Dirigenti scolastici, tutto pronto per le assunzioni, ma da Umbria e Campania si aprono altri fronti
Immissioni DS al via, ma tra Umbria e Campania si aprono nuovi fronti: sedi nominali, posti scoperti e ancora il nodo idonei-vincitori
Attesi per la prossima settimana i decreti ufficiali di immissione in ruolo dei nuovi dirigenti scolastici per il 2026/27 con le operazioni degli uffici che intanto procedono a macchia di leopardo tra le regioni. Il quadro nazionale resta quello definito dal DM 165 del 7 agosto con 345 nuove assunzioni (più 19 trattenimenti in servizio), ripartite tra 216 posti per il concorso ordinario (DDG 2788/2023) e 129 per la procedura riservata (DM 107/2023), quest'ultima concentrata tra regioni del Nord e Sardegna. Numeri già ridotti rispetto alla richiesta iniziale del Ministero, 382 unità. Il MEF ha autorizzato 365 unità complessive, di cui 346 nuove assunzioni e 19 trattenimenti, escludendo i 17 posti aggiuntivi richiesti. Le assunzioni effettivamente ripartite dal DM sono poi scese a 345 per il venir meno di un posto in Lombardia.
Il caso Umbria: sedi nominali e "statuto speciale"
Intanto continuano le polemiche sulla mobilità e non è solo un problema di numeri. Dirigentiscuola ha depositato una lettera di denuncia al Ministro Valditara, al Capo di Gabinetto Recinto e ai vertici dell'USR Umbria, chiedendo un'ispezione urgente sulla procedura di mobilità regionale. Al centro della segnalazione, sedi già affidate con incarico nominale e quindi, secondo l'articolo 13 del CCNL 2006 e la nota ministeriale 16067 del 19 giugno 2026, disponibili per altro incarico, che non sarebbero comparse nell'elenco delle sedi disponibili per la mobilità, per poi ricomparire successivamente tra quelle da assegnare in reggenza. Il presidente Attilio Fratta parla di una presunta "prassi" regionale che definisce "fantasiosa" e chiede al Ministero di intervenire prima che la vicenda finisca in tribunale, richiamando esplicitamente il caso di un dirigente che, pur avendo diritto di precedenza ex legge 104/1992, si è visto assegnare una sede lontana dalla propria residenza nonostante la disponibilità di posti più vicini.
Complicazione numero uno: chi lascia il posto al Nord
La prima complicazione per le nuove assunzioni riguarda i dirigenti già di ruolo, risulterebbero diciassette i casi in tutta Italia, che sono anche vincitori del concorso ordinario 2023 in altre regioni, ora in turno di nomina e che avrebbero optato per il trasferimento. Chi accetta dovrà lasciare il posto occupato altrove, tipicamente al Nord. Il punto è che questa casistica, dirigenti presenti utilmente in entrambe le graduatorie, ordinario e riservato, era stata oggetto della richiesta specifica del MIM al MEF di 17 posti aggiuntivi per gestire proprio questi passaggi. Il MEF non l'ha autorizzata. Resta dunque da capire chi coprirà i posti che verranno lasciati scoperti e da quale graduatoria, se da quella del riservato o dallo scorrimento dell'ordinario regionale, oppure nessuna delle due, con conseguente reggenza in attesa della prossima rilevazione degli organici.
Complicazione numero due: la rinuncia che potrebbe cambiare le carte in tavola
Circola inoltre insistentemente l'ipotesi, non confermata ufficialmente dall’USR campano, che uno dei 18 vincitori campani già assegnatari di ruolo possa rinunciare al ruolo. Il punto delicato è che la graduatoria dei vincitori corrisponde esattamente al numero di posti banditi residuo, non esiste un diciannovesimo vincitore per lo scorrimento che, in questo caso, andrebbe a pescare direttamente il primo degli idonei, che assumerebbe ruolo esattamente come un vincitore, dal 1° settembre.
Se così fosse, la vicenda avrebbe un peso che va oltre il singolo caso. Darebbe ragione, nei fatti, a chi tra gli idonei sostiene che tra le due categorie non esista una reale differenza di trattamento. Proprio l'argomento al centro del contenzioso dei sette ricorrenti campani il cui accantonamento diretto è stato negato dall'USR sulla base di quella stessa distinzione categoriale, in attesa dell'udienza collegiale del TAR fissata per il 10 settembre. Se un idoneo qualunque può diventare vincitore per semplice scorrimento, la domanda che si pone da sola è perché non si sia proceduto in maniera ordinaria all’accantonamento sistematico di quei posti per tutti gli idonei.
Resterebbe poi un nodo pratico: se la notizia della rinuncia fosse vera rimarrebbe un posto vacante ma già autorizzato per l’assunzione dal MEF. A chi andrà quel posto? Le ipotesi sul tavolo sono almeno tre. L'utilizzo per risolvere una delle sentenze pendenti sulla mobilità interregionale (in favore di uno dei tanti dirigenti campani fuori regione in attesa di rientro), l'assegnazione a un vincitore della procedura riservata, essendo la graduatoria dell'ordinario ormai esaurita, oppure, l'ipotesi più probabile vista la ristrettezza dei tempi residui, la reggenza in attesa di soluzione strutturale nel prossimo ciclo di programmazione.
Tre fronti, nessuno dei quali ha ancora una risposta ufficiale dall'amministrazione. A pochi giorni dall'avvio dell'anno scolastico.