Cambiare il calendario, come chiede la ministra Santanché? Pacifico (Anief) dice sì

Serve, alla luce del cambiamento climatico e preso atto delle infrastrutture inadeguate dei nostri istituti, ma non tanto per i flussi turistici

A cura di Redazione Redazione
25 gennaio 2026 18:00
Cambiare il calendario, come chiede la ministra Santanché? Pacifico (Anief) dice sì -
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“Cambiare calendario serve, alla luce del cambiamento climatico e preso atto delle infrastrutture delle nostre scuole, ma non tanto per i flussi turistici”: a sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, rispondendo a Fan Page a proposito delle recenti dichiarazioni rilasciate dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè, al Forum internazionale del turismo a Milano, secondo cui il calendario scolastico in Italia non va bene, perché non permette alle famiglie di andare in vacanza in bassa stagione e quindi bisognerebbe "allinearlo" man mano a quello del resto d'Europa, evitando di concentrare tutte le vacanze in due periodi – Natale ed estate – ma spezzettandole di più.

Il sindacalista autonomo, leader dell’Anief, ha detto che i cambiamenti del clima impongono sempre più l’esigenza di introdurre "aule ed edifici predisposte a stagioni torride e a inverni anche freddi. In assenza di risposte adeguate, bisogna iniziare le lezioni più tardi e finirle in anticipo recuperando le ore durante l'anno". Mentre è "impensabile rimanere aperti d'estate", ha concluso Pacifico.

Il sindacato Anief ricorda da alcuni anni, che oramai l’estate non termina i primi giorni di settembre: sempre il presidente Marcello Pacifico ha detto che “è assurdo pensare che di iniziare le lezioni con quasi 40 gradi, come se nulla fosse. Buon senso e lungimiranza inducono a pensare che spostare in avanti di due-tre settimane l’inizio dei corsi sia la cosa migliore. A meno che il Ministero non riesca a reperire le risorse per introdurre i condizionatori d’aria in centinaia di migliaia di aule scolastiche. La verità è che di fronte al mutamento del clima, alla presenza di eventi estremi e all’innalzamento delle temperature e dei giorni in cui si manifesta, anche i cicli produttivi devono cambiare e la pubblica amministrazione deve avviare questi cambiamenti in modo strategico. Ecco perché – ha concluso Pacifico – bisognerebbe dare maggiore flessibilità organizzativa alle scuole, anche in corso d’anno, al fine di realizzare una migliore conciliazione tra tempi educativi e benessere di chi vive l’Istruzione ogni giorno”.

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