Studiare italiano online: come scegliere il percorso giusto in base ai propri obiettivi

Scopri come scegliere il percorso giusto per studiare italiano online: lezioni in piccoli gruppi, pratica della lingua e preparazione agli esami CILS.

A cura di Redazione Redazione
02 ottobre 2026 09:48
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Imparare l’italiano può rispondere a esigenze molto diverse. C’è chi studia la lingua perché si è appena trasferito in Italia, chi ne ha bisogno per il lavoro o per l’università, chi desidera comunicare con maggiore sicurezza nella vita quotidiana e chi, invece, deve raggiungere un determinato livello per ottenere una certificazione linguistica.
Proprio per questo motivo non esiste un unico percorso di studio adatto a tutti. Un principiante assoluto avrà esigenze diverse rispetto a uno studente di livello B1 o B2, così come chi vuole migliorare soprattutto la conversazione avrà obiettivi differenti da chi deve prepararsi a un esame ufficiale.
La diffusione della formazione online ha ampliato notevolmente le possibilità a disposizione degli studenti. Oggi è possibile seguire lezioni con insegnanti madrelingua, partecipare a piccoli gruppi, esercitarsi nella conversazione e prepararsi alle certificazioni senza essere fisicamente presenti in una scuola.
La vera domanda, quindi, non è più soltanto dove studiare italiano, ma soprattutto come scegliere il percorso più adatto al proprio livello e ai propri obiettivi.

Prima di iniziare: conoscere il proprio livello

Uno degli errori più frequenti è scegliere un corso basandosi esclusivamente sul tempo trascorso a studiare italiano.
Aver studiato la lingua per uno o due anni, infatti, non significa necessariamente possedere un determinato livello. Due studenti che hanno iniziato nello stesso momento possono sviluppare competenze molto diverse a seconda della frequenza delle lezioni, dell’esposizione alla lingua e delle occasioni di utilizzarla nella vita quotidiana.
Il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue distingue generalmente i livelli A1, A2, B1, B2, C1 e C2.
Ai livelli iniziali lo studente impara a gestire situazioni comunicative semplici: presentarsi, parlare della propria famiglia, chiedere informazioni, fare acquisti o raccontare attività quotidiane. Con il passaggio ai livelli intermedi aumenta invece la capacità di comprendere testi e conversazioni più complessi, raccontare esperienze, esprimere opinioni e affrontare situazioni comunicative meno prevedibili.
Prima di scegliere un corso è quindi utile effettuare un test di livello e, quando possibile, anche un breve colloquio con un insegnante. La grammatica, infatti, rappresenta soltanto una parte della competenza linguistica: comprensione e produzione orale possono trovarsi a un livello differente.

Le lezioni individuali sono sempre la soluzione migliore?

La lezione individuale offre indubbiamente alcuni vantaggi. Il programma può essere adattato alle esigenze specifiche dello studente, il ritmo è personalizzato e tutto il tempo della lezione è dedicato a una sola persona.
Questo formato è particolarmente utile quando esiste un obiettivo molto specifico, quando è necessario recuperare rapidamente alcune lacune oppure quando gli orari dello studente rendono difficile frequentare un corso di gruppo.
Non significa però che le lezioni individuali siano automaticamente la scelta migliore per tutti.
Per molti studenti, soprattutto ai livelli A1-B2, il gruppo offre un elemento fondamentale: la comunicazione con persone diverse dall’insegnante.
In una lezione individuale lo studente si abitua inevitabilmente alla voce, alla pronuncia e alle modalità comunicative di una sola persona. Nel gruppo deve invece ascoltare interlocutori diversi, formulare domande, reagire a risposte impreviste e partecipare a conversazioni più simili a quelle della vita reale.

Perché i piccoli gruppi possono favorire la comunicazione

La dimensione del gruppo è un fattore importante.
In una classe molto numerosa il tempo disponibile per parlare può ridursi notevolmente. Nei gruppi più piccoli è invece possibile mantenere i vantaggi dell’interazione senza rinunciare all’attenzione dell’insegnante.
Le lezioni di italiano in piccoli gruppi possono rappresentare una soluzione intermedia tra il corso tradizionale e la lezione individuale: permettono di seguire un programma strutturato e, contemporaneamente, di esercitare la lingua attraverso dialoghi, attività a coppie e discussioni con altri studenti.
Il confronto con gli altri può avere anche un’altra funzione. Ascoltare gli errori, le domande e le strategie comunicative dei compagni aiuta spesso a riconoscere difficoltà che lo studente non aveva ancora individuato nel proprio italiano.
L’obiettivo non dovrebbe quindi essere semplicemente “finire il libro”, ma utilizzare progressivamente ciò che si studia per comunicare.

Grammatica e conversazione devono procedere insieme

Un altro dilemma frequente riguarda il rapporto tra grammatica e conversazione.
Concentrarsi esclusivamente sulle regole può portare a una buona capacità di completare gli esercizi senza sviluppare la stessa sicurezza nel parlato. Allo stesso tempo, affidarsi soltanto alla conversazione può lasciare lacune grammaticali che diventano sempre più difficili da correggere ai livelli avanzati.
Un percorso equilibrato dovrebbe quindi integrare diversi aspetti:
• grammatica e strutture linguistiche;
• lessico;
• comprensione orale;
• comprensione scritta;
• produzione orale;
• produzione scritta.
La proporzione può cambiare in base al livello e agli obiettivi.
Un principiante avrà bisogno di costruire gradualmente le strutture fondamentali della lingua. Uno studente intermedio potrà dedicare più tempo alla produzione e all’ampliamento del lessico. Ai livelli avanzati diventeranno sempre più importanti la precisione, le sfumature linguistiche e la capacità di adattare il registro alle diverse situazioni.

