Scuola, assemblea nazionale Gilda: chiediamo svolta radicale su diritti e precariato

Alla presenza di tutti i coordinatori provinciali il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana ha colto l’occasione per fare il punto politico sindacale

A cura di Redazione Redazione
10 ottobre 2026 11:33
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Vito Carlo Castellana_Gilda
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Si è svolta oggi a Rimini la prima di tre giornate dedicate all’assemblea nazionale annuale della Gilda degli Insegnanti. Alla presenza di tutti i coordinatori provinciali il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana ha colto l’occasione per fare il punto politico sindacale.

Tornando sui gravi fatti recenti di aggressioni ai danni degli insegnanti, Castellana ha ribadito che sono “Frutto di un trentennio in cui la scuola italiana è diventata azienda e ha dovuto accontentare i suoi clienti. Nel momento in cui – ha continuato - i ragazzi noi li chiamiamo utenti e nel momento in cui parliamo ancora di dimensionamento scolastico, è evidente che la figura del docente è debole”.

Sulla firma del contratto FMOF: “Abbiamo firmato il contratto Fmof perché abbiamo ottenuto un ottimo risultato, la novità è che le risorse devono tener conto delle consistenze numeriche”.

Durante il suo intervento il coordinatore nazionale ha infine parlato del contratto: “La scuola pubblica è il pilastro del Paese, ma i suoi docenti continuano ad affrontare stipendi bloccati, burocrazia opprimente, precariato strutturale e un’età pensionabile tra le più alte d'Europa. In vista della nuova stagione contrattuale e delle prossime iniziative politiche, chiediamo una svolta radicale per restituire centralità e dignità alla professione docente”.

Inoltre, oltre ad una urgente revisione dell'età pensionistica, Castellana ha parlato di diritti. “Esigiamo nel CCNL il pieno rispetto del diritto alla disconnessione: no a comunicazioni o adempimenti fuori dall'orario di servizio. Serve inoltre assoluta trasparenza nell'assegnazione sui fondi assegnati alle scuole e su come queste vengono impiegate”.

Infine, sul precariato, il coordinatore nazionale ha dichiarato: “Il sistema scolastico italiano non può più reggere sul lavoro di oltre 200 mila precari storici che mandano avanti le scuole tra incertezze, stipendi inadeguati e azzeramento dei diritti. E’ ora di dire basta all’abuso del lavoro a termine, per restituire dignità e stabilità alla scuola pubblica”.

Lo diffonde in una nota la Gilda degli Insegnanti

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