Titoli esteri e terzo ciclo INDIRE: basta disinformazione, chiediamo pari diritti e rispetto
Non chiediamo privilegi. Chiediamo pari opportunità, trasparenza e il rispetto del diritto alla formazione.
Gli esclusi dal secondo ciclo INDIRE rivendicano il diritto alla formazione e chiedono risposte concrete. “Le difficoltà burocratiche e tecniche non possono diventare uno strumento di esclusione”. Negli ultimi giorni stanno circolando articoli e dichiarazioni che rischiano di generare confusione e di mettere in discussione la reale possibilità di inserimento dei titoli esteri nel percorso di formazione del secondo ciclo INDIRE. Di fronte a questa situazione, noi esclusi dal secondo ciclo vogliamo far sentire la nostra voce e ribadire con fermezza un principio fondamentale: le difficoltà burocratiche e tecniche non possono cancellare diritti, aspirazioni professionali e legittime aspettative di formazione. INDIRE è una realtà concreta, un percorso che rappresenta per tanti docenti una possibilità importante per completare la propria formazione e affrontare con maggiore serenità il proprio futuro professionale. Per questo motivo, riteniamo inaccettabile che chi è rimasto fuori dal secondo ciclo a causa di problematiche amministrative, tecniche o procedurali debba oggi vivere nell'incertezza, senza risposte chiare e senza prospettive definite. Non chiediamo privilegi. Chiediamo pari opportunità, trasparenza e il rispetto del diritto alla formazione. È necessario distinguere tra chi non possiede i requisiti previsti e chi, pur avendo intrapreso un percorso, si è trovato in difficoltà a causa di ostacoli burocratici o tecnici. Le due situazioni non possono essere confuse né affrontate attraverso generalizzazioni che alimentano pregiudizi e divisioni. Per questo invitiamo a non dare credito a ricostruzioni fuorvianti e a valutare la questione sulla base di informazioni corrette, atti ufficiali e provvedimenti verificabili. Il futuro di tanti professionisti non può essere affidato a interpretazioni parziali o a notizie che rischiano di alimentare ulteriore incertezza. Chiediamo alle istituzioni competenti e agli organismi coinvolti di fornire chiarimenti ufficiali, individuare soluzioni concrete e valutare con attenzione la situazione di chi è rimasto escluso dal secondo ciclo INDIRE per problematiche burocratiche o tecniche. È fondamentale garantire criteri trasparenti, parità di trattamento e la possibilità di vedere esaminata la propria posizione in modo equo. La formazione non deve diventare un terreno di discriminazione. Non è accettabile che persone che chiedono semplicemente di poter proseguire il proprio percorso formativo si sentano abbandonate o private di risposte. Basta discriminazioni. Basta silenzi. Basta incertezza. Siamo pronti a far sentire la nostra voce attraverso tutte le forme di mobilitazione pacifica e democratica necessarie, fino a scendere in piazza, se non arriveranno risposte concrete e segnali tangibili di attenzione. La nostra non è una richiesta di favoritismi, ma una battaglia per la dignità, l'equità e il riconoscimento delle legittime esigenze formative e professionali di una categoria che merita ascolto e rispetto. Continueremo a chiedere chiarezza, giustizia e soluzioni. Perché dietro ogni pratica burocratica ci sono persone, sacrifici, investimenti economici e anni di impegno. Il diritto alla formazione deve essere tutelato, non ostacolato. La nostra voce non può essere ignorata. Firmato: Esclusi dal secondo ciclo INDIRE.
Le preoccupazioni per il terzo ciclo INDIRE: il rischio di nuove esclusioni
A rendere ancora più preoccupante la situazione si aggiunge l'incertezza legata al possibile avvio del terzo ciclo INDIRE. Sebbene tale percorso non sia ancora stato avviato, circolano indiscrezioni e voci non confermate che prospetterebbero ulteriori limitazioni nell'accesso, con il rischio di lasciare nuovamente esclusi numerosi docenti, in particolare coloro che hanno conseguito un titolo di specializzazione all'estero e attendono da tempo una soluzione alla propria posizione.
Pur nella consapevolezza che tali indiscrezioni non costituiscono disposizioni ufficiali, riteniamo necessario richiamare fin da ora l'attenzione delle istituzioni competenti, affinché non si ripetano le criticità che hanno caratterizzato l'accesso al secondo ciclo.
Non possiamo accettare che l'eventuale terzo ciclo si trasformi nell'ennesima occasione mancata per chi è già rimasto escluso. Chiediamo pertanto che, prima dell'avvio di qualsiasi nuovo percorso, vengano chiariti pubblicamente i requisiti di accesso, le condizioni di ammissione e le eventuali limitazioni, garantendo trasparenza, equità e un'attenta valutazione delle situazioni rimaste irrisolte.
È fondamentale evitare che l'incertezza normativa e amministrativa continui a generare aspettative destinate a essere disattese. Chi è rimasto fuori dal secondo ciclo non può essere lasciato ancora una volta senza risposte, né costretto ad attendere indefinitamente un'opportunità formativa che potrebbe essere nuovamente preclusa.
Il terzo ciclo deve rappresentare un'occasione per affrontare le criticità ancora aperte, non il rischio di creare nuovi esclusi.