Autismo, Pierangelo Cappai porta la Sardegna nel mondo intero
Il presidente di Diversamente ODV e presidente eletto della WAO rilancia da Windhoek la sfida globale per l'inclusione.
CAGLIARI | 30 ottobre 2026
Dalla Sardegna alla Namibia, per costruire una comunità internazionale più unita, inclusiva e capace di ascoltare le persone autistiche. È questo il messaggio lanciato da Pierangelo Cappai, presidente dell'associazione Diversamente ODV e presidente eletto della World Autism Organisation (WAO), in vista del sesto Congresso mondiale sull'autismo, in programma dal 3 al 5 novembre 2026 a Windhoek, capitale della Namibia.
Un appuntamento internazionale che riunirà rappresentanti delle associazioni, persone autistiche, familiari, ricercatori, professionisti e organizzazioni impegnate nella promozione dei diritti e nel miglioramento della qualità della vita delle persone nello spettro autistico.
Attraverso un messaggio diffuso sui social dagli organizzatori, Cappai richiama l'importanza di superare le barriere geografiche e culturali, rafforzare le collaborazioni e condividere esperienze per affrontare insieme le sfide ancora aperte.
Il concetto al centro del suo intervento è chiaro: costruire connessioni, valorizzare le esperienze e amplificare le voci delle persone autistiche rappresenta una condizione fondamentale per promuovere un cambiamento reale nella società.
Un congresso mondiale per cambiare la narrazione sull'autismo
Il sesto Congresso della World Autism Organisation si svolgerà sotto il tema “Bust the Myth, Bust the Stigma: Transform the Narrative About Autism”, un invito a sfatare i falsi miti, combattere lo stigma e trasformare il modo in cui l'autismo viene raccontato e percepito.
Non si tratta soltanto di promuovere una maggiore conoscenza dell'autismo, ma di favorire una trasformazione culturale che metta al centro le persone, i loro diritti, le aspirazioni e le opportunità di partecipazione alla vita sociale.
L'incontro internazionale rappresenterà un'occasione per confrontare esperienze provenienti da diversi continenti, analizzare le difficoltà che ancora ostacolano l'accesso ai servizi e individuare strategie condivise per costruire comunità più inclusive.
Particolare attenzione sarà riservata alla realtà africana, dove le differenze economiche, sociali e territoriali possono incidere significativamente sull'accesso alla diagnosi, all'istruzione e ai sostegni.
La scelta della Namibia come sede del congresso assume quindi anche un significato simbolico: portare il dibattito internazionale in territori che necessitano di maggiore attenzione e favorire un confronto capace di valorizzare le esperienze locali.
Pierangelo Cappai, dalla Sardegna alla rappresentanza mondiale
Il ruolo internazionale di Pierangelo Cappai rappresenta un passaggio significativo per l'associazionismo sardo impegnato nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Nato a Cagliari nel 1972, docente e padre di un giovane autistico, Cappai ha avviato il proprio percorso associativo nel 2007 con la fondazione di Diversamente, organizzazione impegnata nel sostegno alle persone autistiche e alle loro famiglie.
Nel corso degli anni ha contribuito alla realizzazione di iniziative dedicate all'inclusione sociale, alla formazione, allo sport, alla cultura e alla sensibilizzazione.
Tra queste figurano Autismovie, festival internazionale di cortometraggi dedicati all'autismo, e le attività sportive sviluppate attraverso il Progetto Filippide Cagliari e Sud Sardegna.
Il suo impegno si è progressivamente esteso oltre i confini regionali e nazionali. Nel 2016 è entrato nel consiglio direttivo di Autism-Europe, mentre dal 2018 ha ricoperto incarichi nell'ambito della World Autism Organisation.
La successiva elezione a presidente eletto della WAO per il mandato 2024-2026 ha rappresentato un ulteriore riconoscimento del percorso maturato nel mondo dell'associazionismo.
Accanto all'attività internazionale, Cappai continua a operare in Sardegna, dove nel settembre 2026 è stato riconfermato alla presidenza della FISH Sardegna, la federazione impegnata nella promozione e nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Un insieme di responsabilità che collega l'esperienza territoriale sarda al confronto sulle politiche internazionali per l'inclusione.
L'importanza di unire la comunità internazionale
Uno degli aspetti centrali del messaggio di Cappai riguarda la necessità di costruire una rete mondiale capace di superare la frammentazione delle esperienze associative.
Le persone autistiche e le loro famiglie affrontano situazioni differenti a seconda dei Paesi in cui vivono. Cambiano le possibilità di accesso ai servizi, le risorse disponibili, le politiche educative e sociali e il livello di riconoscimento dei diritti.
Nonostante queste differenze, molte delle sfide sono comuni: garantire un'istruzione accessibile, promuovere l'autonomia personale, favorire l'inserimento lavorativo, sostenere le famiglie e assicurare opportunità di partecipazione alla vita della comunità.
La cooperazione internazionale può contribuire a condividere soluzioni, valorizzare le buone pratiche e rafforzare la capacità delle organizzazioni di rappresentare le esigenze delle persone autistiche.
Per Cappai, il valore della collaborazione si lega alla possibilità di costruire relazioni durature tra associazioni e comunità, mettendo in comune competenze ed esperienze.