Studiare italiano quando si vive già in Italia

Vivere in Italia non significa necessariamente imparare automaticamente l’italiano.
Molti stranieri lavorano in ambienti internazionali, utilizzano prevalentemente l’inglese o un’altra lingua in famiglia e riescono a gestire numerose situazioni quotidiane senza sviluppare una conoscenza strutturata dell’italiano.
L’esposizione alla lingua è certamente un vantaggio, ma da sola può non essere sufficiente.
In questi casi lo studio permette di organizzare ciò che si è appreso spontaneamente, comprendere perché determinate strutture vengono utilizzate e correggere errori che nel tempo possono essersi consolidati.
La combinazione tra studio e utilizzo quotidiano della lingua può essere particolarmente efficace: ciò che viene affrontato durante una lezione può essere immediatamente sperimentato al lavoro, nei negozi, con i vicini o nelle situazioni amministrative.

Quando l’obiettivo è una certificazione linguistica

A un certo punto del percorso, alcuni studenti hanno bisogno di certificare ufficialmente il proprio livello.
Le motivazioni possono essere diverse: studio, lavoro, pratiche amministrative o altri progetti personali. In questi casi conoscere l’italiano non è l’unico elemento da considerare.
Un esame di certificazione possiede infatti una propria struttura, con tempi, tipologie di esercizi e criteri di valutazione specifici.
Per questo motivo è importante distinguere tra raggiungere un livello linguistico e prepararsi al formato dell’esame.
Uno studente può possedere, per esempio, buone competenze comunicative di livello B1 o B2 e incontrare comunque difficoltà durante una prova perché non conosce bene la sua struttura o non è abituato a gestire il tempo disponibile.

Come prepararsi all’esame CILS

Tra le certificazioni di italiano come lingua straniera rientra la CILS, articolata in diversi livelli.
Una preparazione efficace dovrebbe iniziare dalla conoscenza della struttura dell’esame e dall’individuazione delle aree in cui lo studente incontra maggiori difficoltà.
La preparazione CILS online può quindi affiancare lo studio generale della lingua con attività specifiche sulle diverse abilità richieste dall’esame.
Le simulazioni sono particolarmente utili perché consentono di esercitarsi rispettando tempi e modalità simili a quelli della prova reale.
È però importante evitare un errore: iniziare a preparare esclusivamente il formato dell’esame quando il livello linguistico necessario non è ancora stato raggiunto.
Se le difficoltà riguardano strutture grammaticali fondamentali, comprensione o capacità di esprimersi, sarà necessario lavorare parallelamente sulla lingua generale.

Quanto tempo serve per imparare italiano?

Non esiste una risposta valida per tutti.
Il progresso dipende dal livello iniziale, dalla frequenza delle lezioni, dal tempo dedicato allo studio autonomo, dalla lingua madre e soprattutto dalla quantità di contatto reale con l’italiano.
La regolarità è generalmente più importante delle sessioni di studio occasionali e molto lunghe.
Studiare per alcune ore una sola volta alla settimana e poi non avere alcun contatto con l’italiano per sei giorni rende più difficile consolidare quanto appreso.
È più utile creare una routine sostenibile: lezioni regolari, brevi esercizi, ascolto, lettura e occasioni di utilizzare attivamente la lingua.
Anche attività semplici possono contribuire al progresso: ascoltare un podcast durante uno spostamento, leggere una notizia in italiano, scrivere un breve testo oppure provare a raccontare oralmente ciò che si è fatto durante la giornata.

Come scegliere quindi il corso giusto?

Prima di iscriversi a un corso è utile porsi alcune domande.
Qual è il mio livello attuale? Perché sto imparando italiano? Ho bisogno soprattutto di parlare oppure devo migliorare anche grammatica e scrittura? Preferisco un percorso individuale o mi sarebbe utile confrontarmi con altri studenti? Devo raggiungere un livello generale oppure prepararmi a una certificazione?
Le risposte possono portare a percorsi molto diversi.
Un principiante può avere bisogno di un programma progressivo A1-A2. Chi vive già in Italia ma utilizza poco la lingua può beneficiare maggiormente di un corso che dia spazio alla comunicazione. Uno studente con lacune specifiche può preferire alcune lezioni individuali. Chi deve sostenere un esame avrà invece bisogno, almeno in una fase del percorso, di familiarizzare con le prove della certificazione.
La formazione online rende possibile anche combinare questi formati: corso di gruppo per lo sviluppo generale della lingua, lezioni individuali per esigenze specifiche e incontri dedicati alla preparazione di un esame.

Un percorso costruito sull’obiettivo, non soltanto sul livello

I livelli A1, A2, B1, B2, C1 e C2 sono indispensabili per descrivere la progressione linguistica, ma non raccontano completamente le esigenze di uno studente.
Due persone dello stesso livello possono avere obiettivi completamente differenti.
Per questo un percorso efficace dovrebbe partire non soltanto dalla domanda “Qual è il mio livello?”, ma anche da “Che cosa voglio riuscire a fare in italiano?”.
Conversare con maggiore sicurezza, lavorare in un ambiente italiano, seguire un percorso universitario, integrarsi nella vita quotidiana o ottenere una certificazione richiedono strategie in parte diverse.
Definire chiaramente l’obiettivo permette di scegliere meglio il formato delle lezioni, organizzare lo studio e misurare i progressi nel tempo.
Ed è proprio questa combinazione tra continuità, metodo e utilizzo reale della lingua a trasformare lo studio dell’italiano da una successione di regole grammaticali in una competenza realmente utilizzabile.

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