Diritti dell'infanzia: perché il superiore interesse del bambino viene prima di tutto
Nel 2024 circa 16 mila minorenni in affido familiare e 30.237 accolti nei servizi residenziali
SOS Villaggi dei Bambini: “Il superiore interesse del bambino al centro di ogni provvedimento”
Milano, 12 Febbraio 2026 - Ogni bambino ha diritto a crescere in un ambiente sicuro, stabile e capace di prendersi cura di lui. Quando questo diritto viene meno, la comunità ha il dovere di intervenire. È da qui che nascono i provvedimenti di allontanamento: non come atti punitivi, ma come misure di protezione basate sul superiore interesse del bambino, principio cardine della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e riferimento imprescindibile di ogni intervento di tutela.
A fine 2024 sono stati 345.083 i minorenni presi in carico al servizio sociale professionale. I Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) incidono in misura limitata sul totale dei minorenni seguiti, che a fine anno sono stati 330.884. Sempre nello stesso anno circa 16 mila minorenni erano in affido familiare (15.870), inclusi i MSNA, a conferma di un utilizzo strutturale e non emergenziale dello strumento. A fine anno sono stati 30.237 i minorenni accolti nei servizi residenziali. Al netto dei MSNA, i minorenni accolti scendono a 20.592[1].
Secondo questi dati, quindi, l’Italia si colloca tra i Paesi più bassi in Europa per quanto riguarda l’allontanamento dei minorenni dal nucleo familiare[2]. Dato invece allarmante, è quello dei minorenni in carico ai Servizi Sociali perché vittime di forme di maltrattamenti: nel 2023 sono 113.892 i minorenni in carico[3] e le cifre sono purtroppo sottostimate.
I diritti dell’infanzia non sono principi astratti, ma diritti umani concreti, che riconoscono bambini e bambine come soggetti titolari di diritti e gli adulti, le istituzioni e la società come responsabili della loro piena attuazione. Sono sanciti dalla Convenzione ONU: il diritto alla protezione, alla cura, alla salute, all’educazione, alla vita familiare e il diritto a essere ascoltati e coinvolti, in modo adeguato all’età e alla maturità, nelle decisioni che li riguardano.
Da anni, SOS Villaggi dei Bambini si prende cura dei bambini privi di un adeguato sostegno familiare, attraverso programmi di protezione, educazione e inclusione, e ricorda che l’allontanamento non è mai una scelta facile né automatica.
«Avevo sette anni quando sono arrivata al Villaggio, e a sette anni avevo già visto un bel pezzo di mondo» - così racconta un’ex beneficiaria dei programmi SOS Villaggi dei Bambini. «Avevo visto righe bianche sopra alla tavola e cannucce con cui tirare su, bilancini, siringhe per terra, perquisizioni con i cani e la mamma uscire e mancare per lunghe ore del giorno e della notte. Avevo tanta paura a stare a casa da sola. Quando sono arrivata al Villaggio SOS finalmente la mia vita ha raggiunto un po’ di stabilità: andavo a scuola, facevo i compiti, stavo con gli amici, ascoltavo la musica, guardavo i programmi per adolescenti e avevo a fianco a me degli adulti che rompevano, ma che sapevano quello che dovevano fare. Quando vedevo la mamma invece mi sentivo sempre come se fossi io l’adulta e lei la bambina, come se dovessi sempre occuparmi di lei. Sono andata in una famiglia affidataria, ma non mi hanno tenuta. Poi mi hanno portato al Villaggio. Qui ho trascorso gli anni più belli della mia infanzia. C’era mami, la mia seconda madre, c’erano Gianluca e le altre operatrici. C’erano i ragazzi, ognuno con la sua storia, con le sue ferite. Litigavamo tanto, ma ci capivamo al volo ed eravamo uguali, come fratelli. Poi a quindici anni sono tornata a casa. Mia mamma aveva fatto un percorso per disintossicarsi e gli operatori SOS, che prima avevano aiutato me, ora stavano aiutando lei a prendersi cura di me. Ci stavano aiutando a ricostruire il nostro rapporto, la mia famiglia».
La misura della protezione, in Italia regolamentata dalla legge 149/2001, è una misura eccezionale e temporanea, adottata solo quando la permanenza nel nucleo familiare espone il bambino a un grave pregiudizio, come violenza, abuso, trascuratezza o mancanza di cure adeguate. Ogni decisione deve essere proporzionata, motivata e orientata esclusivamente al benessere del minorenne, valutando la sua storia, i suoi legami affettivi, le sue fragilità e le sue potenzialità.
«Ogni volta che un bambino viene allontanato, è perché restare significherebbe esporsi a un danno ancora più grande», dichiara Samantha Tedesco, Pedagogista e Responsabile dell’Accademia di SOS Villaggi dei Bambini. «Il nostro dovere è ascoltare i bambini, proteggerli e garantire loro un ambiente in cui possano crescere senza paura. Ascoltare un bambino significa riconoscerlo come persona, con emozioni, paure e bisogni reali. Ogni provvedimento di tutela deve partire dalla sua voce. Il superiore interesse del minorenne significa garantire oggi la sua sicurezza e domani il suo futuro».
Tutela e protezione non possono prescindere da un lavoro costante di prevenzione e sostegno alle famiglie. L’allontanamento, infatti, non è mai un fine, ma uno strumento. Quando possibile, è fondamentale intervenire prima che la separazione diventi necessaria, rafforzando le competenze genitoriali e le reti di supporto, affinché il bambino possa crescere nel proprio contesto familiare in condizioni adeguate. Il diritto a vivere in famiglia resta centrale, ma non può mai prevalere sul diritto alla protezione e alla sicurezza.
«Dietro ogni allontanamento c’è una storia di fragilità, ma anche la possibilità di un futuro diverso, se la comunità sceglie di assumersi la propria responsabilità. C’è sempre un bambino che chiede di essere ascoltato, protetto e accompagnato nella crescita. Mettere l’interesse di ogni minorenne al primo posto significa avere il coraggio di proteggerlo, anche quando è difficile. È una responsabilità collettiva. Ed è un impegno quotidiano che SOS Villaggi dei Bambini porta avanti da sempre, al fianco dei minorenni più vulnerabili» sottolinea Samantha Tedesco.
SOS Villaggi dei Bambini ETS è parte della Federazione SOS Children’s Villages, presente in 137 tra Paesi e territori dove aiuta oltre 7 milioni di persone, portando avanti il suo impegno dal 1949, affinché i bambini e i ragazzi, che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente.
In Italia opera da oltre 60 anni ed è capofila della Rete SOS Villaggi dei Bambini che riunisce le Cooperative responsabili della gestione dei Villaggi SOS e si attiva attraverso 8 Programmi e Villaggi SOS, a Trento, Ostuni, Vicenza, Saronno, Mantova, Torino, Crotone e Milano. SOS Villaggi dei Bambini si prende cura di oltre 3.100 persone, tra bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio, e sostiene i diritti di oltre 51.000 bambini e giovani, attraverso attività di Advocacy e di sensibilizzazione.
SOS Villaggi dei Bambini ETS ospita l’Hub sulla Salute Mentale e Supporto Psicosociale di SOS Children’s Villages.