Anno Scolastico: la lettera del presidente della FISM alle scuole
Il presidente della FISM, Luca Iemmi, ha inviato alle scuole federate un messaggio di incoraggiamento, ricordando il valore dell’accoglienza dei più piccoli
All’avvio del nuovo anno scolastico, il presidente della FISM, Luca Iemmi, ha inviato alle scuole federate un messaggio di incoraggiamento, ricordando il valore dell’accoglienza dei più piccoli: “Anche quest’anno la campanella torna a suonare per accogliere i nostri bambini. È sempre un momento speciale: ricomincia un cammino fatto di incontri, scoperte, crescita e speranza”.
Nel testo, Iemmi affronta le questioni che oggi pesano sul sistema dell’infanzia: il calo delle nascite, la difficoltà nel reperire personale qualificato e le trasformazioni culturali legate alla digitalizzazione. Le statistiche del 2025 registrano 355mila nuovi nati, con un tasso di fecondità fermo a 1,14 figli per donna, dato che incide sulla sostenibilità delle scuole dell’infanzia. Parallelamente, in molte province si fatica a trovare insegnanti ed educatori con titoli abilitanti, una situazione che la Federazione ha definito “emergenza” e già segnalato alle istituzioni. “Da tempo la FISM – scrive il presidente – richiama l’attenzione delle istituzioni su questa emergenza”. Nonostante ciò, Iemmi invita a mantenere lo sguardo rivolto ai più piccoli: “Noi dobbiamo guardare avanti. Anzi, dobbiamo guardare ‘prima i bambini’”.
Il presidente richiama anche l’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, che individua tre ambiti decisivi per la scuola: il sostegno pubblico all’istruzione, la necessità di una proposta pedagogica che non rincorra la tecnologia ma favorisca una crescita integrale, e la dimensione sapienziale, che aiuta i bambini a coltivare ricerca e discernimento in un contesto di informazioni immediate. A queste sfide, ricorda Iemmi, il Papa “risponde con un’indicazione preziosa, che facciamo nostra come comunità educante FISM: costruire una rinnovata alleanza educativa tra famiglie, scuole e comunità, capace di educare alla sobrietà, al senso del limite, alla libertà responsabile, al bene comune”.