Carta Docente 2026- Il "Bonus Fantasma" che Umilia la Scuola

Mentre il calendario segna l’inizio di febbraio, nelle tasche dei docenti italiani regna il vuoto

03 febbraio 2026 16:13
Carta Docente 2026- Il "Bonus Fantasma" che Umilia la Scuola -
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Mentre il calendario segna l’inizio di febbraio, nelle tasche dei docenti italiani regna il vuoto. Per la prima volta dal 2015, il sistema della Carta Docente è paralizzato, lasciando migliaia di insegnanti senza le risorse necessarie per la propria formazione e, soprattutto, senza risposte.

Un ritardo che pesa sulla didattica

L’anno scolastico 2025/2026 ha già superato il giro di boa del primo quadrimestre. Libri di testo, corsi di aggiornamento, software didattici e dispositivi hardware: tutto ciò che serve per garantire una scuola moderna e al passo con i tempi è stato, finora, pagato di tasca propria dai docenti o semplicemente rimandato.

Che senso ha erogare un fondo per la formazione quando l’anno scolastico volge ormai al termine? La formazione non è un evento spot, ma un processo che accompagna la progettazione didattica sin da settembre. Arrivare a febbraio senza certezze significa aver già perso le migliori occasioni di aggiornamento dell'anno. Il blocco attuale nasce da un paradosso burocratico. Il Governo ha finalmente esteso (per legge) il bonus ai precari con contratto al 31 agosto e 30 giugno, una vittoria di civiltà ottenuta dopo anni di battaglie legali. Tuttavia, questa estensione non è stata accompagnata da un adeguato stanziamento di fondi. Il risultato?

  • L’incognita dell’importo: Si teme un taglio drastico, con la cifra storica di 500 euro che potrebbe scendere sotto la soglia dei 400 euro.

  • Il silenzio del Ministero: Il decreto interministeriale, atteso entro il 30 gennaio, è ufficialmente disperso tra i corridoi del MIM e del MEF.

Non chiamatelo "regalo"

È necessario ribadire con forza un concetto: la Carta Docente serve per comprare materiali che spesso finiscono direttamente in classe, a disposizione degli studenti. In un Paese che investe nella scuola meno della media europea, colpire l'unico strumento di auto-formazione dei docenti significa colpire la qualità dell'istruzione pubblica. Non possiamo restare a guardare mentre la professionalità docente viene ridotta a un capitolo di spesa da tagliare o posticipare. La scuola ha bisogno di risorse subito, non a tempo scaduto.

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