Ma il tema più importante riguarda il protagonismo delle persone autistiche.
Non può esserci una trasformazione autentica della narrazione sull'autismo senza il coinvolgimento diretto delle persone autistiche nelle decisioni che riguardano la loro vita.
Un principio che richiama la necessità di superare approcci esclusivamente assistenziali e di riconoscere pienamente il diritto all'autodeterminazione, alla partecipazione e alla rappresentanza.
Dalla sensibilizzazione alla piena inclusione
Cambiare la narrazione sull'autismo significa anche superare stereotipi che continuano a condizionare il dibattito pubblico.
Troppo spesso l'autismo viene descritto esclusivamente attraverso difficoltà, limitazioni e bisogni di assistenza, senza considerare adeguatamente la diversità delle esperienze individuali, delle capacità e delle aspirazioni.
Le persone autistiche non costituiscono una realtà uniforme. Ogni persona presenta caratteristiche, necessità di sostegno, modalità comunicative e percorsi di vita differenti.
Riconoscere questa pluralità significa costruire interventi personalizzati, servizi accessibili e opportunità realmente inclusive.
La prospettiva promossa dal congresso internazionale invita a passare dalla semplice consapevolezza all'accettazione, e dall'accettazione al pieno riconoscimento dei diritti.
Una trasformazione che coinvolge necessariamente le istituzioni, il sistema sanitario, la scuola, il mondo del lavoro e l'intera società.
L'obiettivo non è soltanto garantire servizi, ma rendere possibile una partecipazione piena alla vita collettiva, rispettando le caratteristiche e le scelte di ciascuna persona.
Il ruolo delle associazioni e delle famiglie
L'esperienza di Diversamente ODV dimostra quanto il lavoro delle organizzazioni territoriali possa contribuire alla costruzione di percorsi di inclusione.
Le associazioni rappresentano spesso un punto di riferimento per le famiglie, offrendo orientamento, occasioni di confronto, attività formative e iniziative sociali.
Il loro ruolo, tuttavia, non può sostituire le responsabilità delle istituzioni pubbliche.
L'accesso ai sostegni, la continuità dei servizi, il diritto allo studio, la possibilità di lavorare e la costruzione di progetti di vita personalizzati richiedono politiche strutturate, risorse adeguate e una collaborazione stabile tra soggetti pubblici e privati.
Proprio per questo, la costruzione di reti nazionali e internazionali può rafforzare la capacità delle associazioni di contribuire al dibattito pubblico e alla definizione delle politiche.
L'impegno di Cappai si inserisce in questa prospettiva: valorizzare l'esperienza maturata sul territorio e metterla in relazione con le iniziative sviluppate in altri Paesi.
Windhoek 2026, un confronto tra esperienze e nuove prospettive
Il Congresso mondiale della WAO, previsto dal 3 al 5 novembre, offrirà uno spazio di confronto su numerosi aspetti della vita delle persone autistiche.
Dall'educazione ai sostegni personalizzati, dalla partecipazione sociale all'accessibilità, fino alla promozione dei diritti e al coinvolgimento delle persone autistiche nei processi decisionali.
Tra i partecipanti annunciati figurano esperti e personalità impegnate a livello internazionale nello studio e nella divulgazione dell'autismo, tra cui il professor Sven Bölte del Karolinska Institutet e Temple Grandin.
La manifestazione prevede la possibilità di partecipare anche online, ampliando le opportunità di accesso al confronto internazionale.
Il congresso sarà inoltre un momento importante per il percorso istituzionale della World Autism Organisation, con il previsto insediamento della nuova presidenza durante la giornata conclusiva del 5 novembre.
Per Cappai, l'appuntamento rappresenta quindi un passaggio di particolare rilievo, sia per il ruolo che ricopre nell'organizzazione sia per le prospettive di collaborazione che potranno svilupparsi.
Dalla Sardegna un messaggio di inclusione senza confini
La presenza di Pierangelo Cappai ai vertici della World Autism Organisation contribuisce a dare visibilità internazionale all'esperienza associativa maturata in Sardegna.
Un territorio nel quale il confronto sui diritti delle persone con disabilità continua a essere strettamente legato a questioni concrete: accessibilità dei servizi, continuità dei sostegni, inclusione scolastica, opportunità lavorative e costruzione di percorsi di vita indipendente.
La dimensione internazionale non cancella queste esigenze, ma può offrire nuove occasioni per affrontarle attraverso lo scambio di conoscenze e il confronto con esperienze differenti.
Il messaggio che accompagna il Congresso mondiale del 2026 va proprio in questa direzione: nessuna comunità dovrebbe essere lasciata sola e nessuna voce dovrebbe essere esclusa.
Dalla Sardegna alla Namibia, l'impegno di Cappai si inserisce così in un movimento più ampio che punta a rafforzare la collaborazione internazionale e a promuovere una visione dell'autismo fondata sulla dignità, sul rispetto delle differenze e sulla piena cittadinanza.
Perché trasformare la narrazione sull'autismo non significa soltanto cambiare le parole, ma contribuire a cambiare la realtà quotidiana delle persone autistiche e delle loro famiglie.
E il Congresso mondiale di Windhoek rappresenta una nuova occasione per tradurre questo principio in impegni condivisi, relazioni internazionali e iniziative concrete.