Titoli sostegno INDIRE vs TFA: la difesa giuridica di Daniela Nicolò contro i ricorsi
DL 71/2024 rende i percorsi INDIRE titoli ex lege equiparati al TFA. Testo di Daniela Nicolò (Uniti per INDIRE): ratio dei 40 CFU, validità online e infondatezza TAR.
1. Premessa normativa: la specializzazione INDIRE è un titolo di specializzazione ex lege
Il DL 71/2024, convertito in legge 106/2024, con modificazioni, ha istituito i percorsi di specializzazione per il sostegno erogati da INDIRE, attribuendo loro natura di titolo di specializzazione a tutti gli effetti, pienamente equiparato ai percorsi universitari TFA ai fini dell’accesso alle graduatorie e alle procedure di reclutamento.
La norma:
• non configura i percorsi INDIRE come “semplificati” o “ridotti”
• non prevede una gerarchia qualitativa tra i due titoli
• non introduce distinzioni di punteggio
• non attribuisce a nessuno il potere discrezionale nel differenziare il valore dei titoli
L’equiparazione è dunque diretta, immediata e vincolante.
Qualsiasi tentativo di differenziare i punteggi tra TFA e INDIRE costituirebbe:
• violazione del principio di legalità
• eccesso di potere per contraddittorietà rispetto alla norma primaria
• disparità di trattamento tra categorie di docenti in possesso di titoli aventi identico valore giuridico
2. Perché 40 CFU e non 60: la ratio legis
La riduzione del carico formativo da 60 a 40 CFU non è un “alleggerimento”, ma una diversa architettura formativa fondata su un presupposto preciso:
i destinatari del percorso INDIRE sono docenti con esperienza pluriennale sul sostegno.
Il legislatore ha ritenuto che:
• il tirocinio curricolare del TFA
• le ore di osservazione
• le attività laboratoriali di base fossero già ampiamente sostituite dall’esperienza professionale maturata nelle scuole.
La ratio è identica a quella dei percorsi abilitanti riservati ai docenti con servizio (es. DM 259/2017, DM 92/2019):
non si forma da zero chi ha già svolto per anni le funzioni oggetto della formazione.
3. Sulla presunta “assenza di tirocinio”: chiarimento tecnico
Il tirocinio del TFA ha una funzione compensativa per chi non ha esperienza.
Nei percorsi INDIRE, la funzione è riconoscitiva: il tirocinio è già stato svolto nella pratica quotidiana.
Il legislatore ha quindi:
• evitato duplicazioni
• riconosciuto il valore del servizio
• allineato la formazione alle competenze già possedute
Non si tratta di una “mancanza”, ma di una diversa tipologia di destinatari.
4. Sulla didattica online: validità giuridica e pedagogica
La formazione erogata in modalità telematica:
• è utilizzata nei percorsi universitari, nei master e nella formazione continua
• è riconosciuta dal MUR e dal MIM
• rispetta gli standard ANVUR e le linee guida sulla qualità della formazione digitale
Non esiste alcuna base normativa o scientifica per sostenere che la formazione online sia “inferiore” a quella in presenza.
5. Sulla saturazione delle graduatorie: dati parziali e non utilizzabili a fini giuridici
Le affermazioni relative alla “saturazione” delle GPS:
• non hanno valore normativo
• non possono incidere sul riconoscimento dei titoli
• non possono essere utilizzate per limitare diritti acquisiti
• non tengono conto della mobilità interprovinciale, dei pensionamenti, dei posti in deroga e delle variazioni annuali del fabbisogno
La giurisprudenza amministrativa è costante:
la disponibilità dei posti non incide sul valore dei titoli né sul diritto all’inserimento in graduatoria.
6. Il contenzioso in atto: profili di infondatezza e criticità etiche
Negli ultimi mesi si registra un aumento significativo di ricorsi promossi da alcuni studi legali contro l’equiparazione tra TFA e INDIRE.
Tali ricorsi presentano criticità evidenti, sia sul piano giuridico sia su quello deontologico.
6.1. Profili di infondatezza giuridica
I ricorsi:
• ignorano la natura ex lege del titolo INDIRE
• chiedono al TAR di sostituirsi al legislatore, cosa non consentita
• si fondano su una presunta “diversità qualitativa” che non ha rilevanza giuridica
• invocano pareri (es. CSPI) che non hanno valore vincolante
• contestano scelte discrezionali del legislatore, sottratte al sindacato giurisdizionale
La probabilità di accoglimento è, alla luce della normativa vigente, estremamente bassa.
6.2. Profili deontologici: il rischio dei ricorsi seriali
È necessario evidenziare un fenomeno ormai noto nel settore scolastico:
la proliferazione di ricorsi promossi non per reale fondatezza giuridica, ma per finalità meramente lucrative.
Alcuni studi legali:
• propongono azioni prive di concrete possibilità di successo
• alimentano aspettative irrealistiche
• sfruttano il malcontento dei docenti
• generano conflitti tra colleghi
• trasformano un tema tecnico in un business
Questo approccio:
• non tutela i ricorrenti
• non tutela la scuola
• non tutela l’inclusione
• contribuisce a creare un clima di tensione artificiale
Il contenzioso, quando privo di basi solide, diventa strumentale e rischia di danneggiare l’intero sistema.
7. Conclusioni: il quadro tecnico-giuridico è chiaro
1. INDIRE è una specializzazione pienamente riconosciuta dalla legge.
2. Non esiste alcuna base normativa per differenziare i punteggi.
3. La riduzione dei CFU risponde a una precisa ratio legislativa.
4. La formazione online è pienamente valida.
5. La saturazione delle graduatorie non ha rilevanza giuridica.
6. Il contenzioso in atto presenta profili di infondatezza e rischi etici.
Difendere la legittimità dei percorsi INDIRE significa difendere:
• la coerenza dell’ordinamento
• il principio di legalità
• la dignità professionale dei docenti
• la qualità dell’inclusione scolastica
• la stabilità del sistema educativo
Ci auguriamo che finalmente si metta un punto a questa vicenda che ha a dir poco del grottesco.
Daniela Nicolò portavoce Community Uniti per INDIRE orgogliosamente specializzata con Ente INDIRE