MEMORIA CIVILE

Don Peppe Diana, la memoria diventa lezione di legalità

Il 16 novembre incontro UCIIM con Antonio Mattone e le scuole irpine per riflettere sul valore della memoria e della legalità.

30 ottobre 2026 12:56
Don Peppe Diana, la memoria diventa lezione di legalità  -
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Don Peppe Diana, educare alla legalità attraverso la memoria: la scuola al centro della responsabilità civile

Il 16 novembre il percorso nazionale “Educare con la Memoria” dedica un incontro al sacerdote ucciso dalla camorra. Ospite Antonio Mattone, autore del libro “Il Casalese di Dio”. Protagoniste del confronto anche le professionalità scolastiche di Monteforte Irpino e Ariano Irpino, per riflettere sul valore educativo delle testimonianze e sulla formazione delle coscienze.

La memoria, quando entra nella scuola, non può limitarsi alla ricostruzione dei fatti o alla celebrazione di una ricorrenza. Diventa autenticamente educativa quando aiuta gli studenti a comprendere il presente, a interrogarsi sulle proprie responsabilità e a riconoscere il valore concreto della giustizia, della libertà e della dignità umana. È questa la prospettiva che anima la seconda edizione di “Educare con la Memoria”, il percorso formativo nazionale promosso da UCIIM Varese – Sezione “Paolo Borsellino e Rocco Chinnici”, in collaborazione con UCIIM Lombardia e con il coinvolgimento di altre realtà territoriali dell’associazione.

Il terzo appuntamento, in programma lunedì 16 novembre 2026, dalle ore 20:45 alle 22:15, sarà dedicato alla figura di don Giuseppe Diana, il sacerdote assassinato dalla camorra il 19 marzo 1994 nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari, a Casal di Principe. Il titolo dell’incontro, “Il Casalese di Dio. Don Peppe Diana: storia, omicidio, verità”, richiama il libro di Antonio Mattone, giornalista, scrittore e portavoce della Comunità di Sant’Egidio, ospite della serata.

La vicenda di don Peppe Diana rappresenta una testimonianza significativa per affrontare, in ambito scolastico, il rapporto tra coscienza individuale, responsabilità collettiva e contrasto alla criminalità organizzata. Il suo impegno pastorale e civile, espresso anche nel documento Per amore del mio popolo, rese esplicita la necessità di opporsi alla presenza della camorra e alla normalizzazione della paura e del silenzio.

Portare questa storia nella didattica significa andare oltre la conoscenza della biografia di una vittima innocente delle mafie. Significa aiutare gli studenti a comprendere come i fenomeni criminali condizionino la vita delle comunità, indeboliscano i diritti e compromettano la partecipazione democratica. Significa, soprattutto, mostrare che la legalità non è un principio astratto, ma una pratica quotidiana che si manifesta nelle scelte personali, nel rispetto degli altri, nella capacità di riconoscere le ingiustizie e nel rifiuto dell’indifferenza.

In questa prospettiva, l’educazione alla memoria si intreccia con l’insegnamento dell’educazione civica e con la responsabilità della scuola di formare cittadini consapevoli. Le storie di chi ha scelto di non tacere possono diventare occasioni di apprendimento interdisciplinare, attraverso la lettura delle fonti, l’analisi dei contesti storici e sociali, il confronto argomentato e la riflessione sui principi costituzionali.

La memoria, quindi, non è soltanto ciò che si trasmette, ma anche ciò che si impara a interpretare. Un percorso didattico efficace non consegna agli studenti risposte già confezionate: offre strumenti per formulare domande, distinguere i fatti dalle opinioni, riconoscere i meccanismi della sopraffazione e comprendere il valore delle scelte responsabili.

Un elemento significativo dell’appuntamento sarà la partecipazione di professionalità scolastiche provenienti da Monteforte Irpino e Ariano Irpino, in provincia di Avellino. La presenza di una dirigente scolastica e di tre insegnanti, impegnate in ruoli di collaborazione dirigenziale e nell’ambito dell’educazione civica, testimonia il valore del coinvolgimento diretto della scuola nei percorsi dedicati alla legalità e alla cittadinanza.

