Tutti Licei: c'è confusione, sará perché ci amano
Nessun diplomato, forse, e il rischio di penalizzare i Licei tradizionali
Negli anni '80 un brano dei Ricchi e Poveri parlava dello stato confusionale associato all'ebbrezza dell'innamoramento, ed ancora oggi è un ever green internazionale. Ecco, se una cosa non dimenticheremo del nostro attuale esecutivo, è l'enfasi che sta accompagnando la riforma Valditara per l'anno scolastico in corso, in particolare la decisione di rendere tutti Licei gli istituti di istruzione superiore, inclusi i Tecnici e i Professionali. In proposito, da alcuni giorni, si utilizzano termini densi di significato come rivoluzione, pari dignitá, svolta, accompagnati da espressioni come "mai prima", "era ora", "mai successo", "solo noi", con un entusiasmo che davvero ricorda quello di un innamorato. Ma Valditara ama tutta la Scuola o, in particolare, gli Istituti Tecnici e i Professionali? Una predilezione in effetti traspare, prima i quadriennali con gli ITS, adesso il nome. Il problema peroʻ è che noi, sulla questione del nome, non ci abbiamo capito un granché. In molti, ad esempio, ricorderanno che, sempre negli anni '80, le nostre mamme ci spingevano spesso al secondo Diploma, dopo aver conseguito la Maturitá classica o scientifica, che non erano considerati "Diplomi finiti", un'espressione popolare per indicare quei percorsi di studio superiori che rilasciano una qualifica specifica, proprio come i Diplomi dei Tecnici e dei Professionali e che quindi, in caso di insuccesso all'Universitá, avrebbero rappresentato un paracadute per accedere al mondo del lavoro.
Adesso, dopo la riforma che renderá tutti Licei, saremo tutti liceali e nessuno diplomato? O avremo tutti un Diploma di Liceo? Sará un "Liceo finito", come i "Diplomi finiti" che le nostre mamme ci invitavano a conseguire, oppure un Liceo nel senso tradizionale, quello che se non vai all'Universitá hai perso tempo? E poi, di contro, non è che a pagare lo scotto di questa uguaglianza per lo piú grammaticale in quanto sempre a costo zero, saranno proprio i Licei tradizionali? Il Classico, in particolare, è giá in cronico calo di iscrizioni da circa 5 anni, per la tendenza ad evitare lo studio delle lettere antiche da parte di chi non ha tutta questa voglia di studiare, un aspetto che nobilitando, si fa per dire, anche le Scuole considerate, secondo Valditara, di serie B, legittimerá ancor di piú l'allontanamento dai percorsi maggiormente impegnativi: siccome infatti, secondo la nuova nomenclatura, saranno tutti Licei, è molto probabile che si finirá per scegliere quello piú facile (facile sempre e solo in teoria). Anche lo Scientifico, che resta il primo percorso di studi superiore per scelta, rischia di essere travolto dalla confusione che probabilmente verrá generata in chi dovrá scegliere fra Liceo Scientifico, ad esempio, e Liceo Tecnologico. Si pensi ad una famiglia di estrazione culturale medio-bassa, per dirne una, alle prese con il nuovo Orientamento Scolastico, in cui si dovranno spiegare le differenze fra i vari indirizzi partendo dal presupposto, quasi un ossimoro, che di base sono tutti uguali, o meglio, hanno tutti pari dignitá. E infine, da quando l'omologazione è diventata sinonimo di pari dignitá? Se siamo tutti diversi, e lo siamo, la pari dignitá non puó prescindere dalla diversitá di ciascuno, e dare a tutti lo stesso nome non puó che essere deleterio per un adolescente che immagina un futuro a misura dei propri sogni. Che siano grandi o piccoli, ambiziosi o meno, i sogni di ciascuno valgono tutti allo stesso modo, ma è nella diversitá che la Scuola puó aiutare ad esaudirli, fornendo indicazioni precise, trasparenti e certamente diverse, molto diverse fra un indirizzo di studi e l'altro, come in realtá è, ed è giusto che sia per chi, solo in un mondo quanto piú variegato dell'offerta formativa, potrá riconoscere se stesso.