Appello urgente: equità nelle tutele e rispetto del diritto alla famiglia Alle Segreterie Sindacali, al Ministro dell’Istruzione e del Merito, ai Parlamentari e all’ARAN
La presente istanza è formulata nel pieno esercizio del diritto di critica e di petizione, nell'interesse del miglioramento del servizio scolastico e in tutela dei principi costituzionali
La presente istanza è formulata nel pieno esercizio del diritto di critica e di petizione, nell'interesse del miglioramento del servizio scolastico e in tutela dei principi costituzionali di parità di trattamento e tutela della famiglia, ai sensi degli artt. 3, 21, 29 e 31 della Costituzione Italiana.
Vi scriviamo oggi per invocare un principio fondamentale di giustizia e coerenza: non è accettabile che, all'interno del medesimo quadro contrattuale, venga operata una "selezione" tra i diritti da tutelare.
Molti di noi hanno pianificato la propria vita familiare contando sulla deroga al ricongiungimento dei figli minori, una garanzia che ci era stata assicurata fino al 2028. Tale tutela era parte integrante dell’accordo che prevedeva anche quella, altrettanto sacrosanta, per l’assistenza ai familiari over 65. Ebbene, ci chiediamo: con quale criterio si può scegliere di prorogare una sola di queste tutele, lasciando nel limbo migliaia di genitori?
Se la deroga per l’assistenza ai genitori anziani viene mantenuta perché ritenuta necessaria e giusta, per quale motivo la deroga per la crescita dei figli adolescenti viene considerata secondaria?
Un figlio di 16 anni, in piena fase di sviluppo, ha lo stesso identico diritto di avere i genitori accanto che viene riconosciuto ad altre categorie fragili. Non accettiamo più una gerarchia dei diritti che umilia il ruolo genitoriale e che crea discriminazioni tra lavoratori che si trovano, in entrambi i casi, in una condizione di oggettiva necessità familiare.
Vi supplichiamo: non lasciate che la burocrazia decida chi ha diritto di stare con i propri cari e chi no.
Molti di noi hanno compiuto scelte di vita basate su quel patto di fiducia che ci legava all'Amministrazione fino al 2028. Chiediamo il ripristino pieno e contestuale di entrambe le deroghe: non è eticamente sostenibile che una tutela venga salvaguardata e l’altra sacrificata, quando entrambe erano state riconosciute come pilastri del benessere del docente.
Non vi chiediamo un privilegio, ma il rispetto di quanto previsto inizialmente: il diritto di essere genitori presenti per i nostri figli adolescenti non può essere meno importante dell’assistenza ad altri familiari.
Vi chiediamo di ascoltare questo grido d'aiuto, di dimostrare coraggio e coerenza, e di intervenire per sanare questa disparità. Non siamo numeri in una graduatoria, ma padri e madri che chiedono solo di poter adempiere al loro compito più importante: far crescere i propri figli.
In attesa di un vostro riscontro, certi di una vostra apertura, porgiamo distinti saluti.
I Docenti "Immobilizzati"