Scuola, ascolto e abusi

Il silenzio può durare anni. Associazione Meter: «Chiedere aiuto è possibile»

A cura di Redazione Redazione
22 settembre 2026 20:24
Scuola, ascolto e abusi -
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Nel racconto di un adolescente il dolore rimasto in silenzio per anni. «Non è stata colpa mia». Con la ripresa dell’anno scolastico, l’associazione Meter richiama il ruolo della scuola come presidio di ascolto e aiuto.

Ci sono dolori che non fanno rumore. Restano nascosti dietro parole, sorrisi, relazioni apparentemente normali. E possono accompagnare una persona per anni prima di trovare finalmente uno spazio in cui essere raccontati.

È questo il filo conduttore del nuovo video che Meter ha lanciato, nato per dare voce a chi ha vissuto un’esperienza di abuso e per ricordare che chiedere aiuto è possibile, anche dopo molto tempo.

Il protagonista racconta il difficile rapporto con i propri ricordi, la tendenza a parlare di altro, a cambiare discorso, a convincersi che ciò che era accaduto fosse normale. Fino al momento in cui riesce, per la prima volta, a fermarsi e a parlare di quel bambino che aveva lasciato solo per tanti anni.

Il tema dell’ascolto assume un’importanza particolare anche nel contesto scolastico. La scuola può essere un presidio fondamentale per intercettare segnali di disagio, offrire occasioni di confronto e favorire la richiesta di aiuto. Non soltanto attraverso la presenza e l’attenzione degli insegnanti, ma anche creando tra adolescenti momenti di ascolto, dialogo e confronto, nei quali non sentirsi soli e imparare a riconoscere ciò che accade a sé e agli altri.

I dati confermano quanto sia importante non lasciare soli bambini e adolescenti. Secondo i dati Istat, tra il 2017 e il 2023 sono stati 6.024 gli accessi al Pronto Soccorso di bambini e ragazzi con almeno una diagnosi di violenza. La violenza sessuale rappresenta la principale causa degli accessi (34,5%) e arriva al 55,2% nella fascia di età 11-17 anni.

Anche il fenomeno del bullismo evidenzia la necessità di luoghi nei quali i ragazzi possano parlare e confrontarsi: secondo l’indagine Istat sui giovani, nel 2023 un ragazzo su cinque tra gli 11 e i 19 anni ha subito bullismo, mentre il 68,5% ha riferito di aver vissuto almeno un comportamento offensivo o violento, online o offline.

«A volte il primo passo non è raccontare tutto – sottolinea Meter – ma trovare qualcuno disposto ad ascoltare senza giudicare. Per questo è importante che bambini e adolescenti sappiano di poter chiedere aiuto e che adulti, insegnanti e coetanei sappiano riconoscere e accogliere una richiesta di aiuto, anche quando arriva in modo indiretto».

Il Centro Ascolto Meter è disponibile per offrire ascolto e orientamento al numero verde 800 455270, attraverso il sito dell’associazione e i suoi canali social.

Il video è disponibile su YouTube in formato:

16:9, 4k:

9:16, versione reel, 4k: https://youtube.com/shorts/GUA0KQLvQO4?si=jmC5M3zcJcyR9B2s

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