Un sondaggio nazionale per contrastare gli stereotipi sessisti

Parole di parità: nelle scuole pugliesi una ricerca su stereotipi di genere, media e IA

A cura di Redazione Redazione
31 marzo 2026 20:46
Un sondaggio nazionale per contrastare gli stereotipi sessisti -
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È partito a ottobre 2025 e si chiuderà il 6 giugno 2026 il progetto gratuito di ricerca-formazione per le scuole pugliesi “Parole di parità: stereotipi di genere nei mass media e nella AI”, per la prevenzione primaria della violenza di genere. L’iniziativa, promossa da APS Giornaliste del Mediterraneo, agisce sulla decostruzione degli stereotipi e delle discriminazioni sessiste che continuano a emergere nei linguaggi, nelle pratiche educative e nelle rappresentazioni mediatiche, oggi influenzate anche dall’intelligenza artificiale.

Il progetto è stato selezionato nell’ambito del Bando NORA, co-finanziato da Unione Europea, Fondazione Realizza il Cambiamento e ActionAid International Italia E.T.S., posizionandosi al primo posto in graduatoria.

Uno degli strumenti del percorso è un questionario riservato ai Docenti su “Genere, Media e Intelligenza Artificiale nella Scuola”, da compilarsi in forma anonima. La survey è stata inizialmente elaborata dal team dell’associazione e validata dal Dipartimento For.Psi.Com. della Università degli Studi Aldo Moro di Bari; poi è stata via via migliorata grazie al contributo diretto, sul campo, dei docenti che hanno partecipato alle prime giornate di formazione. In questa logica, il questionario non fotografa soltanto un “prima”: diventa anche uno strumento costruito con chi lavora in classe, capace di misurare bisogni reali e orientare le azioni successive.

Attraverso questa metodologia integrata, è possibile rilevare percezioni, atteggiamenti, emozioni, pratiche didattiche e bisogni formativi delle docenti rispetto agli stereotipi di genere, aiutandoci a rispondere ad alcune domande, come ad esempio: le rappresentazioni sui mass media alimentano gli stereotipi e condizionino l’autostima? che ruolo hanno le famiglie nel rinforzare i ruoli tradizionali? il linguaggio può perpetuare disparità (incluso il tema del maschile sovraesteso)? Come gestire alcune situazioni-tipo come i ruoli assegnati “per genere”, gli squilibri nei libri di testo, le derisioni su orientamenti non conformi, eccetera?

Il focus sull’intelligenza artificiale, invece, indaga sia la consapevolezza dei bias (testi e immagini generati che riproducono stereotipi e ruoli tradizionali) sia le competenze operative: riconoscere che l’IA non è neutrale, intervenire quando un output veicola discriminazioni, e trasformare la tecnologia in occasione educativa per smontare stereotipi anziché amplificarli.

L’obiettivo specifico dell’intero progetto è di rafforzare, entro la conclusione dell’anno scolastico in corso, la capacità critica e operativa di docenti, giornalisti e studenti delle scuole superiori pugliesi nel riconoscere, analizzare e decostruire discriminazioni e stereotipi sessisti diffusi dai media, compresi i social network. Il cambiamento positivo perseguito è la “coscientizzazione” rispetto al rischio di diventare amplificatori inconsapevoli di stereotipi e discriminazioni, attraverso il riconoscimento dei processi interiorizzati della violenza di genere.

L’esito atteso è una diffusione di competenze utili a decostruire immaginari e narrazioni mediatiche che alimentano violenza e disparità, sviluppando pratiche comunicative inclusive e consapevoli. Questo risultato viene reso valutabile attraverso indicatori qualitativi, tra cui la stessa survey, oltre a misure quantitative su partecipazione, incontri e prodotti realizzati.

Link per compilare la survey (a cura dei docenti delle scuole di primo e secondo grado):

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSe2Y2KCxlamn-RjZ1M_BkH0lcUonwe_O6n74wkzOaaykcbdww/viewform?usp=header

“Il contenuto di questa comunicazione rappresenta l’opinione degli autori che ne sono esclusivamente responsabili. Né L'Unione europea né la DG JUST possono ritenersi responsabili per le informazioni che contiene né per l’uso che ne venga fatto. Analogamente non possono ritenersi responsabili ActionAid International Italia E.T.S. e Fondazione Realizza il Cambiamento.”

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