A moderare l’incontro saranno quattro professioniste del mondo scolastico: Prof.ssa Filomena Colella, dirigente scolastica dell’IC “Aurigemma” di Monteforte Irpino e dirigente reggente dell’IC “Calvario-Covotta-Don Lorenzo Milani” di Ariano Irpino; Ins. Rosaria Prima, prima collaboratrice del dirigente scolastico dell’IC “Aurigemma” di Monteforte Irpino; Ins. Nicoletta Melito, prima collaboratrice del dirigente scolastico dell’IC “Calvario-Covotta-Don Lorenzo Milani” di Ariano Irpino; Ins. Gerarda Del Medico, referente per l’educazione civica dell’IC “Calvario-Covotta-Don Lorenzo Milani” di Ariano Irpino.

Il loro contributo permetterà di accompagnare il confronto con uno sguardo attento alla dimensione educativa, alle responsabilità delle istituzioni scolastiche e alle possibilità di tradurre la memoria storica in esperienze formative. La partecipazione di figure che operano quotidianamente nella scuola rende concreto il legame tra approfondimento culturale e pratica didattica, valorizzando il ruolo dei docenti e dei dirigenti nella costruzione di comunità educanti consapevoli.

La presenza delle scuole di Monteforte Irpino e Ariano Irpino conferma inoltre l’importanza di mettere in rete esperienze e competenze territoriali, affinché l’educazione alla legalità non rimanga affidata a singole iniziative, ma diventi parte di un impegno condiviso.

La formazione degli insegnanti costituisce un passaggio essenziale. Perché la memoria possa diventare esperienza educativa, è necessario che i docenti dispongano di occasioni di approfondimento e confronto, capaci di mettere in relazione la conoscenza storica con le strategie didattiche e con le situazioni concrete vissute nelle comunità scolastiche.

È questo uno degli obiettivi di “Educare con la Memoria”, rivolto a docenti, dirigenti scolastici ed educatori. Il percorso propone un dialogo tra testimonianze, approfondimento storico e riflessione civile, affinché le storie delle vittime delle mafie e di quanti hanno operato per la giustizia possano contribuire alla formazione delle coscienze e alla costruzione di una cittadinanza attiva.

L’incontro con Antonio Mattone offrirà un’occasione per approfondire la vicenda di don Peppe Diana e interrogarsi sulla forza della sua testimonianza. Presenteranno la serata Filippo Tomasello e Alessandro Guastella, per UCIIM Varese – Sezione “Paolo Borsellino e Rocco Chinnici”.

Il percorso formativo è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ai sensi della Direttiva n. 170/2016, secondo le condizioni previste per l’iniziativa.

L’appuntamento si svolgerà lunedì 16 novembre 2026, dalle ore 20:45 alle 22:15. I corsisti iscritti al percorso parteciperanno attraverso Google Meet, con accesso e accreditamento a partire dalle ore 20:15. Anche le persone non iscritte al corso potranno seguire liberamente la diretta streaming, trasmessa sul canale YouTube UCIIM Media, collegandosi al seguente indirizzo: Segui la diretta streaming su UCIIM Media

L’apertura al pubblico consente di ampliare la condivisione dei contenuti e di raggiungere quanti, nella scuola e nella società, riconoscono nella memoria uno strumento di crescita civile.

La storia di don Peppe Diana continua a porre una domanda che riguarda educatori, istituzioni e cittadini: quale significato assume il coraggio di una persona quando diventa patrimonio di un’intera comunità?

La risposta non si esaurisce nella commemorazione. Si costruisce attraverso l’educazione, la conoscenza e la capacità di tradurre i valori in comportamenti. Per la scuola, custodire la memoria significa offrire alle nuove generazioni gli strumenti per comprendere il passato e assumersi la responsabilità del futuro.

È in questo passaggio, dal ricordo alla consapevolezza e dalla consapevolezza all’impegno, che la memoria diventa educazione.

UCIIM Varese – Sezione “Paolo Borsellino e Rocco Chinnici”
Percorso formativo nazionale “Educare con la Memoria” – II edizione 2026/2027

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