AscoltaMi, Ferrante: «Serve uno psicologo nelle scuole»
Ferrante (PCI) critica il decreto AscoltaMi: cinque incontri online non bastano. Chiede uno psicologo stabile ogni 400 studenti a scuola.
“Ancora una volta il ministro Valditara dimostra di non conoscere la realtà scolastica, questa volta in materia di disagio giovanile. Il decreto AscoltaMi rischia di creare più problemi invece che risolverne qualcuno”.
Così il coordinatore del laboratorio scuola di Progetto Civico Italia, Antonio Ferrante, commenta il recente decreto AscoltaMi in materia di sostegno psicologico nelle scuole.
“Secondo il ministro il disagio giovanile riguarda esclusivamente le ultime classi della secondaria di primo grado e le prime due di quella di secondo quando il 20 per cento degli undicenni e quasi un quarto dei ragazzi dagli 11 ai 13 afferma di essere stato vittima di bullismo o di subire ancora aggressioni fisiche o verbali- continua Ferrante- per non parlare del voucher da 5 incontri online che, secondo Valditara, potrebbero risolvere una situazione di disagio. E se invece occorresse un sesto incontro e la famiglia non potesse permetterselo? E se ad essere in difficoltà fosse uno studente del primo anno della secondaria? E poi, perché inviare le fatture del professionista alla scuola, come giustamente solleva l’associazione dei dirigenti scolastici?”
“Insomma, anche in questa occasione il ministro è riuscito nell’intento di unire tutto il mondo della scuola nella critica ad un suo provvedimento, da parte nostra già nel corso dei nostri Stati Generali a Roma abbiamo proposto l’introduzione di uno psicologo stabile nell’organigramma di ogni scuola di ordine e grado ogni 400 studenti, proposta giudicata “una vera sciocchezza” dallo stesso Ministro che poi ha partorito il capolavoro AscoltaMi. Se la visione di questo governo sulla scuola è basata sulla cultura dell’emergenza, per noi occorre finalmente passare a quella della prevenzione, a partire dal disagio giovanile i cui effetti, ormai, sono tragicamente sotto gli occhi di tutti”.