Carta del Docente, scadenze 2026
Attenzione alle somme accreditate in esecuzione di sentenze
Residui 2024/25, credito da 383 euro del 2025/26 e somme riconosciute dal giudice: facciamo chiarezza sulle scadenze, con particolare attenzione ai docenti che hanno ricevuto quest'anno gli accrediti derivanti da sentenze.
Con l'avvicinarsi del 31 agosto 2026, molti docenti stanno verificando il saldo disponibile sulla Carta del Docente e, soprattutto, la provenienza delle somme presenti nel proprio portafoglio.
La questione è particolarmente importante per chi, nel corso dell'anno scolastico 2025/2026, ha ricevuto sulla Carta somme in esecuzione di una sentenza che gli aveva riconosciuto il beneficio per precedenti rapporti di lavoro.
In questi casi non bisogna confondere l'annualità cui si riferisce il diritto riconosciuto dal giudice con il momento in cui le somme sono state effettivamente erogate sulla Carta.
La disciplina introdotta per il 2025/26 contiene infatti una previsione specifica proprio per gli accrediti derivanti da sentenze.
Carta del Docente 2025/26: il riferimento è il decreto n. 59 del 31 marzo 2026
Il riferimento principale è il decreto n. 59 del 31 marzo 2026, adottato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Per l'anno scolastico 2025/2026 il decreto ha fissato il valore nominale della Carta in 383 euro.
L'articolo 2, comma 4, stabilisce inoltre che le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico 2025/2026 possono essere utilizzate anche nell'anno scolastico 2026/2027.
Per il credito ordinario 2025/26, pertanto, la disponibilità si estende all'anno scolastico successivo.
C'è però una regola generale da ricordare: le somme ordinarie non sono più fruibili dal beneficiario dal momento della cessazione dal servizio.
Somme da sentenza: la norma speciale
È il comma 6 dell'articolo 2 a introdurre una tutela specifica per le somme derivanti da provvedimenti giudiziari.
La disposizione stabilisce che le somme erogate sulla Carta nell'anno scolastico 2025/2026 in esecuzione di sentenze che hanno riconosciuto il beneficio sono utilizzabili anche nell'anno scolastico 2026/2027, anche in caso di cessazione dal servizio.
Questo passaggio è particolarmente importante.
La norma non dice semplicemente “crediti relativi all'anno 2025/26”, ma individua le somme erogate sulla Carta nel 2025/26 in esecuzione di sentenze.
Cosa significa per chi ha ricevuto quest'anno il rimborso derivante da una sentenza?
Un docente potrebbe, per esempio, avere ottenuto una sentenza relativa al mancato riconoscimento della Carta per uno o più anni scolastici precedenti e avere ricevuto materialmente le somme sulla piattaforma nel corso dell'a.s. 2025/2026.
Ai fini della disposizione speciale contenuta nell'art. 2, comma 6, ciò che occorre verificare è proprio se quelle somme siano state erogate sulla Carta nel 2025/26 in esecuzione della sentenza.
Se questa condizione ricorre, il decreto ne consente l'utilizzo anche nell'a.s. 2026/2027.
Tradotto in termini temporali, l'anno scolastico 2026/27 si conclude il 31 agosto 2027.
La tutela è ancora più rilevante per chi cessa dal servizio: mentre per le somme ordinarie opera la regola secondo cui il credito non è più fruibile dalla cessazione, il comma 6 introduce espressamente un'eccezione per le somme da sentenza erogate nel 2025/26, che rimangono utilizzabili nell'anno successivo anche in caso di cessazione dal servizio.
Attenzione: non tutte le somme presenti nel portafoglio hanno necessariamente la stessa scadenza
È questo l'aspetto sul quale La Voce della Scuola invita i docenti alla maggiore attenzione.
Il saldo complessivo visualizzato nella Carta può essere formato da componenti differenti:
credito ordinario dell'anno scolastico;
residuo dell'anno precedente;
somme riconosciute in seguito a sentenza.
Di conseguenza, conoscere soltanto il saldo totale non è sufficiente per stabilire la scadenza di ogni componente.
