Mobilità dirigenti scolastici, in Campania accantonati sette posti per gli idonei del concorso

Campania, mobilità DS: accantonati sette posti per gli idonei del concorso. La decisione era obbligata, ma a settembre il nodo rischia di esplodere

15 luglio 2026 23:33
Mobilità dirigenti scolastici, in Campania accantonati sette posti per gli idonei del concorso - La Voce della Scuola
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L'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania ha reso noto il provvedimento di mobilità dei dirigenti scolastici per l'anno 2026/27, accantonando sette posti riservati agli idonei del concorso. La decisione, attesa da settimane, rinvia a settembre la discussione di merito sulla vicenda.

Una scelta obbligata

Per l'amministrazione regionale si è trattato di una via pressoché obbligata. Procedere all'assegnazione definitiva di quei sette posti, in presenza di un contenzioso ancora aperto sulla posizione degli idonei, avrebbe significato esporre l'intero impianto della mobilità al rischio di un annullamento in autotutela o di un nuovo ricorso al TAR. L'accantonamento consente invece di congelare la situazione senza pregiudicare l'esito del giudizio.

Resta però un'incognita che l'amministrazione dovrà affrontare a breve. Il rinvio non elimina il problema, lo sposta di qualche mese, e a settembre la decisione del giudice amministrativo produrrà effetti che andranno gestiti in tempi stretti, a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico.

Cosa succede ora

Se il ricorso degli idonei dovesse essere accolto, i sette posti accantonati sarebbero destinati alla loro immissione in ruolo in Campania. Uno sbocco che chiuderebbe la partita regionale, ma rischierebbe di aprire immediatamente un fronte nuovo altrove.

Gli idonei rimasti esclusi nelle altre regioni potrebbero reclamare lo stesso principio giuridico riconosciuto in Campania. Un precedente favorevole, in questo tipo di contenzioso, tende a produrre effetti a catena. Le amministrazioni regionali che hanno chiuso la mobilità senza riservare posti agli idonei si troverebbero esposte a nuovi ricorsi, con il rischio di dover rivedere assegnazioni già perfezionate.

Lo scenario in caso di sconfitta

L'ipotesi opposta, quella di un rigetto del ricorso, solleva interrogativi altrettanto complessi. Il primo riguarda la destinazione dei sette posti liberati. Con l'accantonamento sciolto, l'amministrazione dovrebbe procedere alla loro assegnazione. È plausibile che ci sia una nuova finestra di mobilità interregionale o andranno assegnati a nuove immissioni in ruolo? E a questo punto quante di queste andrebbero agli idonei che intanto avrebbero perso la loro causa e quanti ai DS in attesa dal concorso riservato?

Un secondo interrogativo riguarda la posizione dei dirigenti scolastici attualmente fuori sede. Senza l’accantonamento ce ne sarebbero altri sette rientrati in Campania. Tenuto conto che la procedura appena conclusa ha avuto carattere straordinario, è più che probabile che anche da quel versante si possano attivare strumenti di tutela che sollevino ulteriori profili di contenzioso davanti al giudice amministrativo.

Il terzo nodo è forse il più delicato. Un rigetto definitivo del ricorso degli idonei riaprirebbe la questione delle immissioni in ruolo anche per i prossimi anni, e con essa il rapporto tra la procedura ordinaria e quella riservata. Le due platee di candidati sono già al centro di un confronto acceso sulla legittimità delle rispettive posizioni. La decisione attuale intanto avrà riverberi sulla procedura di assunzione, quella di settembre potrebbe toccare anche questo equilibrio con ricadute che vanno oltre i sette posti campani, investendo l'intera architettura del reclutamento dirigenziale a livello nazionale.

Un rinvio, non una soluzione

Il provvedimento firmato dall'USR Campania congela per ora la situazione più esposta. La partita di merito si giocherà a settembre, e da quella decisione dipenderà non solo il destino di sette posti, ma l'assetto della mobilità dirigenziale in più di una regione con inevitabili ripercussioni su quello che accadrà nei prossimi anni.

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