Scuola, autonomia e dimensionamento: a Quartu il confronto del “Scuola Grand Tour” del PSI

A Quartu il “Scuola Grand Tour” PSI: confronto su autonomia e dimensionamento, proposta di un tavolo permanente per la scuola sarda.

A cura di Redazione Redazione
28 marzo 2026 16:35
Scuola, autonomia e dimensionamento: a Quartu il confronto del “Scuola Grand Tour” del PSI - La Voce della Scuola
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QUARTU SANT’ELENA – Una scuola attraversata da criticità strutturali, chiamata a confrontarsi con i limiti dell’insularità e con i rischi di un dimensionamento percepito come penalizzante. È questo il quadro emerso dalla tappa sarda del “Scuola Grand Tour”, l’iniziativa promossa dal Partito Socialista Italiano che ha fatto tappa, per la prima volta nell’isola, presso l’ex Convento dei Cappuccini.

L’incontro, quinta tappa a livello nazionale, ha rappresentato un momento di confronto ampio e partecipato tra istituzioni, sindacati e operatori del settore scolastico, con l’obiettivo di analizzare le condizioni attuali del sistema educativo e costruire proposte concrete a partire dai territori.

Un sistema scolastico sotto pressione

Ad aprire i lavori, introdotti da Marcella Marini, segretaria cittadina PSI, sono stati i saluti istituzionali del sindaco Graziano Milia, della vicesindaca metropolitana Barbara Pusceddu e della consigliera Maria Caterina Argiolas. Subito dopo, l’intervento di Pino Aquila, responsabile scuola PSI Sardegna, ha posto l’accento sulle trasformazioni del sistema scolastico a quasi trent’anni dall’introduzione dell’autonomia.

Il tema centrale è stato il rapporto tra autonomia scolastica e dimensionamento, due leve che, secondo quanto emerso nel corso del dibattito, stanno producendo effetti rilevanti soprattutto nei contesti territoriali più fragili. In Sardegna incidono in modo significativo fattori come lo spopolamento dei piccoli centri, la dispersione scolastica e le difficoltà legate a un sistema dei trasporti non sempre adeguato.

Il senso del “Grand Tour”

A coordinare il dibattito è stato Diego Palma, direttore de La Voce della Scuola, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa come percorso di ascolto diretto dei territori. Nel suo intervento ha evidenziato come il “Scuola Grand Tour” rappresenti un viaggio nella scuola reale, con l’obiettivo di comprendere le criticità e costruire risposte credibili.

Palma ha richiamato anche il ruolo della scuola come presidio democratico, soffermandosi sui segnali di disagio che emergono sempre più frequentemente, tra cui gli episodi di aggressione ai docenti, e ribadendo la necessità di una riflessione sul rispetto e sulla funzione sociale dell’istruzione.

Il contributo dei sindacati

Il primo momento di confronto ha visto protagonisti i rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali del comparto scuola, che hanno delineato un quadro condiviso di criticità. È emersa con chiarezza la preoccupazione per gli effetti del dimensionamento scolastico, per la carenza di personale e per le difficoltà organizzative legate al contesto territoriale dell’isola.

Nel corso degli interventi è stata sottolineata anche la distanza tra le politiche nazionali e le esigenze reali delle scuole sarde, evidenziando la necessità di un maggiore riconoscimento delle specificità territoriali.

A portare il punto di vista delle amministrazioni locali è stata l’assessora all’Istruzione del Comune di Quartu Sant’Elena, Cinzia Carta, che ha ribadito l’importanza del ruolo degli enti locali nel sostenere il sistema scolastico e nel favorire una collaborazione concreta tra istituzioni, scuole e comunità.

Le istituzioni e la posizione della Regione

Nel secondo panel il confronto si è spostato sul piano istituzionale, con gli interventi dei rappresentanti dell’ANP, dell’Ufficio scolastico regionale e della politica regionale.

Particolarmente significativo è stato l’intervento della presidente della II Commissione del Consiglio regionale della Sardegna, Camilla Soru, che ha espresso una netta contrarietà al processo di dimensionamento scolastico così come attualmente definito. Secondo Soru, i parametri stabiliti a livello statale risultano inadeguati per una realtà come quella sarda e rischiano di compromettere ulteriormente l’autonomia delle istituzioni scolastiche, soprattutto nei territori più periferici.

La presidente ha sottolineato la necessità di avviare una riforma complessiva del sistema di istruzione regionale, fondata su un approccio partecipato e su una visione strategica capace di mettere al centro la scuola. Nel suo intervento è emersa con forza anche la preoccupazione per la dispersione scolastica, indicata come una delle principali emergenze sociali dell’isola.

Il contributo dell’Ufficio scolastico regionale, attraverso Fabio Cocco, ha offerto un quadro aggiornato dei dati del sistema scolastico, fornendo elementi concreti per il confronto.

Il nodo del dimensionamento

Il tema del dimensionamento ha attraversato l’intera giornata di lavori, emergendo come uno dei punti più critici. Secondo quanto evidenziato da più interventi, si tratta di una misura che, se applicata senza adeguati correttivi, rischia di indebolire la presenza della scuola nei territori, favorendo accorpamenti e riducendo le autonomie.

Nel contesto sardo, caratterizzato da distanze significative, da una conformazione geografica complessa e da fenomeni di spopolamento, questo processo viene percepito come una forzatura che può incidere negativamente sul diritto allo studio.

La proposta di un tavolo permanente

A chiusura dei lavori è stata avanzata la proposta di istituire un tavolo regionale permanente di confronto. L’obiettivo è affrontare in modo strutturale le criticità del sistema scolastico attraverso un percorso condiviso che coinvolga istituzioni, sindacati, operatori del settore e comunità locali.

L’idea è quella di costruire uno spazio stabile di dialogo capace di affrontare non solo le questioni legate alla scuola, ma anche temi strettamente connessi come la mobilità e la salute, in una prospettiva integrata.

Un segnale politico dal territorio

Nel corso dell’incontro è intervenuto in videocollegamento anche il segretario nazionale del PSI, Enzo Maraio, che ha ribadito la centralità della scuola nelle politiche pubbliche e la necessità di un impegno concreto per il suo rilancio.

La tappa di Quartu Sant’Elena si chiude così con un messaggio chiaro: le politiche scolastiche devono nascere dall’ascolto dei territori e dalla partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti. Il “Scuola Grand Tour” prosegue il suo percorso con l’obiettivo di raccogliere istanze e contribuire alla costruzione di una visione condivisa del sistema educativo, confermando la scuola come pilastro fondamentale della democrazia e dello sviluppo sociale.

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