BULLISMO E CYBERBULLISMO – Giornata nazionale, Anief: insistere sulla sensibilizzazione di tutti e sul sistema sanzionatorio verso chi delinque
Ha fatto bene il Ministero a ricordare l’impegno verso una scuola sicura e un uso consapevole del web
Oggi è la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, odiose modalità di porsi verso l’altro, spesso giovani considerati ‘fragili’, che con l’avvento dei nuovi media interattiva e dei social si stanno amplificando. L’organizzazione sindacale Anief apprezza il messaggio del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con cui è stato ribadito con convinzione il suo “impegno a favore di una scuola sicura e serena, capace di accogliere, valorizzare e tutelare ogni studentessa e ogni studente”. Come ha fatto bene il Ministro Giuseppe Valditara a sostenere che “le nuove regole sulla condotta, insieme alle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica, che pongono al centro la persona e la cultura del rispetto, rappresentano strumenti fondamentali per costruire un ambiente educativo sano”, assieme alla “promozione di un uso corretto e consapevole della rete”.
Anief ritiene, infatti, che i cittadini, a partire da quelli più giovani, debbano essere consapevoli che esiste un meccanismo regolativo e sanzionatorio che li tutela dai pericoli del web. “Sono passati otto anni dalla prima approvazione del disegno di legge sul cyberbullismo – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -: nel frattempo il fenomeno è esploso, con episodi praticamente raddoppiati ed ecco perché ben vengano le modifiche migliorative apportate al testo e le sanzioni maggiori approvate dal Governo. Riteniamo che non esista un percorso migliore se non quello sensibilizzante verso tutti e sanzionatorio verso chi delinque, ovviamente in modo proporzionato rispetto alle vessazioni: chi non sta alle regole e si scaglia spesso verso compagni e persone indifese o fragili, deve sapere che non la farà franca”.
“È bene anche che la comunità educante, quindi i genitori, le famiglie degli studenti, gli insegnanti e i formatori remino tutti assieme nella stessa direzione. E che recepiscano sempre – conclude Pacifico - i problemi e i pensieri dei giovani: dobbiamo ascoltarli e consigliarli, senza mai cadere nell’errore di minimizzare o banalizzare le loro richieste, anche quelle apparentemente più banali”.