Comunicato Coordinamento Precari: il governo rispetti le promesse elettorali

Proprio quei concorsi PNRR che non solo non sono serviti a stabilizzare i precari, ma neanche a coprire i posti vacanti

20 settembre 2026 09:46
Comunicato Coordinamento Precari: il governo rispetti le promesse elettorali - la voce della scuola
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Il Coordinamento Docenti Precari esprime perplessità in merito alle affermazioni del ministro Valditara sulle assunzioni nella scuola. Valditara dichiara: “Abbiamo assunto oltre 206.000 docenti e personale ATA precari”. La domanda sorge spontanea: ma di quali precari parla il ministro? E’ risaputo che i concorsi PNRR sono stati espletati per svecchiare la classe docente al fine di vantarsi con l’Europa, assumere giovani, che costano di meno, e silurare i precari storici. Sono stati infatti immessi in ruolo per lo più neolaureati, la cui assunzione non solo non ha risolto il problema del precariato, ma lo ha aggravato perché intanto è cresciuto il numero dei docenti con 36 mesi di servizio cui è stata negata la stabilizzazione e i docenti con pluriennale esperienza non sono stati assunti. L’impressione è proprio che non si voglia immettere in ruolo chi ha anni di esperienza alle spalle, costringendo spesso molti precari ad andare in pensione senza un contratto a tempo indeterminato.

Un’altra dichiarazione di Valditara che si pone in contrasto con le promesse elettorali della sua coalizione è la seguente: “Abbiamo assunto 206 mila persone tra docenti e personale Ata dal 2023 a oggi, continueremo a farlo e a stabilizzare gli idonei”. Ma Valditara l’ha letto il programma elettorale del Centro-Destra sul reclutamento scolastico? Se l’avesse fatto, saprebbe che l’obiettivo della coalizione era quello di stabilizzare i precari storici (necessità di cui in 4 anni non ha mai parlato) e non vantarsi dei 3 concorsi PNRR banditi in 4 anni per assumere una miriade di idonei, spesso senza un giorno di servizio, di cui il programma elettorale non fa minimamente cenno.

Proprio quei concorsi PNRR che non solo non sono serviti a stabilizzare i precari, ma neanche a coprire i posti vacanti: i posti autorizzati per il 2026/27 erano 46.642, mentre le assunzioni effettivamente effettuate si fermano a 37.430. La differenza è di oltre 9 mila posti che, pur essendo stati destinati al ruolo, non hanno trovato un candidato da assumere. Ciò significa solo una cosa: i concorsi per esami non sono lo strumento adatto né per assumere i precari né a immettere in ruolo sui posti autorizzati. Per coprire i posti vacanti occorre cambiare radicalmente sistema di reclutamento e istituire subito il doppio canale di reclutamento. Cosa si aspetta ancora?

E la Meloni annuncia: “Abbiamo approvato riforme che erano attese da decenni nel lavoro, nella scuola e nell’università”. Ma di quali riforme scolastiche parla? Non di certo della stabilizzazione dei precari storici. Forse occorrerebbe informarla del problema.

Intanto si è tenuta al ministero una riunione informativa per rivedere le tabelle di valutazione dei titoli nei concorsi. La domanda sorge spontanea: perché al ministero non si tiene mai una riunione per capire come risolvere il problema del precariato e istituire il doppio canale?  Forse perché non c’è la volontà politica? L’incontro fa intendere che a breve partiranno nuovi concorsi (altro che stabilizzazione dei precari , come da programma elettorale di governo), altrimenti che urgenza c’era di rivedere quella tabella?

E poi non possiamo non chiederci: che fine ha fatto il DDL Bucalo fermo in Commissione da febbraio? Perché la senatrice, dopo aver impostato la campagna elettorale sulla promessa di stabilizzare con urgenza i lavoratori precari, come quelli dello Straordinario Bis, ora invece parla di concorso come strumento di accesso alla professione di insegnante e di priorità nell’assunzione degli idonei? Un bel voltafaccia nei confronti di chi diceva di voler tutelare.

 E l’interlocuzione con l’UE di cui si parla ormai da mesi per il doppio canale a che punto è?

Se per il governo poi i precari sono invisibili, cosa diversa certamente non si può dire per l’opposizione: recentemente la responsabile scuola del PD ha rilasciato alcune dichiarazioni con le quali indica le priorità da affrontare in ambito scolastico. Ovviamente non parla minimamente della necessità di stabilizzare i precari storici.

Infine rivolgiamo un appello alle forze di maggioranza: si mettano d’accordo, convochino una riunione per stabilire una linea comune e soprattutto darsi dei tempi per la realizzazione del doppio canale. Non è possibile ascoltare dichiarazioni contrastanti tra gli esponenti che si occupano di scuola, come la percentuale di precari che dovrebbe essere assunta se passasse il doppio canale. Per alcuni si deve giustamente garantire loro la priorità, per altri, vergognosamente e contrariamente a tutti i propositi elettorali, devono addirittura andare in coda agli idonei. Siamo stufi, che si vadano a rileggere il loro programma elettorale sul reclutamento scolastico e lo realizzino senza indugiare oltre in questo ultimo scorcio di legislatura.

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