Sostegno: CSPI sì alle assunzioni straordinarie, no all'equiparazione TFA-INDIRE nelle GPS
Il CSPI approva le assunzioni straordinarie sul sostegno ma chiede di rivedere i punteggi GPS: TFA e percorsi INDIRE non possono valere lo stesso.
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere favorevole sulla procedura straordinaria di assunzione dei docenti di sostegno specializzati, prevista dall'art. 18-bis del D.Lgs. 59/2017 e prorogata fino al 2026. Un via libera che non è privo di riserve: insieme all'approvazione dello strumento, il CSPI segnala una distorsione nel sistema di attribuzione dei punteggi nelle GPS che rischia di penalizzare proprio i docenti con la formazione più solida.
Il meccanismo delle assunzioni straordinarie
La procedura è ormai consolidata nel suo funzionamento. I docenti specializzati sul sostegno inseriti nella prima fascia delle GPS vengono nominati a tempo determinato su posti vacanti e disponibili. Al termine dell'anno di prova, se questo viene superato positivamente, scatta l'immissione in ruolo nella stessa istituzione scolastica in cui hanno prestato servizio.
Non si tratta di un dettaglio organizzativo. La continuità didattica sul sostegno è da anni uno dei nodi più critici del sistema scolastico italiano: alunni con disabilità che cambiano insegnante ogni anno, spesso più volte nel corso della carriera scolastica, con ricadute evidenti sui percorsi educativi individualizzati e sulla qualità dell'inclusione. La procedura straordinaria prova a rispondere a questo problema ancorando il docente alla scuola e all'alunno per un arco di tempo significativo.
I numeri confermano che il canale è diventato tutt'altro che marginale. Per il 2025/26 le nomine finalizzate al ruolo hanno sfiorato le seimila unità, un dato che misura quanto questa procedura stia coprendo una quota rilevante del fabbisogno di organico specializzato. Il CSPI ne chiede la prosecuzione negli anni successivi, indicando però che non può restare l'unica risposta strutturale al problema.
Cosa non funziona nelle GPS
È sul fronte delle graduatorie provinciali per le supplenze che il parere del CSPI si fa più critico. Il nodo riguarda le tabelle di valutazione dei titoli di specializzazione, disciplinate dall'ordinanza ministeriale di febbraio 2026.
Il problema è questo: percorsi formativi con caratteristiche molto diverse tra loro vengono valutati in modo sostanzialmente equivalente ai fini del punteggio. Da una parte c'è il TFA sostegno, il percorso universitario introdotto dal Decreto Ministeriale 249/2010: accesso selettivo attraverso una prova preselettiva, durata significativa, tirocinio diretto e indiretto, esame finale. Dall'altra esistono percorsi più recenti, introdotti in risposta all'emergenza delle cattedre scoperte, con durata inferiore e carichi formativi meno impegnativi.
Il risultato pratico è paradossale. Un docente che ha investito anni in un percorso selettivo e strutturato può ritrovarsi con un punteggio GPS inferiore — o comunque non proporzionalmente superiore — rispetto a chi ha conseguito la specializzazione attraverso un iter più rapido. In termini di posizione in graduatoria, questo si traduce in una penalizzazione concreta per chi ha una preparazione più solida.
Il CSPI lo definisce un problema di equità professionale, e ha ragione. Un sistema che non distingue tra percorsi formativi qualitativamente diversi manda un segnale sbagliato: che il valore della formazione è irrilevante ai fini del reclutamento. Con conseguenze che non riguardano solo i singoli docenti, ma l'intero standard del sostegno nelle scuole.
La richiesta: correggere le tabelle
La posizione del Consiglio non si ferma alla denuncia del problema. Il CSPI indica con precisione la direzione dell'intervento correttivo: modificare le tabelle di valutazione dei titoli nell'ordinanza GPS, in modo che il punteggio attribuito rispecchi effettivamente il peso formativo del percorso seguito.
L'obiettivo è duplice. Da un lato, garantire che chi ha affrontato un iter più lungo e selettivo ottenga un riconoscimento proporzionato in graduatoria. Dall'altro, evitare che la corsa al titolo di specializzazione si orienti verso i percorsi più veloci per ragioni puramente strategiche, a scapito della qualità complessiva della preparazione.
Non è una richiesta di retromarcia sulle procedure emergenziali introdotte negli anni passati. È una richiesta di coerenza: se si vogliono docenti di sostegno preparati, il sistema di reclutamento deve valorizzare la preparazione.
Il quadro più ampio
Dietro la questione tecnica dei punteggi c'è un problema di sistema che il parere del CSPI lascia intravedere, anche senza affrontarlo esplicitamente.
Il sostegno in Italia continua a funzionare in larga misura attraverso meccanismi emergenziali: posti in deroga, supplenze ripetute, percorsi di specializzazione attivati per tamponare le carenze di organico piuttosto che per rispondere a una programmazione ragionata del fabbisogno. La procedura straordinaria ex art. 18-bis è uno strumento utile, ma nasce anch'essa da una logica di risposta all'urgenza più che da una visione di lungo periodo.
Quello che servirebbe — e che il CSPI auspica, sia pure in termini generali — è una programmazione stabile: dei posti di sostegno nell'organico di diritto, dei percorsi di specializzazione universitari, dei criteri di reclutamento. Un sistema che smetta di rincorrere l'emergenza e cominci a costruire continuità, sia per i docenti che per gli alunni.
Il parere favorevole sulle assunzioni straordinarie va letto in questo contesto: non come un endorsement dello status quo, ma come il riconoscimento che, in assenza di soluzioni strutturali, uno strumento parziale è comunque meglio del vuoto. A condizione, però, che almeno le regole del gioco siano eque.