Blocco dei tir e carenza di carburante, in Campania la scuola rischia la paralisi
Distributori a secco, trasporto pubblico ridotto, scuolabus e mense in difficoltà. I sindacati chiedono indicazioni e tutele per il personale che non riesce a raggiungere la sede di servizio.
Dopo giorni di presidi lungo la rete autostradale regionale, l’emergenza carburante in Campania sta producendo effetti che toccano da vicino la vita delle scuole. La protesta è partita l’11 ottobre dal Foggiano, unendo camionisti e agricoltori, per poi estendersi a gran parte del Mezzogiorno. Il fronte si è allargato alla Campania nei giorni successivi, con la chiusura temporanea dei caselli di Nola e di Nocera Pagani. Oggi i presidi restano attivi a Nola, Avellino, Mercato San Severino, Caianello, Capua e Caserta Nord.
Distributori a secco e scaffali vuoti
Il blocco dei rifornimenti ha un effetto immediato sulla mobilità. Secondo le cronache di oggi, i distributori sono chiusi per esaurimento delle scorte, salvo rari casi, mentre sull’A1 e sull’A30 restano fermi tir carichi di generi alimentari e autocisterne. Alla pompa si è diffusa la corsa al pieno, spinta dal timore di restare a piedi. Le isole del Golfo sono tra le aree più esposte. A Procida il carburante negli impianti è prossimo a esaurirsi e Ischia teme la stessa sorte, mentre la nave che rifornisce le due isole non è partita da Pozzuoli. La Caremar ha chiesto a Prefettura e Regione un piano di emergenza per evitare il fermo dei collegamenti a partire da giovedì mattina.
Il trasporto pubblico e il tragitto casa scuola
Per chi lavora e studia, il nodo è il trasporto pubblico. L’EAV ha comunicato riduzioni e sospensioni di diverse linee di autobus, attribuendole alla mancata consegna dei rifornimenti. In assenza di un ripristino regolare delle forniture, dal 24 ottobre potrebbero essere interessati anche alcuni servizi ferroviari. Il rischio più concreto riguarda le fasce orarie di ingresso e uscita dalle scuole, quando la domanda di trasporto è più alta.
Anche i servizi che i Comuni garantiscono alle famiglie sono sotto pressione. L’Anci Campania, per bocca del presidente Francesco Morra, ha scritto ai Prefetti delle cinque province segnalando difficoltà per gli scuolabus e per la fornitura di cibo alle mense scolastiche, e precisando che non si tratta di criticità soltanto potenziali. Sul versante sanitario, le associazioni del soccorso hanno chiesto ai Prefetti punti di rifornimento con accesso prioritario per i mezzi del 118.
Le richieste dei sindacati all’Ufficio Scolastico Regionale
Su questo quadro sono intervenute le organizzazioni sindacali. La FLC CGIL Campania, La Gilda e la UIL Scuola Campania si sono rivolte al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale. Le richieste coincidono in larga parte. Si chiede di tutelare il personale impossibilitato a raggiungere la sede per cause oggettive e non imputabili alla propria volontà, di fornire alle scuole indicazioni uniformi sulla gestione delle assenze e di evitare disparità di trattamento tra lavoratori che si trovano nelle stesse condizioni. La UIL aggiunge la richiesta di numeri di emergenza dedicati, per aiutare le istituzioni scolastiche a individuare soluzioni organizzative adeguate.
Il tema ha una dimensione nazionale. Il segretario generale della UIL Scuola, Giuseppe D’Aprile, ha chiesto a Governo, Regioni ed enti locali di garantire priorità nell’approvvigionamento ai servizi essenziali, a partire dal trasporto scolastico, e soluzioni per docenti e ATA che non riescano a raggiungere la propria sede.
Cosa si prospetta
Le prospettive non sono rassicuranti. I rappresentanti degli autotrasportatori campani hanno indicato che i blocchi proseguiranno almeno fino al tavolo tecnico con il governo del 27 ottobre, auspicando però che la protesta si fermi prima. Il governo ha risposto con una convocazione d'urgenza del Consiglio dei Ministri prevista per domani annunciando un decreto per autotrasporto e agricoltura.
Intanto oggi la polizia ha identificato 1.339 autotrasportatori e ne ha denunciati 71, comunicando che saranno scortati 500 tir.
Nel frattempo i dirigenti scolastici si trovano a gestire assenze, ritardi e orari ridotti senza un quadro di riferimento condiviso. Dalle fonti consultate non emergono ancora indicazioni ufficiali dell’Ufficio Scolastico Regionale sulla gestione delle assenze legate all’emergenza. È su questo punto che le scuole attendono una risposta rapida, perché l’incertezza si scarica sui lavoratori e sul funzionamento del servizio.