Scuola, stipendi: 420 euro di aumenti, ma l'inflazione corre
Tre contratti in quattro anni: aumenti medi di 420 euro. Pacifico (Anief): l'inflazione è salita di 600 euro, il gap è ancora da recuperare
“In questi ultimi tre-quattro anni ho firmato tre contratti collettivi nazionali rispetto a un'inflazione che è salita di diciassette punti. È stata dura perché tra il 2008 e il 2018, quando non eravamo rappresentativi, per ben 10 anni non si è firmato un solo contratto e si è recuperato appena il 3% di inflazione su dieci punti; noi su sedici punti ne abbiamo recuperati dodici. Quindi, significa che i soldi sono stati messi. E anche che abbiamo trattato bene, da parte nostra, trovando ascolto da parte del governo: non si poteva fare di più, secondo noi è un primo passo, una prima risposta”. A dichiararlo è stato oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante un confronto svolto a Palermo, alla presenza di parlamentari ed esperti di scuola, organizzato da Fratelli d’Italia.
Il sindacalista autonomo ha aggiunto che “quando il governo dice che abbiamo dato a regime da gennaio 2027, dobbiamo anche ricordare che l'ultimo aumento arriverà a gennaio 2027 e saranno complessivamente 420 euro in più in media. Il problema è che l'inflazione è salita di 600 euro: è ovvio che i nostri stipendi sono diventati ancora più bassi. Quindi, l'obiettivo futuro, rispetto agli stipendi, è comprendere cosa si è fatto e cosa si dovrà fare: soprattutto bisognerà adeguare gli stipendi”.
Pacifico ha anche parrlato di una “categoria che si parla poco a scuola: non i docenti, ma il personale ATA. Prima di diventare rappresentativi, abbiamo assistito a dei profili professionali per trent'anni mai attivati. Noi ci sediamo al tavolo con questo governo e andiamo a attivare i nuovi profili professionali, aumentiamo i soldi per gli operatori scolastici, raddoppiamo l'indennità del DSGA, sblocchiamo le posizioni economiche bloccate da dieci anni. Proprio ieri ci sono state le dichiarazioni del ministro Valditara, ma anche del sottosegretario Frassinetti, con cui ricordavano che gli arretrati arriveranno in questi giorni dopo anni di blocco. Quindi, anche sul personale ATA abbiamo cominciato a dare delle attenzioni. Certo, c'è molto da fare, trasformare in area professione iI DSGA, in generale aumentare i soldi del personale ATA”.
Quindi, il sindacalista ha ricordato che “anche tra i docenti c'è da riconoscere il lavoro fatto dalle figure di sistema, di tutti quei collaboratori del dirigente scolastico che a diverso titolo fanno qualcosa in più. Questo è l'obiettivo: valorizzarli”. Quindi, il leader dell’Anief ha ricordato che “proprio ieri è stato approvato il Documento programmatico di finanza pubblica: credo che sarà l'ultima legge di bilancio di questo governo e ci sarà uno spostamento di bilancio, ma c'è un'inflazione, ripeto, del 3,5%. Quindi, precedentemente avevamo concordato il 2% di aumenti stipendiali: è evidente che bisogna lavorare per recuperare quel gap in futuro”.
Sempre sul tema stipendi, Pacifico ha ricordato che “purtroppo nel passato, nel 2000, da precario prendevo mille euro in più di chi lavorava ai ministeri. Oggi, dopo venti anni di servizio a scuola, prendo diecimila euro in meno di chi lavora ai ministeri. E questo non è successo in questa legislatura, ma in quella precedente, dove a un certo punto si è deciso che chi lavora nei ministeri vale di più di chi lavora a scuola. Allora, penso che la scuola debba essere oggi un tema e che in futuro si debba lavorare per recuperare questo gap, perché prima non era così, ventisei anni fa non era così. Quindi, non capisco perché oggi è così, non lo riesco a capire. È ovvio, evidente, che nell’ultimo periodo non si è potuto fare niente, se non rincorrere l'inflazione”, ha concluso il presidente del giovane sindacato rappresentativo.