Concorso dirigenti Lombardia: è bufera sulle graduatorie

Candidati senza requisiti arrivano in cima, poi lo stop (ma solo per uno)

06 agosto 2026 22:25
Concorso dirigenti Lombardia: è bufera sulle graduatorie - la voce della scuola
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Di fronte a controlli arrivati fuori tempo massimo, esplode lo scandalo sulle ammissioni con riserva. Tre prove superate, una vittoria in graduatoria e solo oggi la prima esclusione. Ma le ombre restano.

Un percorso perfetto, almeno sulla carta: ammissione con riserva alla prova scritta, superamento dell’orale e l'inserimento a pieno titolo (o quasi) tra i vincitori del concorso per Dirigenti Scolastici della Regione Lombardia. Peccato che, alla base di tutto, mancassero i requisiti d’accesso fondamentali per partecipare al concorso.

Un caso surreale che oggi culmina nel primo atto ufficiale: l’esclusione e la cancellazione diretta dalla graduatoria di merito del candidato.

Ma la vicenda solleva interrogativi pesantissimi sulle modalità di svolgimento e sulla trasparenza delle procedure di controllo:

Dove si è svolta la preselettiva? Del candidato non si hanno notizie precise sul luogo né sulle modalità con cui ha sostenuto la prima prova selettiva. Com’è possibile che sia passato inosservato fino alla fine?

Controlli a scoppio ritardato: Com'è possibile che le verifiche sui requisiti d'accesso — che dovrebbero rappresentare il primissimo sbarramento amministrativo — arrivino solo dopo che le commissioni hanno valutato scritti e orali, occupando posti riservati a chi quei requisiti li possedeva dal primo giorno?

Due pesi e due misure? La posizione del candidato depennato oggi non è isolata. In graduatoria figura un’altra candidata che versa esattamente nella medesima situazione, anch'essa tra i vincitori, ma che ad oggi non risulta ancora toccata dal medesimo provvedimento di esclusione.

Il paradosso delle ammissioni con riserva

L'amministrazione scolastica si ritrova di nuovo travolta da una gestione dei concorsi che rischia di compromettere la credibilità delle istituzioni e mortificare migliaia di docenti che hanno studiato per anni nel pieno rispetto delle regole.

Ammettere candidati sprovvisti di titoli "con riserva" e consentirgli di scalare l'intera piramide concorsuale fino alla nomina di vincitori non è solo una falla burocratica: è un’ingiustizia palese verso chi è rimasto fuori pur avendo le carte in regola.

Oggi cade la prima testa con il depennamento ufficiale dalla graduatoria regionale della Lombardia. Ma l'attenzione resta altissima: cosa succederà all'altra candidata ancora presente in graduatoria nelle medesime condizioni? E chi ripagherà il danno d'immagine ed emotivo arrecato a chi si è visto scavalcare per mesi da chi non aveva nemmeno il diritto di sedersi a quei banchi?

La trasparenza non può essere un optional a scadenze alterne. La scuola ha diritto a dirigenti selezionati con rigore, ma soprattutto all'insegna della massima legalità.

M.E.T. – Merito, Equità, Trasparenza

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