Caldo bollente e scuole

Il Piano del CNDDU costringerà il Ministro a una risposta concreta?

29 agosto 2026 19:21
Caldo bollente e scuole -
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Caldo bollente e scuole. il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani propone al Ministro Valditara un piano di 1,5 miliardi in tre anni.  Attendiamo la risposta e soprattutto l'iniziativa concreta del responsabile dell'Istruzione e dele Merito.

Caldo bollente e scuole. Il Piano di 1,5 miliardi in tre anni

Caldo bollente e scuole. Non giriamoci intorno lo scenario è significativamente cambiato. La tragedia in Nepal e la grandinata a Macerata  rappresentano degli avvisi della natura. La Terra non riesce più a rimediare ai nostri guai.
Fra qualche giorno riapriranno le scuole e la situazione meteorologica rischia di essere incompatibile con qualsiasi attività didattica. Anche la sola presenza fisica è esposta a rischi. In questi giorni e ultime settimane abbiamo dedicato molti contributi. Riteniamo che occorra trovare rapidamente delle soluzioni locali e globali, se non intendiamo estinguerci.
Il CNDDDU (Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani) ha presentato un piano per uscire dall'emergenza. La proposta in concreto: "Riteniamo concretamente sostenibile prevedere, quale prima dotazione, un investimento pubblico nazionale di 1,5 miliardi di euro nel triennio, corrispondente a 500 milioni di euro annui, da destinare agli edifici che presentano le maggiori criticità microclimatiche ed energetiche. Non si tratterebbe di determinare anticipatamente il costo della climatizzazione dell’intero patrimonio scolastico, operazione tecnicamente poco attendibile senza una ricognizione edificio per edificio, ma di costituire una massa finanziaria iniziale certa con la quale avviare immediatamente gli interventi prioritari. La disponibilità di dati omogenei permetterebbe al Ministero e agli enti competenti di determinare le priorità secondo fabbisogni verificabili. Installare sistemi di raffrescamento in strutture scarsamente isolate determinerebbe consumi elevati e trasferirebbe nel tempo una parte rilevante del costo dell’investimento sulla spesa corrente.
"Al Ministro Valditara chiediamo, quindi, non un nuovo intervento emergenziale, ma una programmazione dotata di risorse certe, criteri tecnici e continuità temporale. La prevedibilità delle alte temperature deve tradursi in capacità amministrativa di prevenirne gli effetti. Un investimento iniziale di 1,5 miliardi nel triennio rappresenterebbe un primo passo concreto, sostenibile e verificabile per rendere progressivamente gli edifici scolastici più sicuri, energeticamente efficienti e adeguati alle condizioni climatiche nelle quali la scuola italiana è ormai chiamata a operare"

Piano realistico. Attendiamo la risposta concreta del Ministro

Il Piano è realistico. Tiene conto della tempistica, caratterizzata da una razionalità concreta. L'installazione di sistemi di raffreddamento non si improvvisa in due settimane. Necessità di studio, pianificazione e quindi di tempo. Lo abbiamo scritto anche ieri. Fa piacere che le nostre convinzioni ricevano anche delle conferme.
La concretezza del piano costringe il Ministro a una risposta che rimane tale anche di fronte  alla mancanza di una replica. Finora G. Valditara ha evitato di confrontarsi con il problema del cambiamento climatico. In questo si è mosso coerentemente con il Governo Meloni. Sono lontani i tempi,, quando Fioramonti si dimise da Ministro dell'istruzione, perché il Governo si dimostrava poco attento ai problemi della scuola.
Comunque, il piano fa uscire il Ministro dal suo territorio ideologico (burqa, italiano alle famiglie straniere...), costringendolo a confrontarsi con la realtà. Rappresenta anche un banco di prova per il Ministro  per verificare il suo peso politico all'interno del Governo. Sicuramente non lo sono stati i tre contratti conclusi nella presente legislatura. Questi sostanzialmente sono degli atti dovuti e comunque vanno letti all'interno del rinnovo contrattuale della Pubblica amministrazione (Zangrillo).
Attendiamo, quindi la sua risposta.


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