Continuità didattica sul sostegno, da Genova una risposta immediata

Quando l’Amministrazione ascolta e interviene

A cura di Redazione Redazione
29 agosto 2026 14:24
Continuità didattica sul sostegno, da Genova una risposta immediata -
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Dopo il caso segnalato sulla continuità didattica, l’Ufficio scolastico territoriale di Genova si è attivato con tempestività. Un riconoscimento al dirigente Alessandro Clavarino, alla dirigente scolastica Giuseppina Randazzo e alla professoressa Danila Berretti. Ma non va dimenticato il coordinamento regionale del dott. Luca Lenti e il forte impulso impresso dal direttore generale dell’USR Liguria, Giuseppe Ponticiello. Una vicenda che offre l’occasione per dare atto del grande lavoro che, in questi giorni decisivi, stanno svolgendo molti Ambiti territoriali in tutta Italia.

Nei giorni scorsi Voce della Scuola ha raccontato una criticità relativa alla continuità didattica sul sostegno, mettendo in evidenza le possibili conseguenze che un problema nelle procedure può determinare proprio nei confronti degli studenti più fragili e delle loro famiglie.

Era giusto segnalarlo.

Ma è altrettanto giusto, oggi, raccontare ciò che è accaduto dopo quella segnalazione.

L’Amministrazione scolastica si è attivata con immediatezza, mostrando disponibilità all’ascolto e attenzione rispetto alla situazione rappresentata.

Ed è un elemento che merita di essere sottolineato, perché la qualità di un’Amministrazione non si misura soltanto nell’assenza assoluta di problemi – obiettivo difficilissimo in una macchina organizzativa complessa come quella della scuola – ma anche nella capacità di riconoscerli, verificarli e intervenire tempestivamente quando emergono.

La risposta dell’Ambito Territoriale di Genova

In questa vicenda va innanzitutto riconosciuto il merito dell’Ufficio II – Ambito Territoriale di Genova e del suo dirigente, dott. Alessandro Clavarino, per la disponibilità immediatamente dimostrata nell’affrontare il caso.

Gli Ambiti territoriali si trovano proprio in queste settimane nel momento probabilmente più complesso dell’intero anno scolastico.

Graduatorie, disponibilità dei posti, organici, immissioni in ruolo, supplenze, rettifiche, rinunce e nuove assegnazioni costituiscono parti di un meccanismo estremamente articolato, nel quale ogni decisione amministrativa può produrre effetti diretti sull’organizzazione delle scuole e sulla vita professionale dei docenti.

Quando si parla di sostegno, inoltre, esiste un ulteriore elemento che non può essere trascurato: dietro un posto e dietro una nomina può esserci una relazione educativa costruita nel tempo.

Per un alunno con disabilità la continuità del docente può rappresentare un elemento importante del progetto educativo e di inclusione. Per una famiglia può significare non dover ricominciare ogni anno un percorso di conoscenza e di fiducia.

Per questo, quando emerge una possibile criticità, la tempestività dell’intervento amministrativo assume un valore particolare.

Ed è ciò che va riconosciuto all’Ambito Territoriale di Genova.

Il lavoro di Giuseppina Randazzo e Danila Berretti

Accanto al dirigente dell’Ambito territoriale, va riconosciuto il merito della dirigente scolastica Giuseppina Randazzo, in servizio presso l’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, e della professoressa Danila Berretti, anch’essa impegnata presso l’USR Liguria e oggi principalmente nelle delicate attività relative a organici e reclutamento.

Sono settori che proprio nella fase che precede l’apertura delle scuole richiedono un impegno enorme.

Dietro una graduatoria pubblicata, una posizione verificata, una disponibilità aggiornata o una nomina effettuata esiste infatti un lavoro tecnico e amministrativo che difficilmente viene percepito dall’esterno.

Eppure è proprio da quel lavoro che dipende una parte fondamentale del regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche.

Nel caso segnalato, Clavarino, Randazzo e Berretti hanno mostrato disponibilità immediata e concreta attenzione alla questione, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze.

È corretto darne atto pubblicamente.

Non per trasformare il normale esercizio delle responsabilità amministrative in qualcosa di eccezionale, ma perché, così come è doveroso evidenziare ciò che non funziona, è altrettanto doveroso riconoscere quando gli uffici e le persone che vi lavorano si fanno carico tempestivamente di una criticità.

Il coordinamento regionale: il ruolo di Luca Lenti e l’impulso del direttore generale Ponticiello

C’è però un altro elemento che non dovrebbe passare sotto silenzio.

La capacità di risposta di un singolo ufficio non vive isolata dal contesto nel quale quell’ufficio opera. Alle spalle c’è un’organizzazione regionale, un’attività di coordinamento e una direzione chiamata a imprimere metodo e impulso all’azione amministrativa.

In questo quadro va riconosciuto il ruolo del dott. Luca Lenti nel coordinamento regionale e il forte impulso che arriva dal direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, Giuseppe Ponticiello.

È un aspetto tutt’altro che secondario.

Soprattutto nelle settimane che precedono l’avvio delle lezioni, la capacità degli uffici territoriali di affrontare tempestivamente le numerose questioni aperte dipende anche dall’efficacia del raccordo regionale, dalla circolazione delle informazioni e dalla capacità della Direzione generale di indicare priorità e imprimere velocità alle attività.

Il caso genovese, allora, può essere letto anche sotto questa prospettiva: non soltanto la disponibilità delle singole persone che hanno preso in carico la questione, ma una filiera amministrativa che, dal livello territoriale a quello regionale, ha mostrato capacità di interlocuzione e di risposta.

Ed è importante sottolinearlo perché, troppo spesso, quando parliamo di Amministrazione scolastica immaginiamo una struttura impersonale, mentre dietro ogni procedimento esiste una catena di responsabilità, competenze e professionalità che deve riuscire a lavorare in modo coordinato.

