Contratto di lavoro, la firma sul Ccnl 2022-24 è solo l’inizio
Anief ricorda che l’impegno con l’Aran è chiudere velocemente altri due trienni con revisione delle norme superate e introduzione di nuove imprescindibili
"La firma del 23 dicembre che il sindacato Anief ha messo sul CCNL del triennio 2022-2024, con gli aumenti e gli arretrati arrivati nei cedolini di oltre un milione di dipendenti la scorsa settimana, sancisce l’inizio di un percorso che porta all’approvazione veloce di altri due contratti, in parte già finanziati dall’attuale governo, assieme alla revisione di norme superate e l’introduzione di nuove regole di cui la scuola oggi non può fare più a meno”: lo dichiara oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ribadendo gli impegni presi all’Aran dai sindacati firmatari dell’ultimo Ccnl.
Il sindacalista ricorda che “in via preliminare per il contratto del triennio 2025-2027 servono necessariamente aggiuntive, così da giungere ad aumenti contrattuali dignitosi e in grado di contrastare davvero il costo crescente della vita. Servono risorse aggiuntive anche per l’assegnazione, per la prima volta, dei buoni pasto anche al personale scolastico: una richiesta che il nostro sindacato è riuscito a fare inserire nell’ordine del giorno della Commissione competente del Senato. Come sindacato, chiediamo inoltre il riconoscimento del burnout, del riscatto agevolato della laurea, della parità di trattamento del personale non di ruolo rispetto ai colleghi già assunti a tempo indeterminato, del ripristino del primo gradino stipendiale, senza il quale i neo-assunti sono bloccati con lo stesso compenso per otto anni consecutivi, oltre che l’introduzione anche nella scuola del middle management”.
“All’Aran chiederemo con forza – continua Marcello Pacifico – anche la reintroduzione del doppio canale di reclutamento, in modo da permetter la stabilizzazione di centinaia di migliaia di precari oggi costretti ad accontentarsi delle supplenze, annuali o brevi, pur avendo svolto un percorso che passa per il superamento di uno o più concorsi, l’acquisizione di abilitazioni, specializzazioni, master e diplomi post-laurea. Senza dimenticare che è giunto il tempo della valorizzazione delle figure di sistema e degli ex Dsga. Come pure è importante – conclude il leader dell’Anief - che si arrivi all’utilizzo normato di tutti i posti privi di titolarità per le immissioni in ruolo dei precari e per la mobilità di chi è già di ruolo, ma anche la possibilità dello spostamento intercompartimentale per chi auspica di accedere ad un’altra amministrazione pubblica”.