Concorso dirigenti scolastici: perdono solo i vincitori
L’incredibile paradosso per le decisioni del MIM sulle prossime assunzioni
dal GRUPPO a DIFESA VINCITORI CONCORSO ORDINARIO DIRIGENTI SCOLASTICI
Dopo aver superato una procedura estremamente selettiva, centinaia di vincitori denunciano il rischio di essere esclusi dalle assunzioni a vantaggio di una procedura riservata già ampiamente beneficiata da interventi legislativi straordinari. I vincitori del concorso ordinario per dirigenti scolastici esprimono forte preoccupazione e profondo sconcerto per le recenti indicazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione e del Merito alle organizzazioni sindacali in merito alle prossime assunzioni dei dirigenti scolastici.
La vicenda rappresenta un caso senza precedenti: coloro che hanno superato una procedura concorsuale ordinaria estremamente selettiva, che ha visto il successo di appena il 3,5% dei partecipanti, rischiano oggi di essere penalizzati proprio nel momento in cui dovrebbero vedere riconosciuto il proprio diritto all’assunzione. Tre anni fa furono avviate due procedure distinte. Da una parte il concorso ordinario, bandito per 587 posti e articolato secondo le regole previste per l’accesso alla dirigenza pubblica; dall’altra una procedura riservata destinata ai candidati coinvolti in contenziosi relativi al precedente concorso del 2017 con 392 posti messi a bando. La situazione ha subito una prima significativa alterazione quando, prima ancora della conclusione del concorso ordinario, un intervento normativo ha trasformato di fatto tutti i partecipanti alla procedura riservata in vincitori, con una graduatoria finale di oltre duemila persone. Registi dell’operazione i senatori di Fratelli d’Italia Marti e Bucalo e Sasso, allora della Lega, oggi passato a Futuro Nazionale. Nel 2024, mentre il concorso ordinario era ancora in corso, attraverso una procedura assunzionale straordinaria, oltre 540 candidati della graduatoria riservata hanno ottenuto l’immissione in ruolo, in numero largamente superiore rispetto ai posti inizialmente loro destinati. L’unico vincolo previsto era la successiva restituzione dei posti eccedenti ai vincitori del concorso ordinario. Nel 2025, tuttavia, con la conclusione del concorso ordinario e una disponibilità di posti sensibilmente ridotta rispetto all’anno precedente, tale restituzione si è concretizzata soltanto in misura parziale, determinando già evidenti squilibri. Il quadro è ulteriormente cambiato nel 2026, quando un emendamento alla legge di bilancio proposto dagli stessi registi ha cancellato il principio della restituzione dei posti, introducendo una nuova ripartizione annuale delle assunzioni secondo il criterio del 60% e 40%. Contestualmente, 112 idonei del concorso ordinario sono stati dichiarati vincitori, ampliando ulteriormente la platea di coloro che attendono l’assunzione sulla base di una procedura concorsuale regolarmente superata. Gli aspiranti del riservato hanno esultato, esprimendo apertamente con post social e articoli riconoscenza ai propri sponsor politici, per i vincitori dell’ordinario la consapevolezza che superare la selezione non rappresentasse più una garanzia di diritto.
A fronte delle numerose incertezze interpretative generate dalla sovrapposizione di norme differenti, il Ministero aveva comunque comunicato alle organizzazioni sindacali, il 30 marzo scorso, l’intenzione di salvaguardare integralmente i posti destinati ai vincitori del concorso ordinario. Una scelta che appariva coerente con i principi costituzionali di imparzialità, meritocrazia e tutela dell’affidamento dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. Già dal giorno successivo si sono registrate pressioni politiche e dichiarazioni pubbliche di diversi esponenti della maggioranza per modificare nuovamente lo scenario. In un incontro pubblico con i riservisti Marti e Bucalo hanno promesso almeno 120 assunzioni per il riservato, Sasso ora vannacciano li ha superati di slancio: un piano straordinario di 150 assunzioni destinato esclusivamente al riservato. Nella più recente informativa sindacale, il Ministero sembra non essere rimasto insensibile a tali richieste che determinano un ulteriore ridimensionamento delle prospettive assunzionali dei vincitori dell’ordinario. Si ripropone una divisione netta al 60-40 percento tra le due procedure con il risultato che la graduatoria del riservato avanzerà fino alla posizione 700, quasi il doppio dei posti loro destinati inizialmente, mente la graduatoria dell’ordinario non sarà ancora esaurita, per non parlare del diritto maturato dai circa 112 idonei dell’ordinario, ora vincitori.
I vincitori del concorso ordinario non contestano i diritti di altri candidati, ma rivendicano il rispetto delle regole con cui hanno affrontato e superato una procedura pubblica particolarmente rigorosa. Chiedono che il merito e il principio di legalità non vengano sacrificati a favore di soluzioni contingenti o di equilibri politici. «Abbiamo investito anni di studio, sacrifici personali e professionali per partecipare a un concorso che ha selezionato una minima percentuale dei candidati. Oggi assistiamo con amarezza a decisioni che rischiano di svuotare di significato il risultato conseguito. Chiediamo soltanto il rispetto delle regole e degli impegni assunti dalle istituzioni e ci chiediamo quale sia l’interesse pubblico che la maggioranza parlamentare persegue favorendo così palesemente una graduatoria a dispetto di un’altra». I vincitori confidano che il Ministero dell’Istruzione e del Merito voglia riesaminare le proprie scelte e garantire una soluzione che tuteli i diritti maturati attraverso una procedura concorsuale ordinaria, preservando i principi di trasparenza, imparzialità e meritocrazia che dovrebbero guidare ogni accesso alla dirigenza pubblica.
Gruppo a difesa dell’Ordinario