Concorso Riservato DS: i candidati esclusi dal "disastro del 6 maggio" chiedono giustizia
"Vogliamo trasparenza totale e inserimento in graduatoria"
Riceviamo e pubblichiamo
Alla cortese attenzione del Ministro dell'Istruzione e del Merito, Prof. Giuseppe Valditara,
Scriviamo in rappresentanza di un nutrito gruppo di docenti, riuniti nel “Comitato Giustizia e Coraggio”, che il 6 maggio 2024 ha partecipato al concorso riservato per Dirigenti Scolastici presso la Fiera di Roma. Scriviamo mossi da un senso di profonda indignazione, poiché il perdurante silenzio istituzionale su quanto accaduto in quella sede è diventato non più tollerabile.
Il 6 maggio 2024 non è stato solo un test di resistenza per condizioni ambientali inaccettabili, ma il teatro di una procedura palesemente viziata che ha tradito le aspettative di migliaia di professionisti. Oltre ai numerosi quesiti oggettivamente errati o fuorvianti che hanno falsato il punteggio finale, dobbiamo denunciare con fermezza l'assenza di controlli che ha permesso l'ingresso nel Padiglione 7 di oltre 400 persone non previste. Tale sovraffollamento, oltre a rappresentare una violazione palese delle norme di sicurezza, ha trasformato la prova in un contesto in cui la sorveglianza è divenuta impossibile, favorendo l'uso illecito di dispositivi elettronici per forme di collaborazione impropria che hanno violato radicalmente il principio di par condicio.
A tutto ciò si aggiunge un'ulteriore criticità tecnica che ha minato la correttezza della valutazione: la gestione dei quesiti di lingua straniera e le modalità di attribuzione dei punteggi. Il conteggio ha previsto la valutazione di tutte le risposte, incluse quelle di lingua, permettendo di fatto che il punteggio finale fosse alterato da fattori aleatori. La possibilità, concreta e diffusa, che molti candidati abbiano ottenuto il superamento della soglia semplicemente "tentando la sorte" su risposte non conosciute — pratica facilitata dall'assenza di penalità deterrenti — ha trasformato una prova di merito in un gioco d'azzardo, penalizzando ulteriormente chi ha risposto con competenza e rigore scientifico.
Oggi, leggendo le cronache riguardanti la diffida presentata dall'avvocato Angelone, poniamo al Ministro Valditara un interrogativo diretto: se il Ministero è giustamente chiamato a verificare la regolarità dei requisiti di chi ha vinto, perché non si applica lo stesso rigore per accertare la regolarità di una prova dove la legalità è stata, nei fatti, totalmente calpestata? È paradossale che l'Amministrazione si interroghi sulla correttezza dei titoli dei vincitori, ignorando le gravissime anomalie procedurali che hanno impedito a centinaia di altri docenti di concorrere ad armi pari.
Siamo in possesso di documentazione probatoria — inclusi screenshot e testimonianze dirette — che attesta le irregolarità sistematiche occorse nel Padiglione 7. Tale materiale, che evidenzia la facilità con cui è stato possibile eludere i controlli, è pronto per essere messo a disposizione delle autorità competenti, inclusa la Procura della Repubblica, laddove l'Amministrazione non voglia procedere autonomamente ad un atto di autotutela che ripristini la trasparenza.
A nome dei docenti esclusi da questa selezione iniqua, chiediamo un atto di responsabilità concreta attraverso i seguenti punti:
· Verifica integrale della regolarità: Non basta analizzare i quesiti; occorre far luce sulle segnalazioni di brogli e sulle violazioni dei protocolli di sicurezza avvenute durante la prova. Una selezione pubblica per un ruolo di vertice come quello di Dirigente Scolastico non può tollerare ombre sulla correttezza dello svolgimento.
· Revisione dei criteri di valutazione: Disporre una verifica tecnica sui criteri di correzione, con particolare riferimento ai quesiti di lingua straniera e all'incidenza statistica delle risposte date per puro caso, al fine di accertare se il punteggio finale sia espressione di reale merito o di mera casualità.
· Azione in autotutela: Chiediamo che il Ministero eserciti i propri poteri di autotutela per rimediare al danno erariale e di immagine causato da una procedura concorsuale che sta già attirando l'attenzione della magistratura e che rischia di delegittimare l'intera categoria.
· Inserimento in graduatoria di merito: Disporre l'inserimento in graduatoria di tutti quei candidati che, a causa di tale gestione fallimentare, sono stati ingiustamente esclusi, nonostante avessero i titoli e le competenze per superare la prova in un contesto di legalità.
Non chiediamo favori, ma il ripristino della legalità violata. Se l'Amministrazione ha fallito nella gestione della Fiera di Roma, è suo dovere rimediare colmando la lacuna creata dai propri uffici. La parità di trattamento deve essere ora garantita con un provvedimento che riconosca il merito di chi è stato vittima di una selezione che non può dirsi, nei fatti, né regolare né democratica.
Siamo pronti a far valere le nostre ragioni in ogni sede, civile e penale. La nostra non è una protesta episodica, ma una battaglia per la tutela dell'integrità del sistema scolastico. Restiamo in attesa di risposte chiare e risolutive che ci restituiscano la dignità professionale negata il 6 maggio scorso.
Aderente al “Comitato Giustizia e Coraggio” – A nome del gruppo di docenti partecipanti al concorso riservato DS del 6 maggio 2024