Quando questo coordinamento produce risposte concrete, va riconosciuto.

Segnalare un problema non significa accusare l’Amministrazione

La vicenda consente anche di chiarire un principio che dovrebbe accompagnare il confronto sui problemi della scuola.

Segnalare una criticità non significa necessariamente mettere sotto accusa l’Amministrazione.

Al contrario.

In un sistema complesso, la possibilità che scuole, docenti e famiglie possano rappresentare rapidamente una situazione anomala e trovare dall’altra parte un’Amministrazione disponibile ad ascoltare costituisce essa stessa un elemento di buon funzionamento del sistema.

Gli errori possono verificarsi.

Le procedure possono incontrare difficoltà.

I sistemi informatici possono produrre situazioni che richiedono una verifica.

Ciò che fa la differenza è quello che accade dopo.

Se davanti a una segnalazione prevalgono rigidità, silenzio o indifferenza, un problema amministrativo rischia di trasformarsi in un problema scolastico e, nei casi più delicati, in un problema per uno studente e per la sua famiglia.

Quando invece l’Amministrazione ascolta, verifica e interviene, la stessa segnalazione può diventare uno strumento attraverso il quale migliorare concretamente il funzionamento del sistema.

Non soltanto Genova: il lavoro degli Ambiti territoriali di tutta Italia

Sarebbe però riduttivo leggere questa vicenda esclusivamente come un riconoscimento all’Ufficio scolastico di Genova o all’USR Liguria.

C’è un lavoro molto più ampio che merita di essere raccontato.

In questi giorni, in moltissime province italiane, gli Uffici di Ambito territoriale stanno sostenendo uno sforzo straordinario per consentire alle scuole di iniziare regolarmente il nuovo anno scolastico.

È un lavoro che raramente conquista le prime pagine.

Quando una procedura si inceppa, il problema diventa immediatamente visibile. Quando invece migliaia di operazioni vengono concluse correttamente e nei tempi necessari, difficilmente qualcuno racconta il lavoro che è stato necessario per arrivare a quel risultato.

Dietro quelle operazioni ci sono dirigenti, funzionari, personale amministrativo, dirigenti scolastici e docenti utilizzati presso gli uffici.

Ci sono giornate scandite da scadenze ravvicinate, disponibilità che cambiano, rinunce che producono nuovi scorrimenti, posizioni da verificare, organici da aggiornare e situazioni particolari da esaminare.

E tutto questo avviene con un obiettivo che dovrebbe essere ricordato più spesso: fare in modo che, quando gli studenti entreranno nelle loro classi, le scuole siano nelle condizioni di accoglierli e di funzionare regolarmente.

Quello che sta accadendo in Liguria, dunque, non deve diventare il pretesto per costruire graduatorie di efficienza tra territori. Deve piuttosto offrire l’occasione per riconoscere un impegno che accomuna molti uffici dell’Amministrazione scolastica italiana.

Dietro le procedure ci sono persone

La scuola italiana ha certamente bisogno di procedure sempre più semplici, trasparenti e affidabili.

Ha bisogno di sistemi informatici capaci di ridurre il più possibile le anomalie e di regole che possano essere applicate senza generare interpretazioni contrastanti.

Ma nessun algoritmo e nessuna procedura potranno sostituire completamente la capacità delle persone di leggere una situazione concreta.

Questo vale ancora di più quando si parla di sostegno.

Dietro un codice, una posizione in graduatoria o una disponibilità non c’è soltanto una pratica.

C’è un docente.

C’è una scuola.

C’è una famiglia.

E soprattutto c’è uno studente.

È questa consapevolezza che dovrebbe guidare l’azione amministrativa quando una procedura incontra la realtà delle persone.

È giusto raccontare anche quando l’Amministrazione risponde

Il giornalismo scolastico ha il compito di segnalare criticità, ritardi e disfunzioni.

Ma la sua credibilità passa anche dalla capacità di raccontare ciò che accade dopo.

Per questo, dopo aver dato spazio alla difficoltà emersa sulla continuità didattica sul sostegno, oggi è altrettanto corretto dare atto della disponibilità e della tempestività con cui il caso è stato preso in considerazione.

Al dirigente dell’Ambito Territoriale di Genova, dott. Alessandro Clavarino, alla dirigente scolastica Giuseppina Randazzo e alla professoressa Danila Berretti va riconosciuto il merito dell’attenzione e della disponibilità dimostrate.

E sarebbe incompleto fermarsi qui.

Va riconosciuto anche il valore del coordinamento regionale assicurato dal dott. Luca Lenti e del forte impulso impresso dal direttore generale Giuseppe Ponticiello, perché l’efficacia di un’Amministrazione non dipende soltanto dalla professionalità dei singoli, ma anche dalla capacità di costruire una struttura nella quale gli uffici dialoghino e le responsabilità operino nella stessa direzione.

Ma il riconoscimento, ancora una volta, deve andare oltre i singoli nomi e oltre la Liguria.

Va idealmente esteso ai tanti dirigenti, funzionari, docenti e dipendenti degli Uffici scolastici territoriali di tutta Italia che in queste settimane stanno affrontando, spesso lontano dai riflettori, una delle sfide organizzative più impegnative dell’anno: mettere le scuole nelle condizioni di iniziare regolarmente le lezioni.

Criticare ciò che non funziona è necessario.

Riconoscere ciò che funziona è altrettanto importante.

Perché la buona Amministrazione non è quella che pretende di essere infallibile.

È quella che, quando emerge un problema, ascolta, verifica, coordina e interviene.

A Genova e in Liguria questa capacità di risposta si è vista.

Ed è giusto che anche questo faccia notizia.

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