Mobilità DS, oggi il primo verdetto. E rispunta la proposta sull'incarico di presidenza

Mobilità DS, oggi il primo verdetto per un centinaio di dirigenti fuori sede. Intanto DirigentiScuola rilancia l'incarico di presidenza ma resta il nodo del MEF

08 luglio 2026 16:44
Mobilità DS, oggi il primo verdetto. E rispunta la proposta sull'incarico di presidenza -
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Da oggi, nelle caselle di posta istituzionale dei dirigenti scolastici che hanno presentato domanda di mobilità, comincia ad arrivare il primo responso: soddisfatta o non soddisfatta. Non è ancora l'esito ufficiale, quello resterà riservato fino al 15 luglio, data in cui i risultati diventeranno pubblici. Ma è il primo passo concreto di un movimento atteso da mesi, e secondo le prime stime circolate informalmente sarebbero almeno un centinaio i dirigenti scolastici fuori sede che otterrebbero un avvicinamento alla propria regione di residenza.

Mentre si attende la pubblicazione ufficiale, resta caldo il fronte campano. Dopo l’ordinanza cautelare del 6 luglio con la quale il TAR chiedeva di rivalutare l’accantonamento dei posti per gli idonei al concorso ordinario, si aspetta di conoscere le decisioni dell’amministrazione in merito alla richiesta in attesa dell'udienza collegiale fissata per il 10 settembre.

Il rilancio di una vecchia proposta

Su questo sfondo, DirigentiScuola torna a rilanciare una proposta che il sindacato porta avanti da tempo: il ripristino dell'incarico di presidenza. Uno strumento precedente alla trasformazione dei presidi in dirigenti di ruolo, che permetteva di assegnare la guida di una scuola priva di titolare, a tempo determinato, a personale già utilmente collocato nelle graduatorie concorsuali.

L'idea è semplice nella sua meccanica: al posto della reggenza, con cui oggi un dirigente già in servizio si fa carico anche di una seconda scuola, si assegnerebbe quella sede a un dirigente dedicato, pescato dalle liste degli idonei del concorso ordinario e riservato, con un incarico annuale rinnovabile.

Quanti posti genererebbe, e perché non inciderebbe sul patto di stabilità

Secondo la proposta, il meccanismo non riguarderebbe solo le sedi rimaste scoperte per mancanza di vincitori di concorso, ma l'intero perimetro delle reggenze italiane, comprese le cosiddette sedi nominali, cioè i posti dei dirigenti in comando, distacco sindacale o aspettativa altrove, oggi coperti anch'essi con reggenze a rotazione. Il perimetro non è trascurabile: per il 2026/27 il Ministero stima le reggenze intorno a 300 a livello nazionale, su un organico complessivo di 7.389 istituzioni scolastiche; l'anno precedente erano oltre 700 le sedi vacanti censite dagli Uffici Scolastici Regionali, a fronte di un fabbisogno stimato dal Servizio Studi della Camera in oltre mille posti. Sommando le sedi nominali oggi gestite con reggenza, il numero di incarichi che si genererebbe applicando la proposta sarebbe superiore a queste cifre, e coinvolgerebbe l'intera platea degli idonei oggi in lista d'attesa.

Il punto di forza della proposta, secondo DirigentiScuola, è che si tratterebbe di incarichi a tempo determinato, non di assunzioni in ruolo: non inciderebbero quindi sul contingente autorizzato dal MEF ai fini del patto di stabilità, restando esterni al perimetro delle assunzioni stabili.

Il costo che comunque resta, e lo scetticismo di Valditara

Resta però un problema che la formula del "costo zero" non risolve del tutto: un incarico di presidenza comporta comunque una retribuzione e un'indennità di funzione, un costo reale per la finanza pubblica, anche se non si traduce in un'assunzione permanente. Ed è proprio su questo punto che, sempre secondo quanto riferito da DirigentiScuola, si giocherebbe la partita più delicata.

Parrebbe che il Ministro Valditara sia in linea di massima anche d'accordo sulla proposta in sé, ma scettico sulla possibilità che arrivi l'autorizzazione necessaria da parte del Ministro dell'Economia, Giorgetti. Un'incertezza che, se confermata, riporterebbe ancora una volta la questione delle reggenze al nodo di fondo che attraversa da tempo l'intero dossier della scuola italiana. Qualunque soluzione tecnica venga proposta, il vincolo economico resta l'ultimo, e più difficile, ostacolo da superare.

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