di chi lo legge.

Credo che una testata come La Voce della Scuola, che dà spazio alle esperienze e alle idee di chi vive quotidianamente il mondo dell'istruzione, potrebbe contribuire a portare questa proposta all'attenzione di docenti, dirigenti e studenti.

Non vi propongo soltanto di pubblicare un articolo.

Vi propongo di ascoltare il mio esempio di Pirandello e di valutare se da questa semplice esperienza possa nascere qualcosa di più grande.

Sono disponibile a illustrare dettagliatamente come potrebbe essere organizzata la gara e come potrebbero essere valutate le letture.

Vi ringrazio per l'attenzione.

Cordiali saluti

Giuseppe Tizza
Insegnante italiano in pensione

Segui Voce della Scuola