Accesso agli atti negato: la Commissione nazionale dà torto alla scuola di Siderno
Una docente chiede il verbale del Collegio. La scuola non risponde. Si difende col maltempo. La Commissione per l'accesso le dà torto.
Una docente ed RSU dell'I.C. "Pascoli Alvaro" di Siderno chiede copia del verbale del Collegio di dicembre. La scuola tace. La scuola sollecitata tace ancora. La scuola, portata davanti alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi della Presidenza del Consiglio, si difende adducendo una "mera dimenticanza" causata da una perturbazione atmosferica. La Commissione, con la decisione n. 3.32 del 28 aprile 2026, accoglie il ricorso e ordina il riesame.
La ricostruzione della vicenda arriva da un comunicato firmato da Gianni Festa, Segretario Generale Provinciale UIL Scuola Reggio Calabria, Rocco Zappia, Segretario Territoriale UIL Scuola Locride, e Gianluca Vigliarolo, Dirigente UIL Scuola Locride. Il sindacato ha seguito il caso e ne ha dato conto pubblicamente, evidentemente ritenendolo emblematico di una disfunzione ricorrente.
La vicenda è insieme minuta e istruttiva. La prof.ssa Giuseppina Verteramo, docente e componente del Collegio, aveva presentato il 10 gennaio 2026 una formale istanza di accesso agli atti per ottenere copia autentica digitale del verbale del Collegio congiunto del 20 dicembre 2025, comprensiva degli atti allegati. La motivazione era inappuntabile: interesse diretto, concreto e attuale, connesso alla propria funzione istituzionale, e necessità di verificare l'iter di formazione della volontà dell'organo collegiale di cui fa parte. Va aggiunto un dettaglio non secondario: in precedenza, i verbali approvati erano regolarmente visibili a tutti i docenti nell'area riservata del sito scolastico. La richiesta nasce anche dal venir meno di una prassi consolidata. Decorso inutilmente il termine di legge, la docente sollecita il 14 febbraio. Nulla. Ricorre quindi alla Commissione ai sensi dell'art. 25, comma 4, della L. 241/1990.
La scuola, costituitasi il 17 marzo, oppone che l'istanza era stata formalmente accolta e che era persino stata predisposta una mail di convocazione per la visione degli atti. Poi però la mail non era mai partita: colpa di una "mera dimenticanza" resa più comprensibile, a detta dell'Istituto, da una concomitante perturbazione atmosferica che aveva imposto la chiusura dei plessi. Viene aggiunto, quasi come argomento rafforzativo, che il verbale era già stato letto e approvato all'unanimità nella seduta stessa.
La Commissione liquida le giustificazioni con una logica essenziale: la disponibilità dichiarata a mostrare gli atti non equivale all'ostensione effettiva. Nessun documento provava che la docente avesse mai ricevuto o potuto consultare il verbale. Il ricorso è accolto, con ordine di riesame e richiesta di riscontro scritto alla Segreteria della Commissione.
Non è la prima volta che una vicenda simile approda alla Commissione. Già nel 2019 un caso quasi identico riguardò un docente e RSU Cobas dell'IPSEOA di Castrovillari, il prof. Leonardo Genovese, che dovette percorrere la stessa strada per ottenere copia di un verbale del Collegio: anche in quel caso la scuola aveva sostenuto che la richiesta fosse stata "superata" dalla pubblicazione del verbale, e anche in quel caso la Commissione accolse il ricorso. Il fondamento giuridico è granitico da oltre un decennio: il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2423/2013, ha stabilito che il componente di un organo collegiale della scuola ha diritto a richiedere copia degli atti e dei verbali inerenti all'attività del collegio stesso, e che il diniego dell'amministrazione scolastica è illegittimo.
Il diritto, insomma, non è in discussione. Ciò che desta perplessità è altro: che nel 2026 un'insegnante debba ancora rivolgersi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere il verbale di una riunione a cui ha partecipato in prima persona. La perturbazione atmosferica passerà. L'abitudine a trattare la trasparenza come un optional organizzativo sembra più duratura.