Doppio canale, tra DDL Bucalo e GPSR
Adesso servono decisioni, non altre attese
Del doppio canale di reclutamento si parla ormai da anni. Per migliaia di docenti precari, però, è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti.
Da una parte c'è il DDL Bucalo (S.545), attualmente all'esame della Commissione Cultura del Senato, che interviene sulla formazione e sul reclutamento degli insegnanti e apre alla possibilità di utilizzare le GPS anche per l'accesso al ruolo sui posti rimasti vacanti e disponibili.
Dall'altra c'è la proposta rilanciata da Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, di trasformare le GPS in GPSR – Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo. Pittoni ha più volte dichiarato che per questo meccanismo si attende il confronto e il via libera di Bruxelles.
Le strade da seguire, dunque, sono sul tavolo. Ed è proprio per questo che diventa sempre più difficile comprendere perché una soluzione strutturale continui a non arrivare.
Un vero doppio canale deve essere realmente tale
Il DDL Bucalo (S.545), presentato nel 2023 e attualmente all'esame della Commissione Cultura del Senato, è composto da sei articoli e interviene su diversi aspetti della formazione e del reclutamento degli insegnanti: utilizzo delle GPS, percorsi abilitanti, formazione, mobilità e altre disposizioni riguardanti il personale docente.
Il punto che interessa maggiormente il precariato è l'articolo 1. Nell'attuale formulazione prevede che i posti comuni e di sostegno vacanti e disponibili che residuano dopo le ordinarie immissioni in ruolo possano essere assegnati con contratto a tempo determinato ai docenti inseriti nella prima e nella seconda fascia GPS, per posto comune o sostegno, e negli appositi elenchi aggiuntivi del sostegno, attraverso il percorso previsto dalla norma per arrivare successivamente alla stabilizzazione.
Il DDL Bucalo rappresenta un'occasione importante, ma ci auguriamo che durante l'iter parlamentare possa essere migliorato in un punto fondamentale: le GPS non dovrebbero rappresentare semplicemente il canale al quale destinare ciò che rimane dopo le altre procedure.
Se vogliamo parlare davvero di doppio canale, i due percorsi devono avere pari dignità.
Il principio potrebbe essere semplice: 50% dei posti alle graduatorie concorsuali e 50% alle graduatorie dei docenti abilitati inseriti nelle GPS.
Se, ad esempio, per una classe di concorso ci sono quattro cattedre disponibili per le immissioni in ruolo, due dovrebbero essere destinate ai concorsi e alle relative graduatorie e due alle GPS.
Non per contrapporre categorie, ma esattamente per ottenere il contrario: evitare l'ennesima guerra fra poveri.
Concorsisti, idonei, GPS, precari storici, sostegno, posto comune: percorsi diversi che troppo spesso finiscono per mettere docenti della stessa scuola in competizione per raggiungere lo stesso obiettivo, il ruolo.
Lo vediamo già oggi. Sul sostegno, a determinate condizioni, dalla prima fascia GPS è possibile arrivare all'immissione in ruolo; sul posto comune non esiste invece un analogo canale strutturale generalizzato.
Perché opportunità così diverse per lavoratori che appartengono alla stessa scuola?
Basta annunci: adesso servono risposte
Il confronto con Bruxelles, quando necessario, è legittimo. Il Parlamento deve certamente valutare con attenzione norme, requisiti e sostenibilità delle diverse soluzioni.
Ma non si può temporeggiare all'infinito.
Da troppo tempo i docenti precari sentono parlare di doppio canale, GPSR, nuovi concorsi, graduatorie, interlocuzioni europee, possibili riforme e nuovi percorsi.
Nel frattempo gli anni passano e migliaia di persone continuano a vivere di contratti a termine, senza sapere dove lavoreranno l'anno successivo.
I docenti sono stanchi di annunci, attese e rinvii. Adesso dalla politica si aspettano soluzioni serie, concrete, realizzabili e soprattutto tempi ragionevoli.
Il DDL Bucalo può rappresentare un'occasione. Le GPSR possono rappresentarne un'altra. Si discuta, si migliorino le proposte e si trovi la soluzione più equilibrata.
Ma si decida.
La nostra proposta
Anche la proposta promossa da Reset Italia, Comitato Precari Uniti per la Scuola e Docenti Uniti Italia prevede un secondo canale strutturale accanto ai concorsi, valorizzando abilitazione, titoli, servizio ed esperienza maturata.
Ma non si ferma al reclutamento: affronta anche abuso dei contratti a termine, formazione e abilitazione, mobilità, continuità didattica, classi numerose, stipendi e altre condizioni che incidono sulla qualità della scuola.
Se ne condividete gli obiettivi e riconoscete la validità della proposta, vi invitiamo a firmare e condividere la petizione, aperta a docenti, personale della scuola, famiglie, studenti e cittadini.
E vi chiediamo di fare qualcosa di molto semplice: condividere ogni giorno il link della petizione sul proprio Stato WhatsApp. Bastano pochi secondi per raggiungere nuove persone e dare maggiore forza alla proposta.
Fabio Gangemi
Docente ITP e Blogger Tecnologico
Firma e condividi la petizione:
Proposta di riforma del reclutamento docenti
Le proposte ci sono. Il confronto dura da anni. I docenti hanno aspettato abbastanza. Adesso spetta alla politica dare risposte e trasformare finalmente le parole in scelte concrete.