SCUOLA – Carta del docente per la formazione, come cambierà: diventa Carta dei servizi e si allarga al personale Ata. Il punto con Anief

L’annuncio fatto a Napoli al seminario Anief-Eurosofia dal Ministro Giuseppe Valditara va nella direzione di una maggiore equità e arriva quindi dopo anni di nostre rivendicazioni

A cura di Redazione Redazione
14 febbraio 2026 12:34
SCUOLA – Carta del docente per la formazione, come cambierà: diventa Carta dei servizi e si allarga al personale Ata. Il punto con Anief - Marcello Pacifico_Anief
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“L’Anief ha sempre sostenuto che gli strumenti di formazione e aggiornamento dovessero essere estesi a tutto il personale della scuola, non solo ai docenti: l’annuncio fatto a Napoli al seminario Anief-Eurosofia dal Ministro Giuseppe Valditara va nella direzione di una maggiore equità e arriva quindi dopo anni di nostre rivendicazioni. È un segnale importante, che accogliamo con favore, purché non si traduca in un’operazione simbolica ma in una misura strutturale e stabile”. Lo dichiara Andrea Messina, segretario generale Anief, a commento dell’annuncio fatto dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sulla Carta del docente, utile alla formazione e all’aggiornamento professionale, che sarà trasformata in Carta dei servizi e assegnata anche al personale Ata.

Intervistato da Scuola Informa, il sindacalista Anief ha chiarito che “dal punto di vista giuridico, la formazione in servizio è un diritto-dovere di tutto il personale scolastico, come previsto dal contratto collettivo nazionale. Non esiste una ragione normativa per escludere il personale ATA dai benefici legati all’aggiornamento professionale. Se la Carta viene trasformata in ‘Carta Servizi’, il fondamento deve essere quello dell’universalità del diritto alla formazione, nel rispetto del principio di pari dignità professionale sancito anche dal CCNL. Naturalmente sarà necessario un intervento normativo o contrattuale chiaro che disciplini modalità e finalità dell’utilizzo”.

Al momento, ha detto Messina, non vi sono però già indicazioni operative “su tempi, risorse e modalità di attuazione: “siamo ancora nel campo dell’annuncio politico. Non risultano ancora atti formali che definiscano tempi, coperture finanziarie e modalità operative. È fondamentale che il Ministero apra subito un confronto con le organizzazioni sindacali per chiarire questi aspetti. Senza risorse aggiuntive e un quadro regolamentare preciso, il rischio è quello di creare aspettative che poi non trovano concreta attuazione”.

Secondo il segretario generale Anief, dunque, “il tema centrale riguarda le coperture finanziarie. Se l’estensione avvenisse senza stanziamenti aggiuntivi, l’importo individuale potrebbe ridursi. ANIEF chiede quindi un incremento delle risorse, per evitare una redistribuzione interna tra categorie. Se le risorse restano le stesse, l’estensione rischia di tradursi in una riduzione degli importi individuali. Anief ritiene che l’ampliamento della platea debba essere accompagnato da uno stanziamento aggiuntivo, altrimenti si metterebbero in contrapposizione categorie che invece devono essere valorizzate tutte. La formazione è un investimento sul sistema scuola, non una spesa da redistribuire a costo zero”.

Infine, Messina ha specificato che “la Carta Servizi può essere un segnale positivo di riconoscimento professionale, ma da sola non è sufficiente. Il personale Ata soffre di organici sottodimensionati, carichi di lavoro crescenti, responsabilità sempre maggiori e retribuzioni non adeguate. Occorre intervenire con un piano straordinario di assunzioni, la revisione degli organici e un adeguamento stipendiale che colmi il divario rispetto alla media europea. Solo così si può davvero valorizzare il ruolo strategico del personale ATA nella scuola dell’autonomia”.

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