Bullismo, Valentina Giacalone: «Il silenzio chiede ascolto»

Dalle ferite del bullismo alla rinascita: Valentina Giacalone racconta la sua storia e porta nelle scuole un messaggio di speranza.

19 ottobre 2026 11:54
Bullismo, Valentina Giacalone: «Il silenzio chiede ascolto» -
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Gentile Redazione de La Voce della Scuola,

mi chiamo Valentina Giacalone, ho 23 anni e vi scrivo perché credo che, quando si parla di bullismo, sia fondamentale ascoltare anche la voce di chi lo ha vissuto sulla propria pelle.

Durante gli anni delle scuole superiori, in un periodo della vita in cui avrei dovuto sentirmi libera di crescere, scoprire chi ero e coltivare i miei sogni, mi sono ritrovata a fare i conti con il bullismo, il cyberbullismo e le umiliazioni legate al mio aspetto fisico.

Ricordo il peso delle parole, l'isolamento e quella sensazione dolorosa di non essere mai abbastanza.

Ma ricordo anche quanto possa fare male sentirsi soli proprio in un luogo che dovrebbe essere sinonimo di crescita, protezione e formazione.

Quando un ragazzo viene ferito ripetutamente, non sempre riesce a chiedere aiuto nel modo che gli adulti si aspettano.

A volte il suo silenzio è già una richiesta di ascolto.

Racconto questa esperienza, perché so quanto possa essere difficile trovare il coraggio di parlare quando si ha paura di non essere creduti o di essere considerati semplicemente troppo sensibili.

Con il sostegno della mia famiglia e attraverso la mia passione per la moda e la fotografia, ho iniziato a ricostruire la fiducia in me stessa.

Da quel percorso sono nati il mio libro, "Cicatrici invisibili – Il coraggio di spezzare il silenzio" e "Non Solo Moda", Sfiliamo contro il bullismo, l'associazione di cui sono presidente e fondatrice.

Oggi porto la mia testimonianza nelle scuole, incontrando ragazze e ragazzi per parlare di bullismo, cyberbullismo, body shaming e rispetto.

Ogni volta che racconto la mia storia, il mio desiderio è che qualcuno possa riconoscersi nelle mie parole e comprendere che non deve affrontare tutto da solo.

Mi piacerebbe che la mia testimonianza potesse trovare spazio sulle vostre pagine, contribuendo a una riflessione concreta sul ruolo della scuola:

Non soltanto luogo di apprendimento, ma comunità capace di ascoltare, riconoscere il dolore e intervenire prima che sia troppo tardi.

Perché dietro un voto, un banco vuoto, un sorriso che nasconde la sofferenza o un ragazzo che si chiude in sé stesso, può esserci una storia che nessuno ha ancora avuto il tempo di ascoltare.

Vi ringrazio per l'attenzione e per il lavoro che dedicate al mondo della scuola. Sarebbe per me un onore poter condividere con voi la mia esperienza e contribuire, attraverso di essa, a dare voce a chi ancora oggi non riesce a trovare le parole per chiedere aiuto.

Cordiali saluti,

Valentina Giacalone

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