Appello d’urgenza al Ministero: «Attivate subito il Terzo Ciclo INDIRE, non c'è più tempo da perdere»

Il prezzo dell'esclusione: il danno professionale e umano dei colleghi

A cura di Redazione Redazione
10 luglio 2026 19:10
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Alla cortese attenzione della Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Prof. Giuseppe Valditara

Onorevole Ministra, Onorevole Ministro,

La Community Uniti per INDIRE, per voce della portavoce Daniela Nicolò — docente già specializzata che ha scelto di sposare pienamente e umanamente questa causa a tutela dei propri colleghi —, rivolge alle Signorie Vostre un appello accorato, mosso dall'estrema urgenza e dalla necessità di difendere migliaia di docenti precari che attendono, ormai da troppo tempo, un segnale di giustizia e stabilità. Chiediamo con la massima fermezza l’adozione immediata del provvedimento volto all'attivazione del Terzo Ciclo dei percorsi straordinari INDIRE per la specializzazione sul sostegno.

I primi due cicli hanno ampiamente dimostrato nei fatti l’assoluto successo, l’efficacia e il rigore metodologico di questo modello. Ora, per garantire l’ordinata conclusione della fase transitoria e assicurare la parità di trattamento dei docenti interessati, l’avvio del Terzo Ciclo non è più procrastinabile. Ogni giorno di ritardo rappresenta un danno grave e irreparabile per i lavoratori e per la continuità didattica degli alunni con disabilità.

Tre sono le ragioni umane, professionali e giuridiche che rendono questo passo un imperativo istituzionale immediato:

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1. Tutela del legittimo affidamento per i titoli esteri (Iscritti entro il 26 giugno 2025)

È un dovere di equità permettere la partecipazione al Terzo Ciclo di tutti i docenti in possesso di titolo estero che abbiano avviato la propria iscrizione prima dell'avvio effettivo dei corsi INDIRE, avvenuto il 26 giugno 2025.

Questi colleghi hanno intrapreso un percorso di studi investendo tempo, sacrifici e risorse prima ancora di conoscere l'evoluzione dei successivi decreti applicativi italiani. Riconoscere il 26 giugno 2025 come unico e insindacabile spartiacque di salvaguardia significa preservare il loro legittimo affidamento, scongiurando palesi e inaccettabili profili di disparità di trattamento.

2. Apertura doverosa ai docenti "Triennalisti" dell'A.S. 2025/2026

In perfetta continuità logico-sistemica con la ratio originaria della norma — che mira al massimo assorbimento del precariato storico sul sostegno — chiediamo con forza l’inclusione nel Terzo Ciclo dei docenti che abbiano maturato i 36 mesi di servizio.

Nello specifico, è doveroso includere tutti coloro che hanno concluso il terzo anno di servizio sul sostegno nell'anno scolastico 2025/2026. Escludere questa platea di lavoratori significa calpestare il merito e l'esperienza di chi ha già dimostrato sul campo, ogni giorno in classe, la propria competenza e dedizione.

3. Lo scudo d'urgenza per i docenti ITP e la perentorietà del 31 dicembre 2026

Il fattore tempo è drammatico ed è ciò che qualifica l'estrema urgenza di questo appello. Per gli Insegnanti Tecnico-Pratici (ITP), la data del 31 dicembre 2026 rappresenta uno spartiacque perentorio e invalicabile.

Oltre questa scadenza, il mutamento radicale dei requisiti d'accesso al sistema di reclutamento spazzerà via le tutele di questi lavoratori. Attivare il Terzo Ciclo immediatamente è l'unico modo per permettere loro di concludere la specializzazione entro l'anno in corso, salvando migliaia di famiglie da un danno lavorativo devastante e permanente.

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Il prezzo dell'esclusione: il danno professionale e umano dei colleghi

L'attuale stallo e il rischio di esclusione da questo percorso non si traducono solo in un ritardo burocratico, ma in una pesante penalizzazione concreta che sta distruggendo la carriera di migliaia di docenti. A causa di questo blocco, infatti, i colleghi esclusi:

Vengono scavalcati in graduatoria: Non hanno la possibilità di caricare i 12 punti in più derivanti dal titolo, vedendosi superare ingiustamente.

Subiscono una doppia penalizzazione sul punteggio: Non potendo partecipare ai percorsi da 30 CFU, perdono l'opportunità di caricare ulteriori 36 punti, accumulando un divario incolmabile rispetto ad altri docenti.

Si vedono negato il ruolo: Viene loro preclusa l'opportunità di partecipare alle imminenti procedure di immissione in ruolo, condannandoli a una precarietà senza fine.

Questa situazione costringe migliaia di professionisti della scuola a vivere in un perenne stato di agitazione personale e psicologica; un clima di profonda incertezza che ne mina la serenità e non permette loro di svolgere il proprio lavoro in classe con la dovuta tranquillità.

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 Il valore di un modello che va nella giusta "INDIREzione "

Rendere effettivo il Terzo Ciclo significa dare continuità a un sistema che funziona. La formazione teorica online, rigorosamente monitorata in tempo reale e impreziosita dai laboratori immersivi sulle TIC, ha dimostrato una qualità scientifica uniforme e indiscutibile, protetta e blindata dal mantenimento tassativo degli esami finali in presenza. Un modello serio, moderno e trasparente che ha finalmente sottratto la formazione dei docenti alle vecchie logiche speculative dei mercanti dei "corsetti" e delle dispense a pagamento.

Onorevoli Ministri, la Community Uniti per INDIRE e migliaia di docenti precari attendono una risposta. Vi chiediamo di ascoltare questo grido d'aiuto, di superare le resistenze di chi difende vecchi privilegi e di firmare il decreto di avvio del Terzo Ciclo. Dimostriamo, insieme, che la scuola italiana sa proteggere i propri lavoratori e andare, finalmente, nella INDIREzione giusta.

RICHIESTA FINALE: Un'utopia necessaria: permettere l'iscrizione già da ora

Accanto alle richieste formali, vogliamo lanciare una proposta forte, un'idea che oggi può sembrare un'utopia ma che rappresenterebbe un atto di straordinaria lungimiranza amministrativa: permettere l'apertura delle iscrizioni al Terzo Ciclo già da ora.

Consentire ai docenti di iscriversi immediatamente, anche nelle more della definizione dei dettagli organizzativi, darebbe un segnale tangibile di speranza e concretezza. Azzererebbe l'ansia del limbo burocratico in cui si trovano i lavoratori, permetterebbe al Ministero e a INDIRE di mappare con precisione la platea degli aventi diritto e disinnescherebbe sul nascere lo stato di agitazione che sta logorando la categoria. Trasformare questa "utopia" in realtà amministrativa dimostrerebbe la reale volontà di mettere il personale della scuola al centro dell'agenda politica.

Con osservanza e speranza,

Daniela Nicolò

Docente già specializzata e Portavoce della Community Uniti per INDIRE

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