Concorso riservato dirigenti scolastici, diffida al Mim: contestati i requisiti di decine di vincitori

Un avvocato diffida il Mim: verificate i requisiti di decine di vincitori del concorso riservato DS, o si va in Procura. Dietro l'atto, la vera partita: due platee di aspiranti dirigenti che si contendono gli stessi posti vacanti.

01 luglio 2026 16:07
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La Voce della Scuola
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Una nuova crepa si apre sul fronte, già affollatissimo, del reclutamento dei dirigenti scolastici. Con un atto datato 29 giugno, l'avvocato Enrico Angelone, a nome di un gruppo di docenti utilmente collocati nella graduatoria del concorso ordinario DS (bandito con DDG 2788/2023), ha chiesto formalmente al Ministero dell'Istruzione e del Merito di verificare se un numero consistente di vincitori del concorso riservato (DM 107/2023) possedesse davvero, alla data prevista, i requisiti per parteciparvi.

Non è un ricorso al giudice amministrativo, ma un'istanza in via amministrativa indirizzata direttamente al ministro Valditara e ai vertici dei dipartimenti competenti, con una clausola che le conferisce un peso non simbolico, poiché in caso di mancato riscontro entro 30 giorni, l'avvocato preannuncia che si rivolgerà all'autorità penale.

Il meccanismo contestato

Il concorso riservato DM 107/23 era stato costruito per chiudere la ferita aperta dal concorso 2017, dando una seconda possibilità a chi, non avendo superato scritto o orale, aveva impugnato tempestivamente quell'esito ed era ancora in causa alla data del 28 febbraio 2023. Un perimetro stretto, definito dall'art. 2 del decreto in poche fattispecie tassative: ricorso pendente per mancato superamento della prova scritta, ammissione all'orale per via cautelare, ricorso pendente per mancato superamento dell'orale, con l'esclusione esplicita di chi avesse impugnato solo il bando, di chi non avesse un contenzioso pendente a quella data, o di chi si fosse limitato a un intervento ad adiuvandum in giudizi altrui.

È esattamente su questo crinale che si concentra la diffida. Incrociando la graduatoria del riservato con le risultanze del sito della Giustizia Amministrativa, lo studio legale sostiene di aver individuato un numero rilevante di posizioni — su un totale di 519 dirigenti già immessi in ruolo con quella procedura — riconducibili a una o più delle quattro categorie "fuori perimetro": assenza di contenzioso pendente alla data indicata, impugnazione di atti diversi da quelli previsti, giudicati di rigetto già intervenuti prima della scadenza, interventi ad adiuvandum dichiarati inammissibili dal Consiglio di Stato.

La verifica indipendente di una delle pronunce richiamate nell'atto svolta dalla Voce della Scuola, relativa proprio all'inammissibilità di alcuni interventi ad adiuvandum nel giudizio di revocazione citato, trova riscontro nelle banche dati della giustizia amministrativa. Il riferimento normativo-giurisprudenziale, quindi, non sembrerebbe di fantasia. Resta, per costruzione, la ricostruzione di una sola delle parti in causa, e i singoli casi individuali non sono verificabili se non attraverso il portale della Giustizia Amministrativa.

Un conflitto tra due platee

L'istanza non nasconde il proprio movente. I docenti assistiti hanno "interesse a veder diminuire il numero degli interessati alla nomina quali Dirigenti Scolastici". Non è una notazione di poco conto. Con l'art. 1, comma 528, della legge di bilancio 2026 (L. 199/25), che ha trasformato le graduatorie regionali del concorso ordinario in graduatorie a esaurimento con diritto ad assunzione a partire dall'a.s. 2026/27, ogni eventuale decadenza tra i vincitori del riservato si tradurrebbe in un posto in più per chi attende in coda. Le due platee si contendono di fatto lo stesso numero, già insufficiente, di presidenze vacanti.

Cosa succede ora

Il Ministero ha 30 giorni per rispondere. In caso di esito favorevole agli istanti, l'atto chiede l'adozione di "tutti i necessari provvedimenti di revisione delle graduatorie", una prospettiva che, se anche solo parzialmente accolta, riaprirebbe un fronte di instabilità su incarichi dirigenziali già assegnati, con ricadute su sedi, subentri e reggenze, in un sistema che fatica già da anni a garantire continuità alla guida delle scuole.

[Nota: i nominativi dei singoli candidati coinvolti, pur presenti nell'atto, non vengono qui riportati poiché relativi a soggetti terzi in un procedimento non ancora concluso e privo di accertamento amministrativo definitivo.]

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