Il Manuale Docente della piattaforma Carta del Docente indica infatti che nella sezione “Storico Portafoglio” è possibile visualizzare i dettagli delle diverse iniziative e specifica che l'importo totale può essere incrementato dagli eventuali importi riconosciuti in seguito a sentenza.
Il consiglio è quindi di entrare nella piattaforma e verificare attentamente lo Storico Portafoglio, conservando eventualmente anche evidenza dell'accredito ricevuto in esecuzione della sentenza.
Residui 2024/25: attenzione al 31 agosto 2026
Diversa è la situazione delle somme ordinarie residue dell'anno scolastico 2024/2025.
Per questi importi il termine da tenere presente è la conclusione dell'anno scolastico successivo, cioè il 31 agosto 2026.
Chi possiede ancora credito appartenente a questa annualità deve quindi prestare particolare attenzione alla scadenza.
Credito ordinario 2025/26: utilizzabile anche nel 2026/27
Per il credito attribuito nell'a.s. 2025/2026, pari a 383 euro, l'art. 2, comma 4, del decreto n. 59/2026 stabilisce invece che le somme non spese entro la conclusione del 2025/26 siano utilizzabili anche nel 2026/2027.
Il riferimento temporale finale è quindi il 31 agosto 2027, salvo il caso della cessazione dal servizio, per il quale il medesimo comma prevede la perdita della fruibilità delle somme ordinarie dalla cessazione.
Ed è proprio qui che emerge la differenza fondamentale rispetto alle somme da sentenza.
Chi va in pensione o cessa dal servizio: la differenza decisiva
Possiamo riassumere così.
Credito ordinario: dalla cessazione dal servizio le somme non sono più fruibili.
Somme erogate sulla Carta nel 2025/26 in esecuzione di sentenze: possono essere utilizzate anche nell'a.s. 2026/27 anche in caso di cessazione dal servizio.
Pertanto, un docente che cessa dal servizio dal 1° settembre 2026 deve prestare particolare attenzione alla natura delle somme presenti nel proprio portafoglio.
La cessazione incide sul credito ordinario, mentre il decreto introduce espressamente una deroga per le somme da sentenza erogate sulla Carta nel 2025/26.
Perché è importante controllare lo “Storico Portafoglio”
La piattaforma Carta del Docente dispone della funzione Storico Portafoglio, attraverso la quale è possibile ricostruire la composizione delle disponibilità.
Il manuale della piattaforma specifica che per ogni anno scolastico vengono riportati, tra gli altri dati, l'importo totale e il residuo dell'anno precedente e precisa che nell'importo possono confluire anche somme riconosciute in seguito a sentenza.
Per chi ha ricevuto nel 2025/26 un accredito giudiziale questa verifica è particolarmente importante.
Non è prudente, infatti, dedurre la scadenza esclusivamente dall'importo complessivo visualizzato nel borsellino.
In sintesi: le tre situazioni da ricordare
📌 Residui ordinari a.s. 2024/2025
Da utilizzare entro il 31 agosto 2026.
📌 Credito ordinario a.s. 2025/2026 – 383 euro
Le somme non spese sono utilizzabili anche nell'a.s. 2026/27, quindi entro il 31 agosto 2027, fermo restando quanto previsto in caso di cessazione dal servizio.
⚖️ Somme erogate sulla Carta nell'a.s. 2025/2026 in esecuzione di sentenze
Sono utilizzabili anche nell'a.s. 2026/2027 e la norma stabilisce espressamente che ciò vale anche in caso di cessazione dal servizio.
Per chi ha ricevuto proprio quest'anno somme arretrate in esecuzione di una sentenza, è quest'ultima disposizione — art. 2, comma 6, del decreto n. 59/2026 — quella da controllare con particolare attenzione.
Le fonti
Fonte normativa primaria: decreto n. 59 del 31 marzo 2026, in particolare art. 2, commi 3, 4 e 6.
Fonte operativa: portale ufficiale Carta del Docente e relativo Manuale Docente, sezione “Storico Portafoglio”.
La Voce della Scuola raccomanda, soprattutto in presenza di accrediti derivanti da sentenze, di verificare direttamente nella piattaforma la composizione del proprio portafoglio e l'annualità dell'erogazione.
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