Ancodis: “Ridurre il caro scuola è dovere costituzionale”
Il presidente Cicero chiede libri gratuiti, comodato d’uso digitale e sconti per i figli successivi. “Il diritto allo studio va garantito”

Sul tema del caro scuola è intervenuta con decisione l’Ancodis (Associazione nazionale dei collaboratori dei dirigenti scolastici). Il presidente Rosolino Cicero ha sottolineato come l’aumento costante delle spese scolastiche rischi di minare le basi stesse del diritto allo studio sancito dall’articolo 34 della Costituzione.
Secondo Cicero, la questione non può più essere derubricata a semplice disagio economico: “Per molte famiglie – ha dichiarato – spendere oltre 700 euro per ogni figlio è uno sforzo insostenibile. È compito dello Stato, del Parlamento e delle istituzioni garantire pari opportunità di accesso all’istruzione”.
Per Ancodis le misure da adottare devono essere immediate e concrete. In particolare, l’associazione chiede:
- Gratuità dei libri di testo per gli studenti della scuola secondaria di primo grado.
- Diffusione del comodato d’uso gratuito, anche attraverso versioni digitali, per favorire il riuso e contenere i costi.
- Riduzione del 50% sul prezzo dei libri dal secondo figlio in poi nella scuola secondaria di secondo grado.
Ma non solo. Cicero ha invitato anche editori e cartolibrerie a una maggiore responsabilità sociale, rinunciando a logiche esclusivamente commerciali e contribuendo con scelte che vadano incontro alle famiglie in difficoltà.
“Non possiamo tollerare – ha aggiunto – un sistema scolastico a due velocità, con scuole statali che soffrono di carenze strutturali e scuole paritarie economicamente più sostenute. Serve un impegno comune per rendere la scuola italiana non più ‘cara’, ma realmente accessibile”.
L’appello di Ancodis, rivolto a Governo e Parlamento in vista della legge di bilancio, punta a trasformare il dibattito sul caro scuola in una priorità politica e sociale.