Blocco delle scuole di specializzazione dell'area sanitaria non medica: appello al Governo per sbloccare i percorsi formativi
Una lettera aperta alle istituzioni denuncia il mancato avvio delle scuole di specializzazione dell'area sanitaria non medica e sollecita un intervento urgente sulle coperture finanziarie
ROMA – Aspiranti specializzandi, studenti, docenti, ricercatori, direttori di scuole di specializzazione, organizzazioni studentesche, sigle sindacali e associazioni di categoria hanno diffuso una lettera aperta indirizzata al Consiglio dei Ministri, ai Sottosegretari di Stato, ai Rettori delle università italiane, ai Ministeri e agli uffici pubblici competenti per denunciare il mancato avvio del primo anno delle scuole di specializzazione dell'area sanitaria non medica per il corrente anno accademico.
L'iniziativa arriva dopo la manifestazione del 24 maggio in Piazza Santi Apostoli a Roma e dopo numerose lettere inviate da singoli e associazioni di specializzandi. I firmatari denunciano una situazione che, a loro avviso, rischia di compromettere il percorso formativo di numerosi professionisti sanitari.
Secondo Arianna D'Archivio, coordinatrice di LINK Coordinamento Universitario, il principale timore riguarda l'eventuale annullamento delle graduatorie dopo il 30 giugno, con il rischio che gli aspiranti specializzandi, oltre ad aver perso un anno di formazione, siano costretti a ripetere la procedura di accesso già superata.
Al centro della questione vi è, secondo quanto riportato nella lettera, la mancata emanazione del decreto necessario a garantire le coperture finanziarie delle borse di studio destinate ai partecipanti ai corsi di specializzazione, passaggio indispensabile per consentire l'avvio delle attività formative.
Francesca Cantagallo, coordinatrice della Rete della Conoscenza, sottolinea come le attuali borse di studio, pari a circa 4.000 euro annui, siano già considerate insufficienti e chiede un intervento tempestivo affinché gli aspiranti specializzandi non perdano l'anno accademico. Tra le richieste avanzate vi è l'equiparazione delle borse al modello contrattuale previsto per gli specializzandi medici, come primo passo verso un sistema che riconosca pienamente la formazione specialistica attraverso un vero contratto di lavoro, in linea con quanto avviene in altri Paesi europei.
I firmatari chiedono infine lo sblocco immediato dei percorsi di specializzazione e l'istituzione di un tavolo tecnico con le rappresentanze degli specializzandi e delle organizzazioni coinvolte, dichiarandosi disponibili a collaborare con le istituzioni per individuare soluzioni rapide e garantire la regolare prosecuzione della formazione specialistica.