Dl scuola, Manzi (Pd): "Decreto grave e propagandistico, colpisce le famiglie più fragili"

C'è poi un aspetto gravissimo. La prima bozza arrivava a prevedere l'allontanamento dei figli dalla famiglia, e già questo dice molto dello spirito del provvedimento

A cura di Redazione Redazione
24 settembre 2026 19:21
Dl scuola, Manzi (Pd): "Decreto grave e propagandistico, colpisce le famiglie più fragili" - Manzi -PD
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"Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri è un pasticcio che conferma quello che era chiaro fin dall'inizio: l'intenzione è soprattutto propagandistica. Tra mille deroghe, adempimenti scaricati sulle scuole e persino sui Cpia, e sanzioni pecuniarie, il risultato è quello di complicare ancora di più l'organizzazione e la vita delle scuole, senza intervenire concretamente sull'inclusione e sui fabbisogni linguistici degli studenti che frequentano la scuola italiana. Non solo: si prevede anche, come extrema ratio, lo spostamento degli studenti negli istituti vicini, come se fossero pacchi da trasferire da una scuola all'altra. Una norma con molte deroghe che ha prodotto però un danno. Grave. In questi giorni non si è persa l'occasione di seminare odio, di mettere un bersaglio sulla testa di tanti ragazzi e di tante famiglie, di farli sentire indesiderati, additati come nemici in una sorta di caccia alle streghe. E si sono scaricati nuovi problemi sul mondo della scuola che ne ha già mille.

C'è poi un aspetto gravissimo. La prima bozza arrivava a prevedere l'allontanamento dei figli dalla famiglia, e già questo dice molto dello spirito del provvedimento. Il testo approvato obbliga la scuola a segnalare ai servizi sociali le famiglie degli alunni in difficoltà e prevede sanzioni fino a mille euro per i genitori che non completano il percorso di italiano: si colpiscono così proprio le famiglie più fragili, che andrebbero invece accompagnate e sostenute. Anche qui si scaricano nuovi oneri e nuove responsabilità sui dirigenti scolastici, e si rischia in concreto di alterare il clima di fiducia e serenità che dovrebbe caratterizzare le relazioni tra famiglia e scuola. La scuola deve essere il luogo in cui le famiglie si sentono accolte, non un luogo da cui temere segnalazioni e sanzioni". Così Irene Manzi, responsabile nazionale Scuola del Partito democratico.

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